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Politica sportiva

A volte i sogni si avverano, la svolta che mette la parola fine sul Comitato regionale

Ha vinto Christian Mossino, su tutta la linea, sarà Mauro Foschia il presidente di Piemonte e Valle d'Aosta

A volte i sogni si avverano, la svolta che mette la parola fine sul Comitato regionale

Roberto Scrofani, l'attuale segretario alla fine si è fatto coinvolgere nella contesa

Sono i suoi metodi, contestati da molti, anche dal suo entourage, ma che alla fine portano il risultato. Anche in questa tornata elettorale Christian Mossino riesce ad incassare risultato pieno. Era partito con l'idea, probabilmente anche giusta, che il successore doveva essere il vice presidente vicario e alla fine tutti hanno deciso di convergere su Mauro Foschia. Anche perché con il passo indietro di Andrea Coppo e Pino Chiavassa non rimaneva altro da fare se si voleva dare continuità al lavoro svolto.

A creare azione di disturbo alcuni Delegati assembleari (Marmo, Comel, Montone) e Consiglieri regionali (Giachetti, Agnino, Candido, Ventura), tutti però con lo stesso "peccato originale", rappresentano cioè la sola area di Torino. E come più volte detto, anche attraverso le colonne di questo giornale, le società di Torino fanno di tutto per non rendersi propriamente simpatiche al resto del Piemonte. Intanto perché pensano che, i problemi, li abbiano solo loro, dimenticando che in realtà è l'intero movimento ad essere in sofferenza, e questo porta le altre delegazioni ad allearsi tra di loro e bocciare tutto quello che arriva dalla metropoli.

Serviva un approccio a largo respiro. Intanto perché una campagna elettorale che parte da Torino è perdente. Lo dice la storia di questo comitato regionale. Un candidato non può essere calato da Torino, deve essere condiviso, discusso, partendo magari prima dai contenuti. Organizzare una riunione in cui alla terza riga si svela il candidato significa esporsi ad una sconfitta certa. E a farne le spese è stato in primis Roberto Scrofani. Il segretario è stato a lungo corteggiato, e il suo nome è ancora sul tavolo, ma le speranze di vittoria, qualora scendesse in campo, sono pari a zero. 

Anche perché, diciamola tutta, dei quattro consiglieri che ancora restano fermi sulla figura di Scrofani, tre non riuscirebbero nemmeno a raccogliere le firme per presentare la candidatura. Perché c'è un momento in cui anche il bon ton politico è un valore da rispettare e poi c'è la realtà e la realtà vuole che ci sia un finale di stagione da programmare. Ci sono le finali regionali, le coppe, gli spareggi. Va bene presentarsi con le coppe sotto il braccio dieci minuti prima che l'arbitro fischi la fine della partita, ma la scelta del campo va fatta per tempo.

Sarebbe quindi opportuno che dopo oltre un mese di chiacchiere per una sedia si volti lo sguardo verso gli interessi della società che, non andrebbe mai dimenticato, sono le vere protagoniste. L'Assemblea si svolgerà il 28 maggio, e non il 21 come anticipato, sarebbe meglio arrivarci senza altri scossoni. Le società di Eccellenza, per fare un esempio, vorrebbero sapere quali sono i giovani obbligatori per la prossima stagione. Argomento che almeno alla metà dei consiglieri è praticamente sconosciuto.

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