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Nuova Frontiera, il futuro non fa paura. Il DS Attilio Mapelli: «Stiamo costruendo una realtà solida che punti a valorizzare i giovani sempre di più»

NuovaFrontiera
Pandemia? Crisi del calcio dilettantistico? Vocaboli e concetti che sembrano non aver sfiorato la Nuova Frontiera, società che si appresta a batter ogni record di tesserati nella prossima stagione 2021-2022. I calciatori che hanno vestito la maglia biancorossa della società bellinzaghese nell'anno orribile 2020-2021 sono stati 170, le previsioni del prossimo settembre sono di toccare quota 200, schierando una formazione in ogni categoria dalla Terza ai Piccoli amici compresa la nuova Under 18, con l'unica esclusione per i Giovanissimi 2006. «Il nostro punto di forza - spiega il direttore sportivo Attilio Mapelli - è stato di aver chiuso l'attività soltanto nel periodo in cui la Lombardia era in zona rossa; anche se abbiamo avuto più di un allenatore che ha contratto il Covid siamo riusciti a tenere aperto il campo per i nostri ragazzi, svolgendo gli allenamenti con tutte le prescrizioni del caso. Inoltre, la preparazione di base dei nostri allenatori e tecnici sta facendo la differenza e non mi riferisco soltanto ai patentini ufficiali Uefa ma ai corsi Coni tenuti dal Csi di Bergamo, che sono un valido completamento delle competenze di ogni allenatore». Un altro aspetto fondamentale per le società calcistiche in un periodo così complesso come quello che stiamo affrontando e quello economico, la Nuova Frontiera che quota di iscrizione propone per la stagione 2021-2022? «Teoricamente sarebbe di 250 euro per chi è già un nostro giocatore e di 300 per i nuovi iscritti - ha risposto Mapelli -, però abbiamo ritenuto necessario fare un passo verso le famiglie, pur con un grande sacrificio, e per tutti l'annata sportiva sotto i colori biancorossi della Nuova Frontiera costerà 200 euro». Con un numero così alto di squadre e tesserati ci sarà un problema di campi, essendo il centro sportivo di via Galilei dotato di un solo terreno di gioco a 11. «Per prima cosa abbiamo ottenuto l'omologazione del campo in erba sintetica per altri quattro anni - racconto il ds biancorosso -, effettivamente un campo solo non basta e stiamo cercando di fare un accordo con la parrocchia che dispone di un campo a 11 e uno a 7, sui quali la Nuova Frontiera si è allenato e ha giocato sino al 1993. Inoltre, abbiamo presentato un progetto per la realizzazione di un campo di allenamento in erba naturale di fianco a quello attuale. Infine, volevo ringraziare l'amministrazione comunale per averci comprato e donato un magazzino per le borse e uno ionizzatore per sanificare gli spogliatoi». La grossa novità in casa Nuova Frontiera è la presenza di un doppio direttore sportivo, Gianni Scolari, ex dirigente del Pozzuolo, si occuperà in via esclusiva della Terza categoria e della Juniores mentre Mapelli supervisionerà a tutte le altre formazioni dagli Allievi in giù. Scolari è già al lavoro per portare Terza e Juniores nei migliori modi ai nastri di partenza a settembre: «Pensiamo di avere due rose competitive, in particolar modo quella della Terza categoria affidata al confermato Fabio Vailati, sulla Juniores c'è un lavoro soprattutto mentale da svolgere e, inoltre, probabilmente ci sarà un avvicendamento in panchina. La squadra di Terza si sta ben comportando nelle amichevoli, recentemente abbiamo battuto 4-2 il Nino Ronco che milita in Seconda, e ciò ci rende speranzosi per un poter disputare un campionato di vertice e provare la scalata alla Seconda categoria». Il pensiero trascinante in casa Nuova Frontiera è di dover salire in Seconda sul campo e non con l'acquisizione di un titolo sportivo, così da valorizzare i giovani del vivaio e poter destinare ulteriori risorse finanziarie all'attività di base.
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