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Vergiatese Eccellenza, l'orgoglio di Fiorito: «Nonostante tutti i problemi i ragazzi hanno dimostrato carattere e tanta qualità»

Fiorito Vergiatese
Prendere in mano una squadra a cinque giorni dall’inizio di un torneo non è mai facile, se poi il Covid ferma il tuo lavoro dopo appena due settimane e perdi pure delle pedine importanti tutto si complica ancor di più. È questo il caso di Giuseppe Fiorito e della sua Vergiatese che, nonostante le mille difficoltà, è ancora in corsa per il terzo posto. Un percorso iniziato da un giorno all’altro, come racconta il tecnico: «È stato molto complicato perché mi hanno chiamato il lunedì per il martedì, però qualche giocatore lo conoscevo già. Durante la conversazione con Cuscunà mi aveva spiegato che la squadra giocava con il 4-3-3, ma vedendo la rosa la mia idea era di giocare con il 3-5-2. In quattro allenamenti ho conosciuto i ragazzi e fin da subito ho provato a sviluppare quell’idea, loro mi hanno seguito e i risultati alla prima partita si sono subito visti».   Al debutto, infatti, la Vergiatese cala il poker sulla Pontelambrese, ma la settimana successiva cade in casa del Milano City, prima di essere fermata dal Covid. «È stata la peggiore delle nostre partite - spiega Fiorito sulla prima sconfitta stagionale - Se nei momenti complicati non hai consolidato il tuo modo di giocare e la tua identità vai in difficoltà. In quella sfida le cose si sono messe subito male e quindi quello che stavamo costruendo è crollato. Purtroppo ci si è messa anche la sfortuna del Covid e abbiamo perso sei titolari».   Il calendario diventa dunque sempre più fitto per Fiorito e i suoi che, dopo quasi un mese senza partite, si ritrovano a doverne giocare 7 in 23 giorni, con una finestra di massimo 48 ore per recuperare le forze e preparare il match successivo. «Nonostante tutti questi problemi i ragazzi hanno risposto molto bene, dimostrando di avere carattere e qualità perché abbiamo sempre giocato alla pari con tutti. L’unica partita in cui abbiamo sofferto di più è stata quella contro l’ Ardor Lazzate, dove è mancata la prestazione, ma in generale i ragazzi sono stati bravi a ricaricare subito le pile e lo staff è stato bravo a mantenere l’equilibrio nel proporre situazioni fisiche, tecniche, tattiche e mentali nello spazio di tempo a disposizione».
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