Cerca

Un Airone alla corte del Lumezzane, la nuova vita di Andrea Caracciolo

andrea-caracciolo
Dopo la beffa della passata stagione, terminata con la promozione in Serie D sfuggita per due soli punti di distacco dal Telgate, la voglia di rivalsa in casa Lumezzane era tanta e nell’ultimo mese e mezzo la società del presidente Vincenzo Picchi ha dato prova di aver ben chiaro il percorso da seguire nell’imminente futuro. L’arrivo sulla panchina della prima squadra di un ex calciatore professionista del calibro di Marius Stankevičius ha rinnovato l’entusiasmo dell’ambiente rossoblù e posto il primo importante tassello per la costruzione di una squadra in grado di giocarsi fin da subito il salto di categoria. Dai riconfermati pilastri Nadir Minotti, Papa Dadson e Nicola Dal Bosco, fino ai nuovi arrivati Simone Pesce ed Emanuele Politti, i rossoblù hanno messo a disposizione del loro nuovo tecnico una rosa con tanti giovani di prospettiva e nomi di spessore. Su tutti, però, spicca quello di una vera e propria leggenda per il territorio bresciano: Andrea Caracciolo. Reduce da due stagioni con la maglia della Feralpisalò in Lega Pro, il miglior marcatore nella storia delle Rondinelle ha infatti deciso di vestire il numero 9 del Lumezzane con l’obiettivo di riportare in alto la società. Cosa ti ha spinto a sposare il progetto rossoblù? «Mi ha spinto ad accettare questa nuova sfida il Signor Camozzi. Il suo entusiasmo, la sua ambizione, la stima nei miei confronti e la voglia di far tornare il Lumezzane tra i professionisti. Mi ha trasmesso la sua volontà di garantire quella continuità progettuale che il Lumezzane aveva e merita di avere ancora». Che ambiente hai trovato una volta arrivato a Lumezzane? «A Lumezzane ho trovato un bell’ambiente, bravi ragazzi e uno stadio molto bello, sicuramente il secondo più importante di Brescia. Ho trovato una Società organizzata e strutturata». Qui hai anche avuto modo di incontrare nuovamente un tuo ex compagno di squadra: Marius Stankevičius. Che sensazione si prova ad averlo come allenatore? E che tipo di tecnico è? «Ancora non posso dire che tecnico sia Stankevičius perché sono pochi giorni che mi alleno con lui. Posso però dire che ha le idee chiare e avendo giocato ad alti livelli conosce molto bene il calcio. Averlo come allenatore è strano perché abbiamo la stessa età però ciò che conta sono gli intenti comuni e la voglia di dare il nostro contributo al Lumezzane». Su cosa deve puntare il Lumezzane dopo la promozione diretta sfiorata per due soli punti nella scorsa stagione? Il Lumezzane deve puntare sull’umiltà. Sicuramente siamo la squadra favorita, la squadra da battere. «Non sarà facile perché contro di noi tutti metteranno qualcosa in più, per noi sarà sempre una battaglia perché tutte le squadre ci affronteranno con stimoli altissimi e la voglia di fare bene. La rosa è importante ed è composta da giocatori che hanno giocato anche in Serie A come me, Pesce e Minotti. Per gli avversari saranno partite durante le quali potranno mettersi in mostra e quando ci affronteranno saranno sempre al top da un punto di vista mentale. Dovremo avere l’umiltà di pensare a noi e allenarci al meglio. La domenica è lo specchio della settimana perciò se faremo bene durante gli allenamenti, faremo bene anche in partita». La volontà da parte della società di costruire un progetto a medio-lungo termine sembra chiara, ma dal punto di vista personale ti sei posto qualche obiettivo per questa stagione? «Dal punto di vista personale, l’obiettivo stagionale è insegnare qualcosa ai miei compagni. Metterò a disposizione la mia esperienza e l’umiltà per aiutare la Società a crescere. Sarà un’occasione di crescita anche per me perciò dovrò anche ascoltare per capire come dare il mio contribuito alla squadra. La volontà è crescere tutti insieme per raggiungere l’obiettivo finale».

SCARICA LA NOSTRA APPLICAZIONE

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Sprint e Sport

Caratteri rimanenti: 400