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L'intervista

Numeri da record per l'ex portiere degli Insuperabili: 4473 partite giocate in 11 anni

L'estremo difensore vanta anche sessantadue trofei come miglior portiere

ROBERTO BRESSAN

Roberto Bressan impegnato in una delle sue parate

A volte più che le parole servono i numeri per descrivere le grandi storie. Come nel caso di Roberto Bressan, ex portiere degli Insuperabili: 2158 vittorie, 1315 pareggi e 1000 sconfitte per un totale di 4473 partite disputate in undici anni. A queste si aggiungono i 62 trofei come miglior portiere. Non tutti sono però stati conquistati per le prestazioni offerte su un campo da calcio come racconta lo stesso talento: «Sono stato premiato anche per aver portato rispetto nei confronti dell'arbitro durante le partite e in occasione di alcuni eventi in cui ho raccontato la mia storia. Ad esempio, nel 2019 a Chivasso, sono stato ospitato durante una partita e tutti i tifosi mi hanno applaudito. Nello stesso anno il cognato di Camoranesi mi ha invitato a presenziare a Villafranca in un evento dedicato completamente ai portieri. Inoltre il sindaco di Borghetto Santo Spirito ha voluto che io fossi presente in un'iniziativa di beneficenza per disabili in quanto io trascorro nel paese ligure tutte le mie estati, questa è la trentesima».

Miglior portiere miglior portiere

Ma qual è la storia di Roberto Bressan? L'estremo difensore è stato vittima di bullismo durante la sua adolescenza a causa della sua disabilità, una situazione vissuta da lui negativamente essendone rimasti scosso. Il classe 1992 ha però saputo reagire grazie alla sua straordinaria forza di volontà e al suo meraviglioso talento: da quel momento, anno dopo anno e partita dopo partita, ha dimostrato di essere in grado di realizzare grandi cose riuscendo così a riscattarsi. A tal proposito Bressan afferma infatti che «mi sento di essere il numero 1, il più forte del mondo. Ma questo non per le mie capacità - perché io ritengo semplicemente di cavarmela - ma per i miei numeri: questi parlano chiaro. In questi anni io mi sono preso una rivincita nei confronti di quelle persone che mi hanno insultato». 

Bacheca bacheca bacheca

Il portiere ha inoltre vinto un elevato numero di trofei nel corso della sua lunga e immensa carriera. Solamente in questa stagione ne ha conquistati quattro: uno con la squadra del Terzo Tempo FD nel campionato UISP disputato il mercoledì pomeriggio, il secondo nel torneo organizzato da Alberto Nappi, il terzo negli Special Olympicsun evento bellissimo organizzato a Torino»), il quarto nella manifestazione chiamata "Nessuno escluso". A questi si aggiunge il titolo di Campione d'Italia arrivato con il Novara grazie alla vittoria sulla Juventus in finale (2-0 il risultato finale), il secondo dopo quello conquistato con gli Insuperabili sempre ai danni dei bianconeri nel 2018. Bressan non ha solo vinto come giocatore ma anche come allenatore in quest'annata: la sua bacheca è stata infatti arricchita con il torneo Maggio in Oratorio disputato nel quartiere di Santa Giulia con un gruppo di ragazzi di dodici anni d'età. La stagione 2021-2022 resterà pertanto indimenticabile per il portiere in quanto «mi ha permesso di festeggiare al meglio i miei trent'anni. Sono veramente contento». Quattro anni fa, nel maggio 2018, Bressan ha inoltre vinto un torneo internazionale battendo una squadra inglese in finale a Mantova oltre alla Coppa Italia sconfiggendo ancora una volta la Juventus nel match decisivo. 

Novara Novara

Roberto ha incominciato ad allenare proprio in questa stagione nell'Accademia Pertusa, dove «seguo un gruppo di ragazzi classe 2013. Mi sono subito trovato bene, sono stato preso come aiutante prima di diventare anche preparatore dei portieri. Sia la squadra che i genitori mi hanno rispettato fin da subito: con gran parte di loro si è addirittura instaurato un bel rapporto d'amicizia. I miei giocatori sono stati fondamentali per me per due motivi in particolare: mi hanno aiutato a superare la perdita di mia nonna organizzandomi una bellissima festa di compleanno durante la quale mi hanno regalato una maglia con le loro firme; mi hanno fatto tornare la voglia di giocare dopo un periodo in cui ne avevo veramente poca trasmettendomi la giusta grinta per scendere nuovamente in campo. Sono davvero molto legato a loro»

Terzo tempo terzo tempo

Questo straordinario ragazzo ha inoltre vissuto un passato importante con gli Insuperabili, lasciati dopo quattro anni alla caccia di nuovi stimoli: «Il mio bilancio con loro è estremamente positivo, devo assolutamente ringraziare la società per ciò che mi hanno fatto diventare sia come persona che come portiere. Un grazie particolare va al mio amico e preparatore Ivan Mion, lui mi ha permesso di crescere molto in quel periodo. Quest'esperienza mi ha permesso di conoscere un gran numero di calciatori professionisti come Daniele Baselli, Lorenzo De Silvestri, Pavel Nedved e Giorgio Chiellini oltre a Gianluca Di Marzio. A proposito di personaggi famosi, ho avuto modo di conoscere anche Stefano Sorrentino (ora nuovo presidente del Chieri, ndr) ed Alessandro Bonan, giornalista di Sky Sport, quando sono finito in una trasmissione della tv satellitare»

Sorrentino Sorrentino

Volgendo uno sguardo al futuro, Roberto Bressan dedicherà gran parte del suo tempo al Terzo Tempo FD: «Questa società si sta ingrandendo sempre di più, gli allenatore sono bravissimi e l'organizzazione è semplicemente eccezionale. Uno dei miei obiettivi è far crescere ancora questa squadra in modo da raggiungere grandi traguardi ed entrare così nella storia». Ma non solo: il portiere sta frequentando da due anno il Ramo FD, una squadra di disabili nonché un'associazione di Fossano con cui «ho partecipato a quattordici tornei vincendone addirittura tredici. Io ed un mio amico diamo una grossa mano a questo gruppo: siamo davvero contenti di aiutarli e farli vincere perché la gioia che questi ragazzi trasmettono è semplicemente straordinaria. Tanto di cappello a loro».

ramo fd ramo fd

Roberto compie poi una riflessione sul calcio dei disabili: «Il livello si è alzato, non è più come otto anni fa. Le partite non sono infatti più semplici come una volta. Di questa cosa io ne vado assolutamente fiero perché molte persone, in modo particolare quelle che maltrattano i disabili, devono capire che il calcio e molti altri sport stanno crescendo sempre più e non devono sottovalutarli».

Sandokan Sandokan

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