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College Life Italia, Iafrate: "Dalla Roma agli USA, la mia scelta"

College Life Italia - La storia di Raffaele Iafrate

College Life Italia - La storia di Raffaele Iafrate

College Life Italia - Da Avezzano ad Albany (NY), passando per giovanili professionistiche e campionati dilettanti: ecco l'avventura di Riccardo, un ragazzo umile, determinato e senza paura Da Avezzano ad Albany (NY), passando per Roma, Frosinone, L'Aquila. La storia di Riccardo Iafrate è quella di un ragazzo ambizioso e determinato, capace di raggiungere i suoi obiettivi e di inseguire i propri sogni spinto dal desiderio di avventura, di crescita e da una forza di volontà invidiabile. Disponibile, sicuro, maturo: dopo diversi anni nel calcio italiano, tra giovanili professionistiche e campionati dilettanti, ecco la decisione di volare negli USA e di cogliere una chance d'oro, con entusiasmo, umilità, voglia di vivere. E soprattutto, senza paura: nato il 19 Marzo 1997, Riccardo Iafrate non si è mai lasciato sfuggire le opportunità che la vita gli ha messo davanti, con il coraggio di andare incontro ai cambiamenti, sempre trascinato dalla propria passione. [caption id="attachment_162124" align="aligncenter" width="970"] Calcio e studio negli Usa con College Life Italia e SprinteSport Calcio e studio negli Usa con College Life Italia e SprinteSport[/caption] Tutto inizia… “Nella mia città, Avezzano. Da piccolo giocavo in campionati regionali nel Marsica, per poi essere selezionato dalla Roma, dove militavo negli Allievi Nazionali. Dopo due anni a Trigoria sono passato al Frosinone: da lì sono andato prima in prestito in Eccellenza all’Avezzano qualche mese, per poi prendere effettivamente parte della Primavera gialloblù per un anno e mezzo”. Che ricordi hai di quegli anni? “Il secondo anno al Frosinone, con mister Coppitelli, è stata una delle stagioni più belle della mia vita. Eravamo 7/11 provenienti dalla Roma, molto uniti e c’era un gruppo spettacolare, un’enorme coesione che ci ha fatto fare benissimo in campo e ha reso tutto incredibile. Ricordo con piacere anche le annate nei Dilettanti, dove sono cresciuto molto a livello caratteriale potendomi confrontare con giocatori più esperti e reduci da categorie importanti. A livello calcistico, tecnico-tattico, ho imparato tanto da Roma e Frosinone, ma a livello umano mi hanno formato più i campionati disputati con le prime squadre”. Poi, il passo successivo? “Pensavo di avere un seguito a Frosinone, essendomi anche allenato spesso con la prima squadra: invece la società decise di mandar via quasi tutti. Andai in prestito in Serie D a L’Aquila sotto pre-contratto, ma a Dicembre cambiai totalmente progetti e proprio in quei giorni nacque la possibilità di considerare un’avventura negli Stati Uniti”. [caption id="attachment_168456" align="alignnone" width="900"] College Life Italia - La storia di Raffaele Iafrate[/caption] Come è successo? “Un amico di mio padre gli disse che c’era questa possibilità di andare in America a studiare ed allo stesso tempo giocare a calcio. Ho cominciato ad informarmi, sul sito www.collegelifeitalia.com, registrandomi ed inserendo curriculum e dati: dopo qualche giorno mi ha contattato Stefano Radio, presidente dell’associazione, dicendomi che avevo ottime credenziali ed invitandomi a partecipare agli showcase del 2016. Dopo qualche giorno ho preso parte all’evento di selezione al Mancini Park Hotel di Roma, erano presenti diversi coach americani: fui colpito e feci la mia scelta. Voglio ringraziare di cuore College Life Italia: è un’associazione davvero professionale, con persone serissime e di cui ci si può fidare ciecamente perché lavorano per il bene dei ragazzi. Io mi sono fidato di loro e ne sono felicissimo: gente eccezionale a livello umano e professionale”. Quindi studio e calcio all’estero. “La cosa fondamentale è non lasciare mai gli studi. Ho fatto il liceo scientifico, poi mi ero iscritto a giurisprudenza all’università e frequantavo anche una scuola d’inglese. Quando ho deciso di andare in America, ho lasciato la facoltà di legge, ho giocato metà stagione a Capistrello in Abruzzo in Eccellenza (la prima parte del 2017), per restare in forma e farmi trovare pronto; inoltre ho intensificato gli studi d’inglese, dal momento che era