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Pontelambrese Eccellenza, Panatti a caccia di riscatto: dall'incubo di Sondrio ai primi gol in Orange

Panatti Pontelambrese Borgosesia
Dopo quattro sconfitte consecutive la Pontelambrese di Davide Rione tra domenica e mercoledì scorso ha finalmente visto la luce in fondo al tunnel e insieme a lei anche Angelo Panatti. La formazione comasca, che a inizio stagione era riuscita a riscattare il poker subito alla prima giornata contro la Vergiatese calando il tris contro il Luciano Manara, è andata in blackout nei successivi quattro match, prima di ritrovare se stessa contro Base 96 e Castanese anche grazie ai primi due gol del torneo del suo numero 10, reduce da un anno da dimenticare. «Ho passato un periodo buio a Sondrio - racconta il classe 1997 - ero stato riconfermato nella rosa, ma poi a luglio hanno ritirato l’iscrizione e sono rimasto a piedi. A maggio avevo ricevuto due o tre offerte dalla Serie D, ma per il campionato che avevo fatto con il Sondrio (eravamo arrivati quinti) avevo preferito non accettarle, così le altre squadre nel frattempo si sono messe a posto e io sono rimasto a casa. Ho visto nero, è stato un periodo in cui non dormivo la notte».   L’occasione per rilanciarsi arriva dunque da Ponte Lambro: «Li avevo contattati per potermi allenare e mi hanno chiesto se volessi rimanere, così ho deciso di scendere in Eccellenza per rimettermi in gioco». Iniziata la stagione 2020/2021 con la maglia Orange, però, il destino si dimostra ancora avverso: Panatti viene fermato dal Covid e il futuro del campionato resta in bilico per mesi, fino alla ripartenza di aprile, quando però a impedirgli di giocare è un infortunio. «Volevo che fosse l’anno della mia rivincita - racconta l’ex Borgosesia, Inveruno e Pro Sesto - ma si vede che stando fermo da mesi ho subito il carico e mi sono fatto male la settimana prima di Pasqua. Avevo già avuto problemi quando ero a Sesto e mi sono strappato di nuovo. All’inizio sembrava che avessi finito la stagione, però poi ho recuperato e sono contento di essere tornato a giocare».   Il 16 maggio, infatti, il centrocampista rivede il campo contro l’ Ardor Lazzate, ritenuta da Panatti «la miglior partita che abbiamo fatto. Abbiamo preso pali e traverse, prima in 10 poi in 9, e anche se abbiamo perso 2-0 abbiamo fatto una bella prestazione». Unica macchia della sfida per il classe 1997 è l’espulsione al 20’ della ripresa che lo costringe alla tribuna contro la Brianza Olginatese, prima del ritorno nell’undici titolare contro la Base 96, dove arriva anche il primo gol del torneo. Dopo essersi finalmente sbloccato, il numero 10 Orange va a segno anche tre giorni dopo nella pazza sfida con la Castanese, ribaltata da 1-3 a 4-3 proprio grazie alla sua rete a dieci minuti dalla fine. «Contro la Base siamo partiti forte - racconta Panatti - abbiamo gestito e affondato al momento giusto, mentre con la Castanese è stata una sfida al cardiopalma dove si è visto tanto carattere. Sono le partite più difficili perché magari sull’1-3 perdi la testa, ma quando riesci a recuperarle e senti il triplice fischio sono le vittorie più belle. Meglio però che non capiti più una situazione simile perché non sempre riesci a ribaltarle».   Due gol e due vittorie che permettono al numero 10 e alla Pontelambrese di ritrovare il sorriso dopo le difficoltà di inizio torneo: «Abbiamo vissuto un periodo negativo e ci siamo portati dietro degli strascichi. Forse ci è mancata un po’ di fiducia perché abbiamo perso 4-0 la prima partita dopo vari mesi senza calcio e la seconda l’abbiamo vinta senza fare una grande prestazione. Nelle sfide successive i primi 10 minuti erano sempre fatali, mentre con il Gavirate abbiamo perso nel finale. Riuscire almeno a pareggiarle era già diverso per l’umore».   Ora che il peggio sembra alle spalle, Panatti ha le idee chiare su come concludere la stagione: «Questo è il momento in cui non devo sedermi, risalire sarà dura perché ho ancora una sola partita a disposizione e in totale ne ho giocate cinque. Anche come squadra vogliamo fare bene. Prima del torneo eravamo partiti con l’obiettivo di provarci fino in fondo perché con 10 partite secche bastavano degli episodi come infortuni o espulsioni nelle altre squadre e potevi giocartela con chiunque, in più penso che sulla carta non siamo inferiori a nessuno. Adesso però cercheremo di fare più punti possibile, ormai non abbiamo nulla da perdere e giocheremo a testa alta fino alla fine».
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