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Accademia Pavese Eccellenza, parla Maione: «Siamo una squadra giovane ma affamata, dobbiamo dare continuità ai risultati»

Maione Accademia Pavese
Manuele Maione è arrivato all’ Accademia Pavese soltanto nel mercato invernale ma ha già lasciato il segno in queste prime giornate di campionato. Dopo aver deciso la sfida contro il Codogno partendo dalla panchina, si è conquistato una maglia da titolare. La settimana scorsa ha ripagato la fiducia di Balestra sfoderando una prestazione straordinaria che ha permesso di ribaltare il derby col Pavia, mettendo lo zampino in tutte le reti biancorosse: oltre al gol e all’assist per Bonelli, infatti, ha avviato anche l’azione del momentaneo 3-1. Un risultato importantissimo soprattutto per il morale: «Arrivavamo da un paio di brutte sconfitte, quindi vincere è stato fondamentale per ritrovare serenità. L’importante è cercare di continuare su questa strada, perché se avessimo battuto il Sancolombano si sarebbero potuti aprire scenari diversi. Il nostro obiettivo è provare a far bene ogni domenica ragionando partita per partita. Mi ha fatto piacere ritrovare mister Tassi che mi ha allenato in passato: ho un ottimo ricordo di lui e mi aspettavo una partita complicata perché le prepara tutte con attenzione maniacale».   Arrivato a gennaio dal Derthona, formazione che milita in Serie D, non ha impiegato molto tempo per inserirsi nel gruppo: «È stato facile perché conoscevo già sia mister Balestra, che mi ha allenato all’ Oltrepovoghera, sia tanti ragazzi che avevo già avuto come compagni di squadra. Siamo una formazione molto giovane e questo ci dà benefici come corsa, grinta e fame. Allo stesso tempo, però, dobbiamo essere bravi a non trasformare questa caratteristica in una debolezza, evitando cali di concentrazione». A segno già due volte in altrettante vittorie, non ha dubbi su quale rete sia stata più importante: «Sicuramente il gol al Codogno perché ha risolto una partita molto tirata, anche se fortuito perché c’è stata una deviazione. Col Pavia credo sia stato più importante l’assist per l’1-1 perché ha cambiato l’inerzia della sfida, ed è stato bravissimo Bonelli a sfruttarlo nel modo migliore. Fino a quel momento loro non avevano ancora subito gol in campionato, quindi è stato un episodio che può aver minato le loro certezze».   Analizzando i propri punti di forza, il centrocampista biancorosso rivela: «Nell’ultimo anno sono cresciuto molto fisicamente e questo mi dà più sicurezza, anche se forse la mia caratteristica migliore è il primo passo che mi permette di saltare l’uomo anche in spazi stretti. Invece ho bisogno di crescere tanto nella continuità di rendimento tra una partita e l’altra, un problema che ho avuto anche negli anni passati. In questo sono influenzato dalla fiducia dell’allenatore, perché quando gioco tranquillo mi rendo conto che mi esprimo meglio, mentre se viene a mancare tendo ad andare giù di morale e mi accorgo che condiziona la prestazione sul campo». Maione è cresciuto proprio nel settore giovanile del Pavia, ma ha trovato una società molto cambiata rispetto a quella che aveva lasciato: «Purtroppo adesso è una realtà completamente diversa dopo il fallimento del 2016, però mi farebbe piacere rivedere la squadra competere ad alti livelli. Già oggi hanno una rosa importante per la categoria, anche se in un campionato così particolare la differenza la fanno i dettagli e gli episodi». Due stagioni fa ha vestito anche la maglia della Vogherese, che ritroverà alla penultima giornata: «Sarà una partita molto importante per me perché ho tanti amici, tra l’altro il campo si trova a 5 minuti da casa mia. Spero che quando andremo lì avranno riaperto gli stadi perché è più bello giocare col pubblico, anche se avversario. Non so che accoglienza aspettarmi, non è stato bello come si è interrotto il rapporto. Ma come si dice, si chiude una porta e si apre un portone: dopo Voghera sono andato al Derthona e abbiamo subito vinto il campionato».   A parte Alcione e Città di Sangiuliano, l’ Accademia Pavese ha già affrontato tutte le pretendenti alla vittoria finale: «Tra tutte mi ha impressionato di più il Varzi, una squadra forte in ogni reparto e infatti mi aspettavo di vederli là in alto. Anche il Sant’Angelo con noi ha giocato una gran partita, d’altronde è una corazzata». Si parla molto delle difficoltà dei ragazzi di oggi che, rispetto soltanto a vent’anni fa, hanno molte più distrazioni ma anche più strumenti a disposizione per migliorare: «Secondo me dipende tutto dalla testa di ciascun giocatore. Personalmente non mi è mai pesato rinunciare ad uscite con gli amici per fare un allenamento in più. Invece trovo molto utili le dirette delle partite, perché rivedendomi a freddo mi accorgo di tante cose che in campo mi sono sfuggite».
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