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Crudelizia: i flop del calcio, da Marcio Santos che voleva conoscere Sharon Stone fino ai giorni nostri con l'enigma Eriksen

Crudelizia
Giussy Farina giustificò i 2 miliardi e 500 milioni di lire, con i quali il suo Lanerossi Vicenza prevalse alle buste sulla Juventus e acquistò Paolo Rossi, con un commento e una motivazione molto colorita: «Il calcio è arte e lui è la Gioconda» e quindi un simile pezzo pregiato, quando è messo sul mercato, costa una fortuna. L’indimenticabile Pablito ha ampiamente ripagato l’investimento con prestazioni memorabili e da incorniciare, entrate nella galleria del calcio come un’opera originale. Nel calcio spesso certi estrosi artisti del pallone, che in campo magnificavano le loro partite con vere e proprie opere d’arte della pedata, entusiasmavano. Non tutti, però, sono stati all’altezza dell’iniziale fama. Diversi potenziali fuoriclasse che avevano deliziato le platee con numeri di alta scuola entrati nell’Olimpo del calcio, strada facendo hanno perso l’estro e la straordinaria inventiva del loro raffinato repertorio. Sono scaduti di livello e si sono deprezzati. I sostanziosi investimenti, effettuati per accaparrarsi le loro funamboliche prestazioni, sono risultati infruttuosi. Gli sperperi di alcuni addetti ai lavori, teorici esperti di calcio mercato che hanno dilapidato intere fortune per acquistare presunti campioni poi rivelatisi clamorosi flop, sono entrati nella storia del calcio. L’estetica a volte inganna anche i presunti esperti. Magari ci sono giocatori che hanno un fisico da impiegato, ma istinto e improvvisazione che non si insegnano ma sono doti naturali. Abitare e muoversi con fiuto del gol negli spazi al momento propizio è una dote di pochi goleador. E allora quel fisico da impiegato e l’istinto di farsi trovare pronti all’appuntamento col gol che sovente nasce dal nulla ma soltanto da innate intuizioni, consente di entrare nell’Olimpo dei grandi bomber pur non avendo un fisico scultoreo. È chiaro che non deve avere i piedi legno, essere più lento della moviola e soggetto molteplici acciacchi. In tutte, o quasi, le sessioni di mercato ci sono dei flop. Presunti campioni che hanno uno scarso rendimento, giovani promesse strapagate che restano soltanto delle eterne promesse, prolifici attaccanti che smarriscono la via della rete. La storia è piena di queste incredibili cantonate. La nostra rassegna parte dall’estate 1994. Marcio Santos arriva alla Fiorentina e prima di firmare il sostanzioso contratto con il presidente Vittorio Cecchi Gori, si presenta con una richiesta stravagante: conoscere Sharon Stone, la sua attrice preferita. La risposta: «Segna 7 gol e te la presento». Ne realizzò solo 4, ma di questi, 2 erano addirittura autoreti. La Fiorentina si ritrovò con un bomber che aveva sistematicamente le polveri bagnate e quindi il presidente non ha esaudito il desiderio di Marcio di conoscere la splendida diva, per cui fu costretto a vederla soltanto in fotografia. Estate 1995. All’Inter vengono presentati due argentini: Sebastian Rambert e Javier Zanetti, al centro delle attenzioni il promettente attaccante acquistato con l’assoluta convinzione di avere ingaggiato un giocatore in grado di garantire un gran numero di gol. Zanetti era stato messo in secondo piano per cui non gli venivano riservate particolari attenzioni. Rambert non ha lasciato traccia, Zanetti, invece si. Eccome! Estate 1996. Christophe Dugarry. Il Milan nella stagione precedente era stato eliminato dalla Coppa Uefa dal Bordeaux di Zinedine Zidane e di Christophe Dugarry. Il club rossonero acquista Dugarry, la Juventus, invece, Zidane. I bianconeri hanno fatto un affare, i rossoneri no. Estate 1997. Al flop Dugarry il Milan rimedia con due punte che andavano per la maggiore e avevano perfino segnato due reti ai rossoneri: Andreas Andersson e Patrick Kluivert. Il risultato non cambia: entrambi non si dimostrano all’altezza della situazione e dei soldi spesi. Estate 1998. Tocca alla Lazio prendere un granchio. Ivan De la Pena, dopo averlo visto all’opera nel Barcellona quando deliziava con i suoi assist Ronaldo sembrava una panacea, quindi i 30 miliardi di lire e i 6 miliardi all’anno di ingaggio sembravano ben spesi. E invece… di lui si ricordano le tante presenze in panchina. Estate 1999. Nessuno è immune da clamorose