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Gli Scomunicati

Dirigenti+tifosi, insulti in combinata: piovono multe e squalifiche

In Promozione si discute se la porta è più alta o meno alta rispetto al regolamento, ma il ricorso non va a buon fine

Dirigenti+tifosi: insulti in combinata verso l'arbitro

Si può dire, questo è l'ultimo Comunicato Ufficiale a pieno regime della stagione. Con l'ultima giornata di Eccellenza, Terza Categoria, Under 17 e Under 15 Gli Scomunicati raccoglie le ultime squalifiche della regular season. Per alcuni, per gli altri è normale routine tra ammende e sanzioni.

PROMOZIONE

Porta troppo alta, porta troppo bassa. Il post partita tra Quincitava e Torinese (Promozione B) è stato a dir poco rovente, proprio perché al centro della diatriba è finita l'altezza delle porte dello stadio Cipriano di Quincinetto. Secondo la ricostruzione del Comunicato la Torinese ha presentato la riserva scritta al direttore di gara spiegando come le porte fossero alte 240 cm dal suolo ai pali e 235 cm dal suolo al centro della traversa, contro i 244 cm previsti dal regolamento. Il Signor Calabrò di Biella ha rilasciato insieme al referto una dichiarazione scritta smentendo le asserzioni della Torinese, spiegando come gli oronero hanno esposto l'irregolarità alla terna solamente tra primo e secondo tempo e nuovamente a fine partita

Si ritiene quindi il reclamo della Torinese "viziato", poiché l'irregolarità deve essere evidenziata attraverso riserva scritta da presentare prima dell'inizio della gara all'arbitro o da riserva verbale durante la gara da parte del capitano in presenza del capitano della squadra avversaria. Ricorso inammissibile.

Il premio alla squalifica più lunga della Promozione va a Daniele Cataldo del Briga, espulso durante la gara e sanzionato con la squalifica per 5 giornate. Motivazione «Per aver tirato una testata particolarmente violenta ad un avversario, la quale arrecava un vistoso livido». Stagione finita per l'attaccante novarese.

PRIMA CATEGORIA

Un giovedì complicato per la segreteria della Pro Palazzolo. Non uno ma ben 3 notifiche tra squalifiche e sanzioni, arrivate tutte dopo la gara persa rovinosamente contro il Ceversama domenica 8 maggio. Partendo dall'ammenda si tratta di 300 euro di multa «Per il comportamento inqualificabile dei propri sostenitori che, per tutta la durata della gara ed incessantemente, fomentati anche dalla condotta dei Dirigenti della Società, insultavano pesantemente l'arbitro e lo minacciavano, alcuni di essi attaccandosi addirittura alle reti di demarcazione del terreno di gioco con fare inequivocabilmente aggressivo. Le condotte irrispettose sono proseguite anche al termine della gara, sia da parte dei tifosi che dei tesserati della Società».

I tesserati a cui si fa riferimento nella multa sono Franco Macagno, dirigente squalificato fino al 9 settembre 2022 dopo che «Allontanato dal campo al minuto 37 del primo tempo per proteste accompagnate da gravi insulti nei confronti dell'arbitro, alla notifica del provvedimento tentava di avvicinarsi a lui con fare aggressivo, ma veniva prontamente bloccato da un altro dirigente. Il Sig. Macagno continuava ad inveire nei confronti del direttore di gara anche durante l'uscita dal campo e, per tutto il secondo tempo di gioco, lo insultava e minacciava». Stessa sorte per Mauro Roberti, massaggiatore dei vercellesi, squalificato anche lui fino al 9 settembre poiché «Allontanato a propria volta dal campo per aver protestato contro l'espulsione del dirigente Macagno insultando pesantemente l'arbitro ed avvicinandosi a lui con fare aggressivo, alla notifica del provvedimento reitera tale condotta, accompagnando gli insulti con minacce di percosse. Dopo l'uscita dal terreno di gioco, per tutta la durata del secondo tempo continuava ad ingiuriare il direttore di gara insieme al Sig. Macagno»

Per la Bruinese invece la squalifica è tutta convogliata su Marco Ferraro, calciatore classe 1999 che ha rimediato una squalifica di 12 giornate. Motivo della sanzione «La condotta violenta e discriminatoria nei confronti di giocatori avversari. Dopo un fallo da lui stesso commesso, che provocava la reazione del calciatore n. 9 del S. Secondo, il Ferraro lo afferrava con le mani al volto. I due giocatori venivano subito divisi dall'arbitro e dai rispettivi compagni, ed in tale frangente il Ferraro si rivolgeva al giocatore n. 17 avversario insultandolo, utilizzando offese a sfondo razziale e denigrandolo per il colore della pelle».

SECONDA CATEGORIA

Oltre alla notizia della riduzione della squalifica di Lys Gomis in Seconda Categoria spiccano le sanzioni al River Sesia, con le squalifiche del tecnico Domenico Potenza e del calciatore Giuseppe Paradiso. L'allenatore valsesiano out fino al 7 ottobre poiché «Allontanato dal campo al minuto 44 del primo tempo di gioco per continue proteste, accompagnate da ingiurie nei confronti dell'arbitro e bestemmie, alla notifica del provvedimento il Sig. Potenza reiterava tali condotte, in una escalation di pesanti offese al direttore di gara, gravi minacce allo stesso ed espressioni blasfeme, rifiutandosi anche di abbandonare il terreno di gioco ed anzi alzandosi dalla panchina e dirigendosi con fare aggressivo verso l'arbitro, fermato al pronto intervento di un dirigente. [...] Nemmeno l'intervento del capitano e dei giocatori si rivelava risolutivo, ed era necessario che due dirigenti portassero di forza l'allenatore fuori dal recinto di gioco».

Per Paradiso invece la squalifica sarà fino al 9 settembre poiché «Espulso per comportamento gravemente irrispettoso nei confronti dell'arbitro, concretizzatosi in insulti, minacce e contatto fisico. In occasione della marcatura avversaria il Sig. Paradiso si lasciava andare ad eccessive proteste e, quando il direttore di gara gli si avvicinava per invitarlo alla calma, dette proteste sfociavano in urla e insulti alla sua persona, accompagnati da minacce e da uno spintone con le mani sul petto del direttore di gara, che lo destabilizzava senza farlo cadere. Il giocatore espulso si rifiutava di abbandonare il terreno di gioco ed era necessario l'intervento di alcuni compagni di squadra che lo allontanavano a forza, mentre questi continuava ad inveire e minacciare gravemente l'arbitro».

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