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Mai stati in B: la regione che non ha mai visto la cadetteria

La recente promozione del Südtirol ha portato il Trentino-Alto Adige ad essere la diciannovesima regione rappresentata almeno una volta nella seconda serie. Ne manca ancora una...

Mai stati in B: la regione che non ha mai visto la cadetteria

Giovanni Zichella, ai tempi allenatore del Vallée d'Aoste Saint-Christophe, è stato l'ultimo tecnico a portare una valdostana nel calcio professionistico

Una regione in festa, questa volta però non per i successi ottenuti negli sport invernali. Il recente successo del Sudtirol ha proiettato nuovamente il Trentino-Alto Adige nel calcio dei grandi, confermando ai più come la regione del nord-est dello stivale faccia parte delle diciannove regioni ad aver avuto almeno una rappresentante in Serie B. Un successo partito da lontano, visto che gli altoatesini festeggiavano la prima promozione in terza serie (l'allora Lega Pro Prima Divisione) nel 2010, vincendo il playoff decisivo contro la Valenzana. Sono seguite poi 12 stagioni ininterrotte in Lega Pro e in Serie C, di cui le ultime 5 chiuse sempre in altissime posizioni, fino all'exploit definitivo dell'ultimo anno con il primo posto del girone A e l'impressionante score di soli 9 gol subiti in 38 partite

Come abbiamo scritto poco sopra però le regioni ad essere approdate almeno una volta in Serie B sono 19 su 20. All'appello ne manca una e, al momento, è lontanissima dal raggiungere l'obiettivo appena conseguito dal Trentino-Alto Adige.

MAI STATI IN B, STATI (POCO) IN C

La Valle d'Aosta, al momento, è l'unica regione italiana che non ha mai portato nessuna rappresentante in Serie B. Una regione che con il calcio professionistico ha sempre avuto un rapporto complicato, visto e considerato che solamente una società nella storia sportiva dell'intera regione è riuscita a toccare il terzo livello della piramide calcistica italiana. Molte altre piazze si sono invece consolidate al quarto e al quinto livello, coincidenti con la vecchia Serie C2 (o Lega Pro Seconda Divisione) o con il campionato C.N.D. o l'attuale Serie D. Di fatto il professionismo calcistico in Valle è un evento più unico che raro

Per trovare l'unica società valdostana che è riuscita a salire fino alla terza serie bisogna andare indietro fino al secondo dopoguerra, quando l'Unione Sportiva Aosta 1911 giocò per 6 stagioni (l'ultima di queste nel 1951/52) in Serie C, ai tempi (così come adesso) terzo livello dei campionati calcistici italiani. Ormai 70 anni fa la C era un campionato che coinvolgeva 72 formazioni, divise in 4 gironi, nel pieno delle riforme dei campionati che volevano un drastico taglio dell'organigramma della terza serie, per uniformare la categoria a Serie A e Serie B con un girone unico a livello nazionale. La stagione 51/52 fu infatti quella dell'attuazione del Lodo Barassi, che portò il passaggio della Serie C da 72 squadre a 18 nell'annata successiva

Con un taglio così netto delle squadre partecipanti diventò molto complicato mantenere la categoria e l'Aosta 1911, con il suo undicesimo posto nel girone A, retrocedette nella neonata IV Serie, antenata in tutto e per tutto dell'attuale Serie D.

SERIE C 1951/52 AOSTASerie C 1951/52: la classifica vede l'Aosta 1911 retrocesso in IV Serie (fonte: Wikipedia)

IL MIRAGGIO PROFESSIONISMO IN VALLE

Fare ordine con tutte le realtà calcistiche emerse in Valle d'Aosta non è affare semplice. Per praticamente tutto il XX secolo il massimo rappresentante della Valle nel panorama calcistico italiano è stato l'Aosta 1911, che tra alti e bassi ha mantenuto un buon livello tra quarta e quinta serie dei campionati italiani, passando la maggior parte delle stagioni in Serie D e Interregionale. L'ultimo acuto, a inizio anni '90, arriva nella stagione 1990/91, quando i rossoneri vincono il proprio girone del campionato Interregionale e salgono in Serie C2, dove rimarranno per 4 anni. Poco dopo il declino, con tre retrocessioni di fila fino al fallimento decretato nella stagione 1997/98, mentre gli aostani militavano in Promozione.

Il vuoto lasciato dall'Aosta 1911 lasciò spazio a più formazioni, a turno, che provarono ad inserirsi come regine calcistiche della Valle. Nella stessa stagione della "fine" dell'Aosta 1911 nasce l'Unione Sportiva Valle d'Aosta Châtillon Saint-Vincent Fenusma, o più semplicemente Valle d'Aosta, che acquisendo il titolo sportivo del Saint-Vincent Châtillon (ai tempi in C.N.D.) giocò nella quinta serie del calcio italiano, riuscendoci a partecipare per 8 volte consecutive. Il ritorno nel professionismo però non è mai arrivato e anche dopo la fusione con l'Aosta Sarre (altra società del capoluogo di regione) la squadra egemone della Valle rimase a cavallo tra Serie D ed Eccellenza, fino allo scioglimento della società, arrivato nel 2010.

