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Gianfranco Tufo non è più l'allenatore dell'Area Calcio: «ringrazio la società per l’opportunità e le ragazze perché sono state eccezionali»

Gianfranco Tufo non è più l'allenatore dell' Area Calcio Alba Roero. Il tecnico aveva preso in mano la squadra, militante in Eccellenza, nella scorsa estate. La decisione è stata resa nota dalla società stessa attraverso un comunicato apparso sui social.
'Area Calcio comunica la decisione di cambio tecnico alla guida della formazione femminile di Eccellenza Regionale. La società desidera ringraziare Mister Gianfranco Tufo per il prezioso lavoro svolto, per la correttezza e professionalità dimostrate in questa "disgraziata" stagione interrotta per il Covid19. Augura inoltre a Gianfranco le migliori fortune per il prosieguo della sua carriera sportiva e professionale'.
Si conclude così dopo un anno l'avventura di Tufo, iniziata con tre vittorie in altrettante partite, in una stagione terminata troppo presto. Gianfranco Tufo ha così raccontato la sua esperienza fino alla mancata riconferma.

Da cosa è scaturita la decisione di interrompere il rapporto tra lei e la Femminile Area Calcio? «La società mi ha comunicato di aver optato per un’altra scelta, ritorna l’allenatore che c’era prima perché c’è la volontà di ringiovanire la squadra e molte calciatrici erano allenate da lui. Non sono stato dunque riconfermato e mi è stato comunicato. Ad ogni modo ci tengo a ringraziare la società per l’opportunità e le ragazze perché sono state eccezionali, molto disponibili, è stato un privilegio poterle allenare; peccato non sia stato possibile proseguire il campionato perché prometteva bene!».

Si aspettava una tale posizione da parte della società o sperava di rimanere alla guida anche per la prossima stagione? «Devo ammettere di non essere caduto dal pero. Già ad Aprile né io parlavo di futuro né la società, quindi era ipotizzabile si andasse per una determinata strada. Non sono rimasto sorpreso però mi dispiace per le ragazze perché secondo me si era creata una giusta alchimia, si lavorava bene, andavo con piacere all’allenamento».

La stagione era partita nel migliore dei modi, con tre vittorie su tre. Lo stop dettato dalla pandemia ha rovinato i progetti della Femminile Area Calcio? «Si dice che tre indizi sono una prova, forse non in questo caso però è stato indubbiamente un ottimo inizio. È un rammarico che insieme alle ragazze non sia stato possibile portare a compimento l’opera ma auguro loro di raggiungere tutti i loro obiettivi. Lo stop ha impedito di portare a compimento il tutto ma non posso dire ad oggi cosa sarebbe successo se si fosse proseguito».

È stato un anno difficile, come è riuscito a mantenere intatta la squadra? Cosa ha modificato nella sua impostazione di lavoro? «Non ho avuto bisogno di inventarmi nulla, ad ogni allenamento era presente quasi l’intero gruppo squadra, addirittura spesso avevamo i numeri per fare un 11 contro 11. Questo conferma il grande gruppo che eravamo, le ragazze avevano piacere a giocare a calcio anche senza lo stimolo dei tre punti. Si stava bene in campo, si giocava a calcio e si concentrata tutto sul pallone. Lavorare è stata la cosa più semplice, facevamo esercitazioni tecniche, partite a tema come se ci fosse stato il campionato, ho ridimensionato solo gli allenamenti sulle palle inattive e il lavoro a secco però abbiamo fatto molte esercitazioni tecniche dove si richiama la tattica».

Quali sono i suoi piani futuri? Allenerà un’altra squadra o vorrà prendersi un anno sabbatico? «Sinceramente non lo so, non ho l’ansia di cercare; se dovesse presentarsi qualcosa di interessante lo farei, indipendentemente dal settore maschile o femminile, o magari potrei mettermi finalmente a fare il nonno».

Quello con la Femminile Area Calcio è un addio o un arrivederci? «Spero in un arrivederci perché con la società sono rimasto in buoni rapporti, in particolar modo con i due Dirigenti Sante Sandron e Claudio Accomo. Anche con le ragazze spero sia un arrivederci, mai perdere le speranze».

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