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Passaporto ematico: la proposta di legge della Fondazione Fioravante Polito per tutelare ogni singolo atleta

Lo scorso venerdì 3 dicembre al CONI si è svolta la XII edizione del premio "Andrea Fortunato". Presenti Malagò, Gravina, Balata e anche una società lombarda, la Castellanzese che ha scelto di aderire al passaporto ematico

Passaporto ematico: la proposta di legge della Fondazione Fioravante Polito per tutelare ogni singolo atleta

La Castellanzese ha deciso di aderire al passaporto ematico a tutela dei propri atleti

Venerdì 3 dicembre nella suggestiva cornice del Salone d’Onore del CONI, al Foro Italico, si è tenuta la premiazione della XII edizione del Premio “Andrea Fortunato – Lo sport è vita” e il II premio “Fioravante Polito”. Il primo premio è il riconoscimento intitolato al calciatore della Juventus scomparso prematuramente all'età di 25 anni a causa di una grave malattia ematica, la leucemia ed è legato alla battaglia sul passaporto ematico, strumento finalizzato a prevenire e impedire fenomeni tragici in campo. Dal 2012 in Italia sono morti 592 ragazzi sotto i 30 anni facendo sport pur avendo eseguito normali test di routine. La proposta di legge del passaporto ematico intende rendere obbligatori i controlli medici sopracitati per tutti coloro che svolgono attività fisica. All’evento hanno partecipato tanti personaggi di spicco e di assoluto rilievo del mondo del calcio e dello sport in generale: nello specifico i presidenti Giovanni Malagò (CONI), Gabriele Gravina (FIGC) e Mauro Balata (Lega Serie B), Federico Balzaretti, Eugenio Corini, Pino Taglialatela, Walter Sabatini e tante altre personalità, ma non solo perché c'era anche una società lombarda che ha deciso di sposare in toto il progetto e di aderire all'iniziativa del passaporto ematico: la Castellanzese, che è stata premiata proprio dal presidente della Fondazione Fioravante Polito, Davide Polito. La società neroverde ha scelto di adottare il passaporto ematico per tutelare ogni singolo atleta.

Ma che cosa è esattamente il passaporto ematico? Un certificato finalizzato a prevenire e impedire fenomeni tragici in campo, rendendo obbligatori i controlli dei valori ematici e cardiaci, con lo scopo di indagare e rilevare eventuali anomalie in modo da intervenire tempestivamente. Tale certificato d’idoneità potrà essere rilasciato ai giovani sportivi a partire dai 6 anni. Gli esami richiesti per ottenere il passaporto ematico sono: emocromo completo, il Gruppo Sanguigno, la Transaminasi, la Bilirubinemia, la Colesterolemia, la Sideremia, la Ferritinemia, la Proteinemia totale ed elettroforesi, l'Azotemia, la Creatininemia, l'LDH, il test HIV, i test Epatite B e C, gli ormoni tirodei, nonché elettrocardiogramma, ecocardiogrammi a riposo e sotto sforzo, l'ergo spirometria per valutare il consumo dell'ossigeno sotto sforzo. Insomma esami che non prevengono le malattie ma che possono diagnosticare preventivamente una serie di patologie.

Malagò, presidente del CONI, ha sottolineato: «Siamo orgogliosi di proseguire questo percorso cominciato anni fa insieme, è incredibile quanto siete cresciuti negli anni». Gravina, presidnete della FIGC ha proseguito: «Il passaporto ematico è un tema di grandissima attualità. Non riusciamo ancora a comprendere perché un esame così semplice non riesca a trovare lo spazio necessario». Balta, presidente della Lega Serie B conclude: «Per me è anche una responsabilità e per questo voglio prendere un impegno, quello di sottoscrivere un protocollo per promuovere e supportare il progetto del passaporto ematico che tutela la salute dei nostri giovani e va difesa anche nel nostro campionato».

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