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Eccellenza Lombardia, inizio a fine marzo (21 o 28) e chiusura a inizio giugno ma solo metà delle società sarebbe per ripartire

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Prima riunione e primi confronti sul come e quando ripartire con il campionato. Stando al DPCM che chiude di fatto la regione fino al 5 marzo, ammesso e non concesso che tutto vada per il meglio, la proposta del Comitato, al momento, non prevede una ripartenza prima della fine di marzo. In ogni caso il presidente Carlo Tavecchio si è impegnato affinché nessuna squadra venga retrocessa. Le società sembrano propense a ripartire anche se molte ci tengono a precisare «solo in sicurezza», e il primo intervento non è del tutto positivo (Massimo Pasquetti, Rhodense) poi arriva l'intervento di Stefano Merli (Club Milano) che propone invece di rivedere il regolamento per incentivare chi vuole scendere in campo e adottare eventualmente il protocollo della Serie D. Sostenuto, in questa proposta, da Marcello Montini dell'Alcione e dal presidente Balzano del Sant'Angelo. Ma via via pare raccogliere una buona adesione. Stefano Luce (Città di Sangiuliano) chiede di sapere quale scenario si potrebbe creare qualora il campionato non dovesse ripartire ma comunque «dobbiamo andare avanti». Marseglia del Codogno: «Per noi impossibile adottare il protocollo della Serie D», Stefano Pedrini del Carpenodolo: «Va bene parlare della ripartenza dell'Eccellenza però dovremmo anche capire quando il comitato intende parlare di settore giovanile». «Tutto previsto - viene tranquillizzato - la prossima settimana parleremo anche di settore giovanile». Meno possibilista e molte perplessità da parte del Luciano Manara attraverso le parole di Riva. Nodari del Prevalle: «Andiamo avanti ma ad una condizione e cioè o tutti o nessuno e i costi dei tamponi non possono essere a carico dei club». Ettore Menicucci del Pavia: «Dobbiamo condividere con questa emergenza, andiamo avanti». Poi Carlo Tavecchio spiega: «Il 25 di questo mese andrò in regione e chiederò al presidente Attilio Fontana un intervento economico a favore delle società. Tamponi, visite mediche post Covid e costi assicurativi sono a carico delle amministrazioni locali in certe regioni, perché qui da noi siamo completamente abbandonati?». Alla fine un rapido sondaggio tra le società presenti: 26 non sarebbero favorevoli alle attuali condizioni mentre  24 vorrebbero tornare in campo. Resta di fatto un sondaggio, toccherà al comitato adesso fare una sintesi. In realtà tutti vorrebbero tornare in campo ma pare del tutto evidente che alcuni costi in queste categorie non sono sopportabili e comunque serve un protocollo praticabile.
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