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Assemblea LND, Lombardia zittita. Carmine Gorrasi: Ci sarà un'altra occasione, tutti devono sapere quello che è successo alla regione

Carmine Gorrasi
La Lombardia, così come l’Emilia Romagna, si è astenuta. Niente voto a Cosimo Sibilia e così sarà anche nell’Assemblea elettiva del 22 febbraio quando le società di tutte le leghe, attraverso i loro delegati, saranno chiamati ad esprimere la loro preferenza per il futuro presidente della Federcalcio. Le assemblee, per altro, dovrebbero essere anche un momento di confronto, il luogo deputato a dare voce alle società attraverso i loro delegati, ma in quella che ha rinnovato il mandato di Cosimo Sibilia così non è stato.La Lombardia infatti è stata zittita, non le è stato permesso nemmeno di motivare il perché della loro astensione nel votare Cosimo Sibilia, ma soprattutto il vicepresidente dell’Area Nord Antonello Cattelan. Un intervento che era stato affidato a Carmine Gorrasi: «Avevo concordato con il presidente Carlo Tavecchio, con il Consiglio direttivo, e tutti i colleghi delegati di far sentire la nostra voce, la voce della Lombardia, una delle regioni più colpite dalla pandemia e una delle regioni che maggiormente è stata lasciata sola dalle istituzioni calcistiche e non solo. E allora, se la Lega Dilettanti si è “astenuta” quando noi avevamo bisogno adesso tocca noi astenerci e non far avere il nostro supporto, il nostro appoggio. Le società hanno bisogno dell’aiuto della Lega Dilettanti, ma tutte, non solo alcune, e la Lombardia, prima contribuente, non deve essere messa in secondo piano. Avrei poi voluto raccontare a tutti i delegati quello che è successo nella nostra regione con la nomina a reggente di Cattelan e che per i prossimi quattro anni ci troveremo come vicepresidente a rappresentare l’Area Nord. Avrei voluto dire che dopo aver organizzato, male, l’Assemblea elettiva della Lombardia, ha avuto anche il coraggio di presentare ricorso. Ha fatto cioè ricorso contro se stesso. Tutto questo non mi è stato permesso, poco importa, ci saranno altre occasioni perché la Lombardia non può essere messa in un angolo. Men che meno adesso che al timone c’è Carlo Tavecchio. E questo modus operandi gli si rivolterà contro perché alcune Regioni hanno comunque capito, post assemblea, qual è il modo di lavorare della LND».
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