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Politica sportiva

Lettera dai delegati assembleari Felice Marmo, Paolo Montone e Giovanni Comel

Tanta amarezza, si poteva gestire meglio, ci siamo ritrovati a dover fare i conti con silenzi e ritardi ingiustificabili da parte del nostro organo federale

Riceviamo e pubblichiamo dai delegati assembleari Felice Marmo, Paolo Montone e Giovanni Comel

Felice Marmo, presidente del BSR Grugliasco

Ci scrivono tre delegati assembleari. Pubblichiamo la lettera integralmente, senza filtri e senza risposta, perché come sempre questo giornale dà spazio anche a chi la pensa diversamente. Siamo rimasti l'unica voce autorevole per il settore, non sarebbe giusto censurare un'opinione solo perché non è condivisa da noi.

Quando abbiamo deciso di accettare l’invito del presidente Christian Mossino a candidarci come delegati assembleari alle elezioni regionali della FIGC-LND nel gennaio del 2021, la nostra decisione è stata assunta unicamente per il ruolo proposto, ossia ascoltare la voce di tutte le società del nostro territorio e riportare la stessa forte, chiara e senza filtri al presidente ed al consiglio direttivo.

Rivendichiamo con forza, orgoglio, e consapevolezza l’appartenenza al mondo dei dilettanti. Il cuore del calcio. Quel cuore che continua a battere unicamente grazie a tutti noi uomini e donne che viviamo ogni giorno le nostre società, alimentati dalla passione e sorretti dai sacrifici. Come se fosse una missione, senza scaldare nessuna poltrona e senza avere nessuna pretesa di occuparne una.

A suo tempo abbiamo voluto cogliere l’opportunità di dare voce alle società e dal 10 gennaio 2021 lo abbiamo fatto in modo libero e responsabile.

Nelle ultime settimane, dopo l’elezione di Christian Mossino a vice presidente vicario della LND, ci siamo ritrovati a dover fare i conti con silenzi e ritardi ingiustificabili da parte del nostro organo federale.

Sollecitati e sostenuti dalle società, abbiamo chiesto chiarezza, risposte, ed una visione progettuale dei prossimi due anni di politica sportiva.

Già, la politica. Non quella che non decide per settimane e crea fratture insanabili all’interno di un consiglio direttivo, dove a fare da ago della bilancia si ritrova un “noto” consigliere che porta in dote 2 (due!) voti validi ed un’elezione per maggiore anzianità.

Intanto le società aspettano risposte urgenti e non differibili. Aspettano di conoscere il proprio destino e un nuovo presidente che CONOSCA la nostra realtà ed abbia la CAPACITÀ di governarla. Un uomo del nostro calcio.

Società che meritano rispetto. Società che devono essere RAPPRESENTATE, da persone che non devono agire in nome e per conto loro, ma nella vece e nell'interesse di tutti.

“Iure repraesentationis” che era stato assunto quale principio di azione a suo tempo, ma che si è scoperto poi essere uno “Iure proprio”.

Noi sottoscritti delegati assembleari non abbiamo mai avuto alcuna ambizione di decidere, ma solo di avere maggiore attenzione e disponibilità all’ascolto.

Ecco perché, nel nostro piccolo, ci sentiamo di smentire le storture mediatiche di illustri “direttori” di orchestra, facendo notare che non ci sono stati passi indietro da parte di nessuno, perché per fare un passo indietro bisogna compierne prima uno in avanti.

Comprendiamo anche l’amarezza per la mancata candidatura di presunti traghettatori, che di sicuro avrebbero riservato - all’avveduto declamatore - una cabina vista mare.

Per il bene del calcio piemontese ci auguriamo che la nave possa lasciare le secche della non decisione e - con una rotta chiara - essere condotta ad un porto sicuro.

Ecco perché vogliamo sensibilizzare tutte le società, non solo di Torino, ma di tutto il Piemonte e Valle d’Aosta (abbiamo problemi diversi, ma possiamo e dobbiamo essere uniti per obiettivi comuni), a rivendicare con forza il diritto di decidere la propria rappresentanza, così come il dovere di scegliere attraverso il criterio della capacità intellettuale e morale, della competenza e della conoscenza della materia, persone che sappiano orientarsi nel complesso panorama del calcio dilettantistico piemontese.

Giovanni Comel, Felice Marmo, Paolo Montone

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