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Vogherese Eccellenza, De Toni promette: «La prossima stagione resto a Voghera, qui c’è davvero un bel gruppo»

Andrea De Toni Vogherese 2
Tra i migliori portieri del campionato spicca Andrea De Toni, numero uno della Vogherese, che insieme a Murriero del Varzi vanta la media voto più alta. Classe 1994, l’estremo difensore rossonero vanta già un curriculum importante, con 3 presenze in Serie C e 65 in D. Cresciuto nelle giovanili del Renate, dopo aver esordito in Serie D col Lecco nella stagione 2013/14, si è trasferito a Pavia in C. Il primo gettone tra i professionisti è arrivato con la maglia del Taranto, nella sconfitta per 1-0 sul campo del Melfi, in cui si è distinto parando un rigore a De Angelis. Quindi il ritorno al Fortunati in Serie D, dove ha difeso la porta azzurra da titolare per due stagioni, prima di trasferirsi alla Vogherese. Nonostante i 9 gol subiti in 8 partite, De Toni è risultato decisivo in diverse occasioni, come nel derby vinto col Pavia una settimana fa in cui ha blindato i tre punti con un salvataggio miracoloso sul colpo di testa a botta sicura di Lizzio: «Quella è stata una parata d’istinto, è stato bravo Riceputi a coprirmi arrivando per primo sul pallone e spazzando l’area. Secondo me è stato più difficile l’intervento sul tiro rasoterra di Romani nel primo tempo, perché essendo alto 1 metro e 94, non è semplice andar giù velocemente». L’estremo difensore ha salvato il risultato anche contro i “cugini” dell’ Accademia Pavese, opponendosi a Mazzocca e ripetendosi sulla ribattuta di Catania: «Era una partita particolarmente sentita da noi giocatori perché nelle loro fila ci sono tanti nostri ex».   In queste giornate, il portiere rossonero ha strappato ottime valutazioni anche in occasione di alcune sconfitte, come nella partita di Sant’Angelo dove ha parato un rigore a Panigada, oppure nella sconfitta col Varzi dove ha subito gol su due tap-in dopo parate strepitose: «Sono state situazioni abbastanza sfortunate perché in quelle circostanze è difficile respingere meglio i tiri, e purtroppo il pallone è sempre tornato sui piedi degli attaccanti. Anche in occasione del gol di Alpoli non ho grossi rimpianti, perché il rigore l’ho deviato lateralmente, poi è stato bravo lui a trovare l’angolino da posizione defilata». Quella col Pavia è stata una sfida particolare: «Là ho giocato quattro anni e ho ricordi molto positivi: sono arrivato ragazzino e sono diventato calciatore. Ero reduce da una stagione al Lecco dove non avevo fatto benissimo e ho avuto la possibilità di imparare tanto da un portiere come Facchin. Però adesso gioco con la Vogherese, quindi in un derby bisogna metterci sempre qualcosa in più. Inoltre c’erano i tifosi che si sono radunati fuori dallo stadio per sostenerci coi loro cori: questa è una piazza calda e il tifo si sente, ti dà una carica particolare. Mercoledì c’erano addirittura persone che sono venute fino a Sancolombano per vederci, nonostante fosse una partita che non contava niente».   Guardando alla prossima stagione, De Toni tranquillizza i tifosi sulla sua permanenza: «A Voghera mi trovo bene sia con la società, sia coi compagni. Qui c’è un bel gruppo come ne ho trovati pochi, forse solo a Pordenone quando abbiamo perso i playoff per salire in Serie B. Spero che si scelga di ripartire da questo blocco, aggiungendo qualche innesto per alzare un po’ il livello dell’esperienza. Oggi, infatti, siamo forse la squadra più giovani del girone. Mercoledì ha esordito addirittura un 2004, Lorenzo Villa, che voglio citare perché fa il cuoco e ha dovuto prendere ferie per venire a giocare, venendo così lasciato a casa dal lavoro. L’anno prossimo dobbiamo migliorare nella continuità di rendimento, perché contro le big abbiamo sempre giocato bene, battendo Pavia e Alcione e mettendo in difficoltà il Varzi. Però abbiamo lasciato tanti punti contro squadre meno blasonate: penso al Settimo che ha ottenuto l’unica vittoria con noi, meritandola». Circola il nome di Tomasoni come prossimo allenatore della Vogherese, che andrebbe a sostituire Martignoni: «Secondo me il mister non ha fatto male, considerando la squadra che ha avuto a disposizione e i tanti infortuni, anche se è molto giovane e penso sia consapevole che gli serva un po’ d’esperienza. Io con lui mi sono trovato bene, poi sarà la dirigenza a scegliere in base a quello che ritiene meglio per la società». C’è anche un pizzico di rammarico per non essere rimasti nel girone A come a settembre: «È un peccato perché lì c’è la Varesina che sta contendendo il primo posto alla Brianza Olginatese, pur non essendo attrezzata come alcune nostre avversarie. Il nostro è veramente un girone di ferro, basta pensare che sono già tagliate fuori società come il Codogno e il Città di Sangiuliano che hanno giocatori davvero importanti per la categoria».
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