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Pro Eureka-Atletico Torino Eccellenza: la lavagna tattica di Salvatore Cuccarese

Cuccarese
Gli schieramenti • Due formazioni giovani e a caccia di punti per i rispettivi obiettivi. Da una parte l’Atletico Torino che a protezione del portiere Leone schiera un trio difensivo composto da Verlucca, Costa e Benucci. A centrocampo Galietta in cabina di regia è fiancheggiato da Romano e Petracca. Sugli esterni agiscono Recano e Luz Dos Santos. Il peso dell’attacco è sulle spalle di Pititto e Capriolo. L’Atletico risponde con un 4-2-3-1 che vede la linea difensiva davanti a Dosio composta da Palmiere e Brian Torre sulle due corsie, Piccirilli e Hamine come perni della difesa. A centrocampo spazio ai due play Lombardo e Carlos Eduardo Torre. Curto, Gritella e Gennaro agiscono alle spalle dell’unica punta Amara. Pro Eureka • I padroni di casa, schierati per tutta la gara con un equilibrato 3-5-2, hanno un eccellente approccio alla partita. Il secondo gol è frutto di una bella azione di squadra avviata da Luz Dos Santos, terzino di grande spinta e molto interessante. Sono proprio i quinti di centrocampo a fare la differenza e a prendere le maggiori iniziative. Nel mezzo, Petracca agisce come centrocampista centrale sebbene il suo ruolo naturale sia quello di trequartista. Ottima prova dei due fratelli Torre, specialmente il terzino sinistro Brian che ha offerto una spinta costante lungo la corsia. In un campionato normale, con gare di andata e ritorno, sarebbe difficile fare tanta strada schierando tutti questi giovani. Bisogna fare i complimenti alla Pro Eureka: sono primi e si affidano a molti giocatori con poca esperienza. L’attaccante centrale Caprioli ne è un esempio: nonostante sia un classe 2004 ha già siglato due reti. Bisogna fare gli applausi alla società: stanno facendo più di quello che si erano prefissati. Atletico Torino • Nella ripresa emerge l’Atletico Torino che, sebbene non sia entrato in campo con la giusta concentrazione e sia stato preso alla sprovvista dal pressing alto della Pro Eureka, è riuscito a cambiare l’esito della gara, che sembrava ormai scritto. Gli ospiti, preso maggior coraggio grazie ad un giro palla non più sterile, hanno trovato i due gol che hanno ridotto lo svantaggio. Di contro va sottolineato il calo della Pro Eureka, dovuto forse ad un eccesso di sicurezza per un risultato che non sembrava in discussione. Gli ospiti si sono schierati con un 4-2-3-1: la loro punta, Amara, ha creato tanta apprensione alla difesa avversaria, sebbene debba ancora crescere molto a livello tattico. Nella ripresa l’Atletico Torino ha attaccato con più veemenza ma con poca lucidità. Anche a Rubino serviva probabilmente un giocatore come Petitti per essere più pericoloso in attacco e sperare di completare la rimonta.

Salvatore Cuccarese Ds Vanchiglia

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