necessario passare due esami. In quei mesi ho ricevuto diverse email da college americani e quello che mi ha colpito più è quello dove mi trovo ora, ad Albany nello stato di New York, soprattutto per le incredibili strutture. Qui la competitività tra i vari college è altissima, si tende a fornire agli atleti tutto il necessario: c’è la cultura di mettere a proprio agio lo studente, per farlo rendere al massimo ed ottenere risultati”. Stagione sportiva 2017/18: la grande partenza. Come è stato l’impatto negli USA? “Meglio di quel che pensavo. E’ un contesto molto internazionale e ci sono tanti ragazzi, di diversa provenienza: brasiliani, messicani, cileni, europei e americani ovviamente. Quandi ti confronti in questi contesti, ti accorgi che il livello calcistico è alto. Mi ritengo molto fortunato. L’impatto non è stato così traumatico: i compagni che ho trovato qui mi hanno accolto come fossi un membro della famiglia, sono stati fantastici. Mi hanno indirizzato nei vari step burocratici e mi sono stati vicini: per questo mi sono trovato benissimo da subito e gliene sono grato. Il college poi è fantastico, con aule e palestre disponibili fino a tarda sera: c’è tutto quello che uno studente-atleta possa necessitare e desiderare. Lo stesso vale a livello scolastico, mi sono trovato molto bene: c’è grande disponibilità, con tutor e altri programmi d’integrazione”. [caption id="attachment_168457" align="alignnone" width="900"] College Life Italia - La storia di Raffaele Iafrate College Life Italia - La storia di Raffaele Iafrate[/caption] 
Come sono impostati i campionati? “Ci sono le Divisioni 1, 2 e 3 e la nostra squadra ha militato nel massimo campionato a livello nazionale giovanile. Il campionato dura da Agosto a Dicembre: abbiamo vinto la prima fase nazionale, per poi perdere la seconda uscendo alla seconda partita, vuole dire che ci siamo classificati tra i migliori 30 college d’America, non male contando che partecipano quasi 300 università”. 
C’è tanta differenza con il calcio giovanile dilettantistico italiano? “A livello tecnico-tattico mi sono accorto che in Italia siamo superiori, ma a livello fisico invece no: qui le gare sono molto intense, l’aspetto atletico è ben considerato e gli atleti hanno grande resistenza. In campo non ci sono spazi, si pressa tanto e l’aspetto aerobico è principale. Il mio bagaglio d’esperienza acquisito tra giovanili professionistiche e dilettanti in Italia mi ha aiutato molto”. [caption id="attachment_168458" align="alignnone" width="900"] College Life Italia - La storia di Raffaele Iafrate[/caption] Che progetti hai per il furuto? Sogni un esordio in MLS? “E’ il mio primo di quattro anni qui, se tutto andrà bene. Non ho chiari quelli che potrenno essere i miei progetti: se tornare in Italia con una laurea in business, restare qua per lavorare in azienda oppure per provare a sfondare nella Major League Soccer. L’unica cosa che ho sempre fatto è pensare al presente, lavorando sodo, a testa bassa, per migliorare in qualunque campo, che siano studi o sport. Poi quello che la vita mi proporrà un domani, lo valuterò, mi lascio aperte più possibilità. Ho fatto tanti sacrifici finora e la vita mi ha insegnato che l’impegno viene ripagato: oggi mi sono reso conto che ne è valsa la pena”. C'è un messaggio che vorresti mandare? “Vorrei spendere qualche parola per il mio Paese, perché stando fuori mi sono accorto di una cosa. Ogni volta che dico di essere italiano la gente reagisce con stupore e meraviglia: a me fa moltissimo piacere e mi rende orgoglioso, ma allo stesso tempo mi piange il cuore perchè so di aver dovuto lasciare un Paese che è ben visto da fuori, ma che non offre opportunità ai giovani che lo popolano. L’Italia dovrebbe fare di più in questo senso, è stata rovinata: qui tanti ragazzi si danno da fare, lavorano e guadagnano e c’è un tasso d’occupazione giovanile molto alto e da noi invece non è così. C’è passività verso i giovani, che non vengono valorizzati, come le loro idee: perdiamo risorse quando i ragazzi vanno all'estero ed è un peccato". [caption id="attachment_162120" align="aligncenter" width="900"] Calcio e studio negli Usa con College Life Italia e SprinteSport Calcio e studio negli Usa con College Life Italia e SprinteSport[/caption]
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