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Promozione: la gioventù secondo Melchionda

Diego Melchionda

Diego Melchionda intento a festeggiare il campionato juniores vinto. E la panchina della prima squadra...

Nonostante lo stop dei campionati regionali, la voglia di parlare di calcio c’è e non accenna a diminuire. Non c’è fermo che tenga Diego Melchionda, tecnico del Pancalieri Castagnole, che si è volentieri prestato a una chiacchierata per discutere dell’attuale situazione della stagione di Promozione, dei giovani e anche un po’ di mercato. L’allenatore classe 1988 è voluto partire proprio dalla questione innesti, specificando come non vi sia al momento intenzione da parte della società di intervenire per rimpinguare la rosa: «La rosa è abbastanza corposa – abbiamo 23 giocatori – e possiamo attingere da diversi giovani della Juniores» sostiene appunto Melchionda, che precisa, inoltre, come ci sia stato fin troppo poco tempo per valutare i giocatori a propria disposizione, visto che il Pancalieri Castagnole ha potuto disputare solamente tre gare di campionato. Ai grigio-granata, difatti, mancano due partite all’appello, ossia la sfida interna contro l’Azzurra e la trasferta in casa del Villarbasse: l’intenzione dell’allenatore era sicuramente di mettere in cassaforte i 6 punti contro queste due squadre, anche se è ben conscio che avrebbe dovuto affrontare due compagini alquanto agguerrite. «Ciò che mi ha stupito dell’Azzurra è la sua compattezza, è una squadra molto unita, dotata di una punta – Fenoglio – veramente fenomenale» afferma Melchionda, che riguardo al Villarbasse si è espresso invece in questo modo: «Loro sono davvero ostici, purtroppo per loro hanno guadagnato meno di quanto fatto in campo, anche affrontando squadre tostissime come il Pedona». L’alto valore dimostrato da squadre che hanno da poco raggiunto la Promozione dimostra, secondo il tecnico dei grigio-granata, che il campionato 2020/21 sia equilibratissimo e che manchi di una “ammazzacampionato”, ma che ovviamente sia stato minato dallo stop, che va a influire sull’aspetto fisico e tecnico-tattico dei giocatori (condizione che inoltre si ripresenterà nell’anno nuovo). «Spero di poter riprendere sia con l’andata che col ritorno, perché giocare solo l’andata sarebbe piuttosto limitante» commenta l’allenatore torinese «Non mi piace chi mi dice che non dovrei pensare al calcio in un momento come questo, non bisogna prendersi troppo sul serio, il calcio è anche distrazione: per gli adulti è un hobby, per i ragazzini è fondamentale per socializzare e formarsi fisicamente». Sul finale, Diego Melchionda ha espresso anche alcune considerazioni sui giovani, notando come l’età media del Girone C di Promozione sia sensibilmente diminuita rispetto alla stagione antecedente (anche a causa dell’obbligatorietà dei fuoriquota). Il tecnico ha poi affermato come ci siano pochi punti negativi nell’allenare una rosa giovane: sono più dediti al sacrificio, sono più vogliosi a imparare, si infortunano meno e sono più briosi, ma allo stesso tempo hanno meno esperienza e “furbizia”, per questo è fondamentale che essi siano accompagnati da alcuni elementi più esperti, specialmente in quelle società che puntano a vincere tanto. «Alla lunga coi giovani ci si guadagna, alla fine comunque quello che conta davvero è la qualità dei singoli» dichiara la guida tecnica del Pancalieri, che conclude «La mia rosa è piuttosto giovane – vedasi i fratelli Forneris e Peyronel – ma elementi più “anziani” come Cambria e Lupano sono indispensabili per i loro consigli e la loro esperienza».
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