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Il mondo dei giovani e l'influenza dei media. L'importanza dell'esempio degli adulti

Per educare i nostri figli e fare in modo che siano tecnologici nel giusto, dobbiamo intervenire con l'esempio di un corretto uso e non smisurato

Il mondo dei giovani e l'influenza dei media. L'importanza dell'esempio degli adulti

Nella mente di noi adulti, con frequente ricorrenza, il pensiero si concentra sul fatto che i nostri giovani e già a partire dai bambini, si lasciano influenzare dal mondo che li circonda, soprattutto quello della tecnologia che è in continua evoluzione. Ad onor del vero “il pensiero non è del tutto sbagliato” ma una domanda corre l'obbligo farcela, chi è che avvicina i minori ed i giovani alla tecnologia? La risposta è a portata di mano: sono proprio gli adulti a farne oggetto di vanto che il bimbo a pochi anni è già capace di sbloccare il cellulare, di saper cercare i video, i giochi e quanto altro disponibile nella rete.

Paradossalmente potremmo affermare: sono dei geni, ma proprio così non è. Il ricorso all'uso di strumenti ed apparecchiature multimediali da parte degli adulti per intrattenere i minori è in continuo crescendo e tali azioni, di sicuro non possiamo annoverale tra quelle più indicate nel concorrere a favorire la crescita sia biologica che culturale dei propri figli.

Ormai è cosa comune entrare in un ristorante e notare che generalmente sui tavoli occupati da nuclei familiari con figli in età minore, oltre al piatto con il cibo, è anche presente un Cellulare o un Tablet sul quale è attivo un cartone animato o un gioco, il tutto finalizzato ad intrattenere i piccoli al fine di concedersi un momento di presunta libertà senza doversi occupare di loro. Su questo comportamento a mio parere ci sarebbe molto da dire, ma lascio al lettore ogni interpretazione del caso su quanto sia giusto per i genitori o quanto per i minori l'attuazione di questo stare insieme di famiglia.

Che la cultura passi attraverso il ricorso alla tecnologia non vi è ombra di dubbio, che le distanze si siano ridotte proprio grazie alla tecnologia, all'archiviazione di informazioni ed alle facilitazione delle comunicazioni lo sappiamo tutti, lo abbiamo sperimentato in particolar modo proprio in occasione di questi ultimi due anni che ci ha visto alle prese con la pandemia da Covid-19: Smart Working e Videolezioni hanno sopperito in buona parte alle attività fondamentali sia a livello sociale che formative, ma è anche vero e non può essere negato che è di tutt'altra natura l'uso spropositato e senza confini (limitazioni) di apparecchiature multimediali attraverso le quali, l'intrattenimento ed i giochi sono le caratteristiche più salienti e di maggior uso al quale si fa ricorso. Il paradosso sta nel considerare tutto questo come una evoluzione tecnologica formativa mentre in realtà, il ricorso all'uso senza le opportune limitazioni è tutt'altro, piuttosto “diseducativo”.

Infatti, in questo contesto, gli influencer, intendendo per tali non solo i personaggi famosi a prescindere dalle categorie o dalle professioni ma anche i bloggers, i videomakers, i fotografi, YouTubers, Istagrammers, ovvero tutti coloro che pubblicano (postano) con una certa regolarità contenuti di loro interesse sui siti WEB, sui social media, sui blog etc. al fine di interagire con utenti di ogni genere che nell'espressione di gradimento di quanto pubblicato diventano “followers” (individui che seguono con fedeltà quanto pubblicato). Non a caso quando ricorriamo all'uso del nostro telefono cellulare rileviamo che tra chat, giochi, inviti a scaricare app e quanto altro a volte ci porta a perderci nei meandri del WEB anche senza volerlo e non certo per poca dimestichezza sull'uso dell'apparecchiatura. Per cui, proviamo ad immaginare un bimbo, un adolescente, che qualsiasi cosa richiami la sua attenzione lo porta ad attivare, anche se solo per curiosità, quanto gli viene presentato sul display. I rischi ed i condizionamenti nei quali incorrono ritengo che siano comprensibili e non lasciano ombra di dubbio.

I bambini ed i giovani di oggi si lasciano fortemente influenzare dalle rock star, dagli sportivi, dai blog e di quanto altro gira nella rete, attribuendo valenza di rilievo, idealizzando i personaggi e a volte ne imitano i comportamenti. In parole povere, quanto visto e vissuto nella rete viene percepito come il farne parte, essere uno di loro ed è un po' come se si vivessero il tutto in un altro mondo che è quello virtuale pur restando nel proprio quartiere. La percezione e la condotta subisce alterazioni, il risultato è quello che porta alla formazione di aggregazioni (organizzazioni di gruppi) orientati alla contestazione attraverso agiti di micro-criminalità e scontri tra bande rivali oltre che a comportamenti anti-sociali e di questo la cronaca ha fornito grande testimonianza.

Ovviamente queste ultime affermazioni non ci devono indurre a demonizzare la tecnologia ed i media, ma di sicuro una riflessione è necessaria ed opportuna farla al fine di essere sì orientati all'uso delle innovazioni quali strumenti di ausilio ma non in una modalità così accentuata e priva di controllo, come sta avvenendo. Se vogliamo veramente educare i nostri figli e far sì che siano tecnologici nel giusto, ne dobbiamo prendere atto e intervenire a tempo debito, magari già con l'esempio di un corretto uso e non smisurato, anche da parte degli adulti.

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