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Allenatori…e molto di più

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L'incoraggiamento del mister

In periodo di celebrazioni e di cerimonie dell’Associazione Allenatori di Calcio (celebrata a Torino sabato mattina la tappa ‘regionale’ del 50° compleanno), arriva dalla pallacanestro un gesto e una storia che valgono mille parole. E mille schemi o tattiche disegnate alla lavagna. Quella di Matteo Bruni, coach (allenatore) di una squadra toscana di pallacanestro di 9 anni. Perchè se De Gregori cantava «…Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore» il nostro coach ha fatto molto di più. Gara in perfetta parità, tempo praticamente scaduto ma due tiri per il piccolo Gabriele per vincere il sentitissimo derby. Gabriele però sbaglia il primo dei due tiri, tra compagni, avversari e pubblico che lo osservano. Gabriele, da bambino qual è, cede all’emozione, piange e a quel punto ecco che il coach, l’allenatore, fa quello che ogni bravo allenatore (al di là di schemi e tattiche) dovrebbe fare. Entra in campo, bacia e abbraccia Gabriele e gli dice: «Credo in te». Il pubblico assiste alla scena, come inevitabile segno del tempo poi, qualcuno ha (in questo caso sì) la bella, anzi bellissima idea di scattare la foto dell’attimo in cui il tecnico bacia il suo giocatore, di fare un piccolo video che comincia a fare il tam-tam sui social e diventa una gran bella storia da leggere e da raccontare. Soprattutto perchè poi, come per magia (ma non troppo), Gabriele si ripresenta con la palla in mano sulla linea del tiro libero e la manda dentro quel canestro che diventa favola da sogno e pagina di una storia tutta da raccontare. Perchè come diceva sempre lo stesso De Gregori: «…non è da quello che si giudica un giocatore». Mentre, aggiungiamo noi, è da quel gesto che si capisce invece che Matteo Bruni è molto di più di un semplice allenatore!
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