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Crudelizia: quanto incide un allenatore sui risultati? La lezione di Claudio Ranieri

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di Tiziano Crudeli Quanto incide un allenatore sui risultati della sua squadra? Tanto. Non tutti,però, sono d’accordo. Allora è il caso di andare indietro nel tempo e ripescare, magari, un’impresa che è rimasta storica proprio perché il grande protagonista è stato il tecnico del Leicester che ha portato la sua squadra a vincere la Premier League nonostante nessuno le dava credito e la riteneva soltanto impegnata nella lotta per non retrocedere. Claudio Ranieri, nato il 20 ottobre 1951, è stato l’artefice principale di quella memorabile performance. Un allenatore che in Italia non lo voleva più nessuno. Soprattutto dopo l’avventura negativa come selezionatore della Grecia. Eppure ha guidato un club al primo successo della sua storia. Non è la qualità del calcio mostrato dalle Foxes a segnare questa storia, è l’enormità dell’impresa a darle un dimensione mondiale. Nel football dominato dai milioni delle tivù, dai club più ricchi e dagli stipendi pazzeschi dei top player, vincere meritandolo significa entrare nella storia. Ranieri ha saputo valorizzare giocatori che hanno contribuito a raggiungere il podio più alto della Premier League 2015-16.   Un successo storico così commentato: “La cavalcata del Leicester è una favola, non un miracolo. Una lezione di vita prima che di calcio. Celebra la normalità, virtù sfuggente in questo mondo di esibizioni e di eccessi, e gli straordinari traguardi che consente di raggiungere quando esalta la saggezza, la concretezza, la determinazione. Solo così si spiega perché una squadra che l’anno scorso lottava per non retrocedere (classificatasi al termine del campionato 14esima distaccata di 46 punti dai campioni del Chelsea e a soli 6 punti dalla terzultima l’Hull City sceso nella serie inferiore) abbia potuto dominare il torneo più ricco e arduo del pianeta diventando una leggenda senza aver effettuato investimenti economici onerosi.” Il New York Times ha scritto: “Forse è la più grande impresa nello sport di tutti i tempi.” Ranieri protagonista assoluto, tanto da essere eletto dalla gente di sport a loro campione. Accolto come “uno strano italiano,misurato e senza retorica. Josè Mourinho, allora tecnico del Chelsea e quindi avversario del Leicester, così commentò il suo arrivo: “Ranieri? Vecchio e perdente…zero tituli.” Già, ma il 14 dicembre, nel Monday Night della Premier, il Leicester supera 2-1 il Chelsea. Ranieri batte Mourinho. A fine gara i due si abbracciano. In settimana Mourinho viene licenziato dal Chelsea.   A proposito di allenatori, la risoluzione del contratto tra Mou e il Chelsea di Abramovich merita una capitolo a parte. Mourinho solo sei mesi prima aveva vinto la Premier alla guida del Chelsea con 87 punti (8 di vantaggio sul Manchester City e 12 sull’ Arsenal), ma la situazione è rapidamente precipitata fra risultati disastrosi e rapporti distrutti con buona parte dello spogliatoio. Fatale a Mourinho l’ultima sconfitta contro il Leicester di Ranieri. Il Chelsea ha salutato il suo tecnico con questo comunicato: “Tutti al Chelsea ringraziano Josè per il suo immenso contributo da quando è tornato nell’estate 2013. Le tre Premier League, la F A Cup, la Community Shield e le tre Coppe di Lega vinte nell’arco delle due esperienze ne fanno il tecnico più vincente nei nostri 110 anni di storia. Ma sia Josè che la società concordano sul fatto che i risultati non sono abbastanza buoni in questa stagione e credono nel miglior interesse di tutti prendere altre strade.” Il rinnovo firmato qualche mese prima garantiva un contratto di 40 milioni di sterline al tecnico portoghese. Questa è la seconda separazione fra Chelsea e Mourinho: la prima nel 2007-08, avvenne con la “formula” delle dimissioni, in realtà era un’altra risoluzione consensuale, dopo il primo grande ciclo alla guida dei Blues, in un inizio di stagione simile ma con una classifica finale migliore. Ranieri sugli scudi.   