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Giuseppe Dell'Aquila e quell'audio che sta facendo il giro dei Social contro il governo del calcio: Vergogna, state distruggendo le società

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Dalla Calabria con furore, in questo caso dalla provincia di Alessandria, ma senza dimenticare le sue origini di calabrese pugnace, un presidente che ad un certo punto non ci ha visto più. Giuseppe Dell’Aquila, fondatore del CTSPRO di Alessandria, stanco delle nuove restrizioni, del nuovo DPCM, delle chiacchiere dei dirigenti federali è partito in quarta. Senza tanti giri di parole. Prima un messaggio scritto ai suoi riferimenti, un dirigente della delegazione, seguito anche da un audio per avere la certezza che fosse chiaro il suo messaggio. A qualcuno potrà non apparire elegante, ma quando le persone vengono lasciate sole, esasperate, senza aiuti concreti, poi dobbiamo almeno concedergli il diritto di manifestare, di esternare la propria amarezza. Ecco quindi il testo: «Vorrei sapere che cazzo avete fatto per noi finora, un bel nulla. Invece di scrivere tutte ste palle perché non fate un piano, dopo tutto quello che avete incassato per l'iscrizione e tesseramento senza giocare. Dove sono tutte questi soldi. Invece di aiutare le società fatte solo bla bla bla. Chi cazzo e come dobbiamo ripartire, chi cazzo paga più la quota per la nuova stagione parlate di buon senso ma andate a fanculo siete dei ladri anzi dei mafiosi... E non venite a dirmi delle stronzate povera Italia, povero calcio italiano, poveri bambini che gli avete rubato un anno e mezzo di infanzia vergognatevi...» Poi, con un audio, rincara la dose.

QUESTO IL LINK DELL'AUDIO

E anche qui, si potrà dire che la forma non è bella, ma quello che ci dobbiamo rendere conto che molte società sono al limite, vedono la loro sopravvivenza compromessa, hanno incassato una parte delle quote e adesso si sentono in difficoltà con le famiglie. Perché chi è in prima linea, sul territorio, condivide le preoccupazioni dei propri tesserati, delle loro famiglie, e magari ha anche perso qualche persona cara. A queste società, a questi presidenti, dobbiamo dare risposte concrete. Adesso. Non domani. Bisogna fare in fretta.
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