Società che va e società che viene. La tradizione calcistica valdostana rimasta orfana nuovamente di un polo di riferimento trovato successivamente nel Saint-Christophe che, negli anni della D del Valle d'Aosta, raggiunge anch'essa la Serie D vincendo il girone A di Eccellenza nella stagione 2009/2010. Nel 2010 i granata prenderanno poi la denominazione di Vallée d'Aoste Saint-Christophe, gruppo che scriverà la più gloriosa e recente storia calcistica della regione.

LA FAVOLA VALLÉE D'AOSTE

SAINT CHRISTOPHE IN SERIE C2LA FAVOLA DEL VALLÉE D'AOSTE DI ZICHELLA: I GRANATA VINCONO LA SERIE D NELLA STAGIONE 2011/12 E VOLANO IN C2 (DALL'ARCHIVIO DI SPRINT E SPORT, 7 MAGGIO 2012)

Quella del Vallée d'Aoste è la più recente storia di successo calcistico nella regione, viste le tre stagioni da favola con cui i granata hanno incantato tutti. Nella stagione 2010/11 i granata arrivano secondi nel girone A di Serie D alle spalle del Cuneo, qualificandosi per i playoff nazionali ma uscendo al primo turno, mentre è l'annata successiva quella del miracolo che riporta nella regione il professionismo esattamente 60 stagioni dopo l'ultima volta.

Al termine di un campionato incredibile, giocato testa a testa con il Chieri, il vecchio Saint-Christophe allenato da Giovanni Zichella (attuale allenatore dell'HSL Derthona, ndr) vince il girone A di Serie D e vola di diritto in Lega Pro Seconda Divisione.

L'anno dopo, sempre con Zichella (poi esonerato nel corso della stagione e successivamente richiamato) il Vallée d'Aoste vivrà un'annata sicuramente storica, ma non felice sul piano dei risultati. Con nomi illustri ancora adesso in attività come Samuele Emiliano, Giancarlo Varvelli e André Cuneaz i granata si affacciano a un campionato ostico in cui affrontano Casale, Alessandria, Mantova, Renate, Monza e Venezia tra le tante, chiudendo però al 15° posto e perdendo infine il playout contro il Rimini.

La possibilità del ritorno nella vecchia C2 però è remota, visto che dopo una stagione anonima in D il Vallée d'Aoste retrocede in Eccellenza al termine della stagione 2014/15, seguita poi da un'altra faticosissima stagione nella massima categoria regionale (chiusa con un playout vinto) e il definitivo addio, nel 2016, della più bella favola recente della Valle.

IL PRESENTE: LA C È LONTANA, LA B...

Il presente del calcio valdostano non è così glorioso come quello di inizio anni Duemiladieci, anche e soprattutto per la bassa quantità di formazioni che occupano un ruolo egemone nelle serie più importanti del calcio regionale. Diventare la ventesima e ultima regione a portare una rappresentante in Serie B al momento è pura utopia, così come è complicatissimo pensare a una valdostana anche in Serie C. Tra Serie D, Eccellenza e Promozione sono solamente 3 le società della Valle presenti, una per categoria, a portare alto l'onore di un'intera regione: il VDA Charvensod, ora nel girone B di Promozione che, in quell'acronimo VDA, prova con orgoglio a portare avanti l'onore delle proprie antenate soprattutto a livello giovanile; l'Aygreville, le aquile rossonere al momento salde in Eccellenza e il PDHAE, la più recente delle società qui citate e al momento la miglior rappresentante della regione, vista la militanza in Serie D

Fa riflettere come la massima esponente del movimento calcistico valdostano sia al momento una squadra che ha a malapena 2 stagioni in D nella propria storia, tra cui va doverosamente citata la scorsa annata dove gli Orange di Cretaz hanno ottenuto un clamoroso terzo posto nel girone A, score però non bissato nella stagione corrente dove il PDHAE viaggia nella parte destra della classifica.

Soltanto scendendo ulteriormente la piramide calcistica italiana e regionale troviamo la prima squadra del capoluogo di regione, il CGC Aosta, che fa il possibile con i propri mezzi per portare in alto con orgoglio l'onore della città, ma pur sempre in un campionato di Prima Categoria. Nello stesso girone (il C, ndr) ritroviamo poi le nobili decadute, quel Saint-Vincent Châtillon e quel River Plaine (erede del Fenusma) che al momento non sembrano avere la forza per riprovare la scalata. 

Che il capoluogo di una regione, seppur piccola, ha come rappresentante calcistica principale una formazione che milita in una categoria oggettivamente bassa fa riflettere: forse manca l'ambizione, o semplicemente la voglia, di andare a costruire un polo calcistico vero che coinvolga tutta la regione e che possa realmente stabilizzarsi ad alti livelli. Forse il percorso iniziato dal PDHAE è quello giusto, forse è presto per dirlo, ma se ci sono riusciti in Trentino-Alto Adige, regione che fa degli sport invernali il proprio core business così come la Valle d'Aosta, perché non riuscirci anche in Valle? 

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