Un “normal one”, con toni pacatissimi, un sorriso disarmante e capace di battute autoironiche, un gentiluomo di estrazione popolare. C’è chi diceva: Ranieri è in età di rottamazione e ha allenato molti club importanti vincendo poco. In Gran Bretagna lo chiamavano “Tinkerman” che non significa “pasticcione” bensì “stagnino”, un uomo che aggiusta tutto con poco. Ranieri ha saputo valorizzare l’organico a disposizione soprattutto un ex operaio con precedenti per rissa ( Vardy), due scarti dell’ United ( Drinkwater e Schlupp), promesse francesi mancate (Kantè e Mahrez) e persino un prezioso panchinaro ( Ulloa) proveniente dalla Patagonia. La sua vittoria in Premier era quotata 5000 a 1. Le Foxes di Ranieri pur non disponendo di grandi budget finanziari hanno travolto le potenze calcistiche inglesi mettendo in fila tutte le big. La squadra di Ranieri ha vinto perché ha giocato bene, ha avuto una regolarità impressionante ed è stata più forte. La fame di successo dei calciatori è un’altra chiave importante: le motivazioni possono portare a raggiungere traguardi importanti, addirittura impensabili.   Il suo approdo al Leicester. Gli episodi che hanno portato il Leicester ad un cambiamento radicale della staff tecnico. Dopo una tournèe tre giocatori, tra i quali James Pearson figlio dell’allenatore, e altri due, Adam Smith e Tom Hopper, organizzano un’orgia con tre ragazze in un albergo di Bangkok e le insultano con termini razzisti. Un filmato, girato da Hopper, finisce sul Daily Mirror. L’Inghilterra reagisce sdegnata. I tre giocatori sono rispediti a casa e il 17 giugno licenziati in tronco. Nigel Pearson, 51anni, carattere spigoloso, allenatore che ha riportato le Foxes in Premier nel 2014 che pure l’anno precedente era riuscito ad evitare la retrocessione e ha salvato la squadra, con una rimonta miracolosa, nonostante a Natale 2014 fosse ultimo in classifica, il 30 giugno viene licenziato. In primavera aveva preso per la gola il centrocampista James McArthur del Crystal Palace e ha avuto una discussione molto accesa con un giornalista definendolo “struzzo”.   L’8 agosto inizia il campionato e il raduno è fissato per il 6 luglio. Inizia la ricerca di un nuovo mister in tempi brevi. Ranieri viene contattato dopo che aveva rilasciato un’intervista nella quale si era detto disposto ad ascoltare eventuali proposte. Il 13 luglio arriva l’annuncio: Claudio Ranieri è il nuovo manager del Leicester. Ranieri ha firmato un contratto triennale con la proprietà che gli ha chiesto una comoda salvezza nel primo campionato e di porre le basi per la crescita. Il contratto contiene una tabella: ogni posizione al di sopra del diciassettesimo posto, quello della matematica permanenza in Premier, fa scattare un bonus. Se Ranieri vince il titolo, il premio complessivo supera i due milioni di euro. Una squadra muscolare, solida e compatta, con giocatori veloci, bravi nella riconquista del pallone e nelle rapide ripartenze, trionfa sovvertendo ogni pronostico.   Il curriculum di Ranieri. Due premiazioni di fila dalla C alla A con il Cagliari, con la Fiorentina un’altra promozione e la Supercoppa italiana, la Coppa di Spagna col Valencia, la risalita in Ligue One con il Monaco. Ha poi guidato il Chelsea dal 18 settembre 2000 al 30 maggio 2004 arrivando in semifinale di Champions League. E’ poi tornato al Valencia, ha salvato il Parma dalla retrocessione con una rimonta incredibile, ha guidato la Juventus riemersa dalle ceneri di Calciopoli al terzo posto, ha sfiorato lo scudetto con la Roma, è stato sei mesi all’ Inter, ha riportato il Monaco in Ligue One. Il flop della sua carriera di allenatore è arrivato con la Grecia, ereditata dopo il Mondiale brasiliano del 2014. Quattro sconfitte nelle quattro partite disputate l’ultima delle quali contro le Far Oer. Il 15 novembre 2014 viene licenziato. A 63 anni, dopo questa esperienza negativa, lo danno tutti per finito. Siccome Ranieri ha lavorato in Premier, parla la lingua, ha esperienza internazionale, e soprattutto è disponibile viene ingaggiato dal Leicester dove, nell’arco di una sola stagione, si rilancia alla grande.   Il 20 luglio 2015, cinque giorni dopo l’ufficializzazione del suo ingaggio, Ranieri guida per la prima volta una seduta di allenamento delle Foxes affiancato da una sua vecchia conoscenza: Steve Walsh con il quale aveva lavorato al Chelsea. Walsh, assistente, scopritore di talenti, è lui che ha portato a Leicester, Vardy, Mahrez e Kantè. Fu lui a convincere il Chelsea ad arruolare Gianfranco Zola. L’avventura a lieto fine inizia il 21 luglio con un’amichevole. Il lungo percorso in Premier è un continuo crescendo. Nel girone di andata Arsenal e Leicester con 39 punti guidano il gruppo. Nel ritorno le Foxes confermano il trend positivo e la costanza di rendimento ottenendo 42 punti. Gli 81 punti totali (42 in casa e 39 in trasferta) conquistati nelle 38 partite di campionato sono frutto di 23 vittorie, 12 pareggi 3 sole sconfitte con 68 gol all’attivo e 36 al passivo.   