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Nel ricordo di "Mister Modena", Cesare Prandelli alla serata di inaugurazione della neonata associazione "Ernesto Modanesi - il mister"

A Fara d'Adda grande affluenza per l'intervento dell'ex commissario tecnico che ripercorre i momenti vissuti insieme a Ernesto Modanesi

Associazione Ernesto Modanesi, incontro con Cesare Prandelli

Cesare Prandelli insieme ai familiari e ai membri dell'associazione Ernesto Modanesi - il mister.

È nel salone dell’oratorio di Fara Gera d’Adda che lunedì sera ha preso il via il cammino dell’Associazione “Ernesto Modanesi - il mister”, nata ufficialmente il primo settembre di quest’anno, e che ha inaugurato la sua attività con un ospite d’eccezione, Cesare Prandelli, il quale non ha mancato di ricordare l’amico dalle grandi doti umane e sportive, che si è speso soprattutto nella crescita dei ragazzi all’interno del settore giovanile dell’Atalanta.

L’iniziativa. Alla presenza del sindaco Raffaele Assanelli, dei sacerdoti don Luigi e don Gabriele e dei delegati delle diverse società e associazioni calcistiche del territorio, la figlia di “mister Modena”, Maura Modanesi, ha spiegato com’è nata l’idea e cosa ha spinto familiari e amici stretti a intraprendere questo percorso: «C’è la volontà di mantenere vivo il ricordo di Ernesto e di farlo in modo concreto partendo dalla sua amata Fara. Il focus sarà lo sport, soprattutto il calcio, ma con un’attenzione particolare all’intento educativo, informativo e formativo dell’attività sportiva». Giovanni Grazioli, membro del direttivo, ha spiegato quali sono i tre cardini dell’associazione: ricordare, valorizzare e tramandare. «Ricordare il mister perché Ernesto dev’essere tutti i giorni in mezzo a noi. Valorizzare il suo pensiero, perché Ernesto è stato non solo un uomo di sport, ma per tante persone un compagno di vita. E tramandare, quindi partire da quelli che erano i suoi valori e dal suo ricordo per organizzare eventi futuri». Tra questi eventi ci sarà proprio un quadrangolare il 2 giugno a Fara con gli Under 18 di Atalanta, Genoa, Cremonese e Inter.

Il ricordo. A prendere poi la parola è stato Cesare Prandelli che ha ricordato la figura di Modanesi spaziando su varie tematiche sempre attuali, a partire dal “complicato” rapporto tra allenatori, genitori e figli e il beneficio di vivere l’oratorio: «Quando allenavamo nel settore giovanile i problemi maggiori li abbiamo avuti con i genitori, che spesso mettono pressione ai ragazzi, i quali non hanno il tempo di sbagliare, ma i ragazzi hanno il diritto di sbagliare. Per qualcuno non andava bene il nostro modo di allenare e ci dicevano che eravamo lì solo per insegnare a giocare e non per educare. Per noi era frustrante cercare di far capire ai genitori che solo un ragazzo su 400 di un settore giovanile può diventare professionista, mentre gli altri possono comunque avere altre prospettive. Nell’oratorio invece non c’erano i genitori e chi giocava meglio veniva chiamato. L’oratorio da questo punto di vista è meritocratico». Due parole che sono ritornate spesso nella serata sono state “rispetto” ed “educazione” e anche in questo caso Prandelli è stato molto chiaro: «Le persone vengono giudicate e vengono rispettate in base ai comportamenti. Se tutti i giorni e con tutto il gruppo hai un determinato tipo di comportamento vieni rispettato. L'ex commissario tecnico non ha nascosto le difficoltà di allenare la prima squadra bergamasca e proprio nell’Atalanta ha trovato chi, come Modanesi, ha saputo consigliarlo e aiutarlo, come in occasione dell’allenamento svolto dal tecnico degli Allievi alla presenza di giocatori e staff della prima squadra: «Ricordo che ho detto ai ragazzi: “Vorrei che con la vostre capacità e le vostre abilità vi concentraste su come si stanno muovendo, ma soprattutto sull’attenzione dei ragazzi alle parole di Modanesi in campo”». Il bellissimo rapporto tra Modanesi e Prandelli è sottolineato dallo stesso con queste parole: «Lui era ineccepibile, sapeva di calcio ed era aggiornato su qualsiasi situazione di gioco. Quando si vinceva io gli dicevo sempre: “Hai vinto”, perché era anche attraverso la sua competenza che arrivavano le vittorie». Infine Prandelli ha rivolto un messaggio ai ragazzi presenti in sala: «Dovete sempre avere l’entusiasmo di andare sul campo e divertirvi. Cercate di fare gruppo, perché la cosa bella di questo sport è che se fai gruppo non sarai mai solo».

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