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Pedrocca, l'urlo di dolore di Ercole Russo: «Assurdo pensare all'Eccellenza e non al Settore Giovanile»

Pedrocca
L'11 aprile ripartono Eccellenza e Under 17 Serie A e B (club professionistici), le prime squadre fino alla Serie D non si sono di fatto mai fermate, e anche il Campionato Primavera ha trovato una sua dimensione per terminare la stagione. Per quando riguarda il Settore Giovanile e Scolastico dilettantistico e per l' Attività di Base invece nulla da fare. Sul tema ci sono diversi punti di vista, e quello di Ercole Russo - responsabile dell'Attività di Base del Pedrocca, società della Delegazione di Brescia - è chiaro ed evidente: « La situazione è assurda. I ragazzi hanno perso praticamente due anni, e la cosa peggiore è che non sappiamo minimamente cosa succederà l’anno prossimo. Ci sentiamo abbandonati dalle istituzioni calcistiche: hanno pensato solamente alle iscrizioni e delle società se ne fregano, sono sbalordito». Tanti i motivi di lamentela del dirigente bresciano, alla guida di un club che dei ragazzi ha fatto la propria missione principale (all'inizio della stagione erano 7 le squadre dagli Esordienti ai Piccoli Amici pronte ad affrontare l'annata sportiva). Una stagione praticamente mai cominciata: « Sono molto preoccupato - continua Ercole Russo - per ciò che succederà a settembre: è assurdo che i ragazzi facciano il doppio salto di categoria, spero proprio che venga studiato un modo per accompagnarli e che si trovi una via di mezzo, se il blocco delle annate non è davvero possibile. Giocare a 5, a 7 o a 11 comporta dinamiche differenti, i portieri passeranno da porte da 5 metri a porte da 7 metri senza avere fatto il giusto percorso. I ragazzi degli Allievi si troveranno, tutto ad un tratto, a giocare in prima squadra vista anche la regola dei giovani obbligatori: ce la faranno?». Ercole Russo, tra l'arrabbiatura e lo sconforto, prosegue: « Come si fa a lavorare in queste condizioni? Servirebbe un po’ di buonsenso da parte della Federazione, ci dovrebbero dare  il tempo di recuperare 4-6 mesi per cercare di insegnare ai ragazzi a come stare in campo. Noi non ci siamo mai fermati con gli allenamenti individuali, abbiamo anche fatto investimenti consistenti per rispettare tutti i protocolli, i ragazzi si sono anche divertiti e questa è l'unica buona notizia. Nel nostro piccolo abbiamo cercato di rispondere al grido di aiuto dei genitori che non vedevano l'ora di far uscire di casa i propri figli». E poi conclude: « La mia paura principale però è che mi sembra che non si stia facendo nulla. Invece di pensare all'Eccellenza, pensassero al Settore Giovanile perché è la base quello che conta davvero».
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