Le avversarie si sono perse per strada. L’ Arsenal nel girone di ritorno ha ottenuto un bottino di 32 punti e con i 39 dell’andata chiude con 71 punti classificandosi al secondo posto distaccata di 10 punti. Terzo il Tottenham con 70 punti (35 all’andata e 35 al ritorno). Quarto il Manchester City con 66 punti (36 all’andata e 30 nel ritorno). Anche l’ United si classifica al quarto posto con 66 punti (30 all’andata e 36 nel ritorno).Il Liverpool è ottavo con 60 punti (30 all’andata e 30 al ritorno) con uno score di 16 vittorie, 12 pareggi, 10 sconfitte con 63 gol segnati e 50 subiti. Deludenti i campioni in carica del Chelsea di Abramovich allenati prima da Mourinho e poi da Hiddink classificatisi decimi (20 punti all’andata e 30 nel ritorno) con 31 punti lontani dai neo campioni d’Inghilterra. Lo score è molto deludente (12 vittorie, 14 pareggi e 12 sconfitte con 59 gol segnati, 53 subiti).   E’ anche il primo grande successo della carriera di Ranieri che festeggia i trent’anni di panchina. Un successo che gli consente di entrare nel club dei grandi manager mondiali. Ranieri è il terzo italiano a trionfare nel campionato inglese, dopo Ancelotti e Mancini. Un’impresa come quella di Roberto Di Matteo con la conquista della Champions nel 2012. Il Leicester in 132 anni di storia non si era mai aggiudicato il torneo e alla vigilia del campionato era indicato come un candidato alla retrocessione. Ranieri e i suoi prodi hanno stravolto tutti i pronostici. Claudio Ranieri è, dopo Alex Ferguson, il secondo allenatore più anziano della storia della Premier a conquistare il titolo.   Sabato 7 maggio 2016 l’apoteosi. A Leicester sbarca l’ Everton per l’ultimo impegno di campionato. Le Foxes celebreranno la conquista del titolo nello stadio di casa con un popolo in estasi. Leicester è invasa dagli italiani, un migliaio di appassionati di calcio proveniente da Roma, Milano, Napoli, Bologna, Genova, Palermo, Ferrara. Ranieri ha avuto un’intuizione geniale. L’esibizione di Andrea Bocelli, il cantante italiano regala dieci minuti leggendari alla città campione d’Inghilterra, compresi i compassati giornalisti inglesi si alzano ad applaudire l’omaggio del tenore italiano al titolo conquistato dal Leicester. Il cantante indossa la maglia delle Foxes con la scritta Bocelli. Il secondo regalo è ”Time To Say Goodbye” ed un delirio. Tutti in piedi ad applaudire. E’ il trionfo del Capoluogo della contea del Leicestershir, nella regione delle Midlands Orientali, bagnata dal fiume Soar con una popolazione di 285 mila abitanti, che la rende la decima città dell’Inghilterra e la tredicesima del Regno Unito.   La Cenerentola, che navigava nelle zone basse, con il contributo determinante di Claudio Ranieri è diventata la regina del campionato. Piers Morgan, notissimo volto tv e tifoso dell’Arsenal, ha riassunto così il pensiero di tanti: “Bravo Leicester, hai dimostrato che i sogni e le favole possono avverarsi. Che squadra, che manager, che storia!” Ian Rush re del gol e del Liverpool: “Meritato Leicester. Ranieri top man.” Un altro elogio che fotografa bene il manager del Leicester: “Ranieri, in carriera, ha imparato a non vincere con eleganza. Col Leicester ha dimostrato di saper vincere anche con eleganza.”   Nove mesi dopo, al termine di una parabola discendente che dopo cinque sconfitte aveva portato il Leicester al 17esimo posto in campionato è arrivato il benservito a Claudio Ranieri. Le scelte tattiche dell’allenatore, i cambi nelle metodologie di allenamento e anche lo stravolgimento del menù post-partita con gli hamburger sostituiti dalla pasta, quattro big, Jamie Vardy, Kasper Schmeichel, Wes Morgan, e Marc Albrighton gli hanno voltato le spalle e chiesto più volte alla proprietà l’esonero del tecnico. Richieste accolte e motivate anche dalla mancanza di risultati. Claudio Ranieri, l’artefice principale di una delle storie più belle del calcio giocato, viene esonerato.
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