errate valutazioni. Neppure la Juventus. Peruzzi saluta e se ne va, la Juve lo sostituisce prelevando Edwin Van der Sar dall’Ajax, considerato uno dei migliori portieri in circolazione. L’olandese si gioca la sua reputazione con madornali errori che consentirono alla Roma di Capello di aggiudicarsi uno storico scudetto. Estate 2000. Il nuovo secolo è festeggiato dall’Inter con l’ingaggio di Vampeta. C’è l’assoluta certezza di aver acquistato un regista di grande qualità, raccomandato da Ronaldo e accettato con entusiasmo da Marcello Lippi che gli consegna la bacchetta da direttore di orchestra. La lentezza delle sue giocate erano assai simili a quelle rallentate dalla moviola. Con quei ritmi è poco utile alla causa. Dopo 10 gettoni di presenze in prima squadra viene spedito al Psg in cambio di Dalmat. Estate 2001. Il Presidente della Lazio vuole rilanciare alla grande la sua squadra. Il pezzo pregiato è Gaizka Mendieta, che col Valencia in Champions aveva incantato le platee. I 90 miliardi spesi, però, si rivelano un flop indimenticabile. Estate 2002. L’Inter è alla ricerca di un grande terzino per cui chiede al Milan Francesco Coco e in cambio mette sul piatto della bilancia Clarence Seedorf. Lo scambio va in porto. Chi ha fatto l’affare? I risultati parlano chiaro. Estate 2003. Bis dell’Inter. Cuper vuole un esterno offensivo di provato valore. Andy Van der Meyde nell’Ajax ha dato spettacolo. Detto fatto. La privacy dell’olandese è caratterizzata dall’alcol, donne, vizi e uno zoo nel giardino di casa che sono le cause principali delle sue scialbe prestazioni. Arrivederci. Estate 2004. Mido, dopo essere acquistato dalla Roma, si presenta affermando pubblicamente di essere più forte dell’amico fraterno Ibrahimovic col quale aveva condiviso all’Ajax il piacere di pubbliche scorribande e di risse. La presunzione non ha mai fine, soprattutto quando le deludenti partite disputate confermano che tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Estate 2005. Il Milan s’innamora di Johann Vogel che nel Psv, da avversario, aveva disputato una partita sontuosa. La necessità di rinforzare il centrocampo con un fuoriclasse convince la staff dirigenziale rossonero di portare lo svizzero a Milanello e a San Siro. Alla prova dei fatti Ancelotti non può fare a meno di bocciarlo. Estate 2006. Ricardo Oliveira capocannoniere della Liga, il Milan lo ingaggia per sostituire Shevchenko. Mai paragone fu così improponibile. Quando se ne va, insalutato ospite, lascia il ricordo di essere stato non solo un acquisto sbagliato, ma addirittura un colossale bidone. Estate 2007. Stavolta è l’Atalanta a commettere un grossolano errore di valutazione. Costinha a Bergamo giocherà soltanto 54 minuti contro il Parma. Intasca però 42 mila euro al minuto. Estate 2008. Ricardo Quaresma all’Inter è fortemente voluto da Mourinho. Ogni suo desiderio è un ordine. Il munifico presidente Moratti, pur di soddisfare i desideri dello Special One, non ha problemi a investire una fortuna. Il ricordo di Quaresma sono le “trivele” ma stringi-stringi non c’è altro di esaltante nel suo bagaglio tecnico. Rendimento scadente. Estate 2009. Diego Ribas Da Cunha in arte Diego acquistato dalla Juventus dal Werder Brema per 27 milioni, doveva essere un campione su cui ripartire in grande stile, ma nonostante il biglietto di visita, doppietta contro la Roma, delude. Saluti e baci. In sequenza gli altri flop. 2010 Jorge Martinez alla Juventus. 2011 Diego Forlan all’Inter. 2012 Nicklas Bendtner alla Juventus. 2013 Mario Gomez alla Fiorentina per 15 milioni. 2014 Juan Manuel Iturbe alla Roma per 25 milioni. 2015 Geoffrey Kondogbia acquistato dall’Inter per 40 milioni. Due stagioni dopo, il divorzio. 2015 Carlos Bacca al Milan per 33 milioni. 2016 Gabriel Barbosa in arte Gabigol, Suning per far colpo sulla tifoseria interista, spende (male) 30 milioni. 2016 Joao Mario all’Inter per 40 milioni. 2017 Patrick Shick alla Roma per 42 milioni. 2017 Andrè Silva al Milan per 38 milioni. 2018 Radja Nainggolan all’Inter per 38 milioni più il cartellino di Nicolò Zaniolo. 2018 Javier Pastore alla Roma per 24 milioni. 2018 Joao Cancelo alla Juventus per 40 milioni. 2018 Lucas Paquetà al Milan per 38 milioni. 2018 Krzysztof Piatek al Milan per 35 milioni. 2019 Christian Eriksen all’Inter per 27 milioni.
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