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Eccellenza B, l'Asti torna in paraDiso: tutti i segreti del successo biancorosso

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Il cielo d’Asti è biancorosso. Questa la frase scelta dalla dirigenza per festeggiare il ritorno in Serie D. Ebbene sì, dopo aver dominato in lungo e in largo il girone B di questa Eccellenza 2.0, i galletti hanno ottenuto matematicamente la promozione nella massima categoria dilettantistica. Un successo meritato, che, molto probabilmente, sarebbe arrivato anche con la regular season. Troppo più forti gli uomini di Montanarelli, i quali non si sono scomposti dal nuovo format deciso dalla Federazione per tornare in campo ad aprile. Poteva essere un azzardo, in quanto molte concorrenti si sono rinforzate, proprio nel momento in cui i biancorossi salutavano il loro giocatore simbolo, quel Lewandowski capace di risolvere partite letteralmente da solo e che partiva verso Casale. Una scelta, alla fine, che non ha influenzato i risultati dell'Asti, ma anzi ha rafforzato un gruppo già forte. Scene già viste nel calcio. Il parallelo più facile sarebbe quello di Ibra e dell'Inter del triplete, ma quella è un'altra storia. La storia, invece, l'hanno fatta loro. L’Asti è riuscita ad ottenere la promozione in casa, davanti al suo numeroso e caloroso pubblico, tornato finalmente a ripopolare gli spalti del Censin Bosia. Lo scherzetto fatto da Magliano e compagni nel turno precedente non ha minimamente scalfito i galletti, che, contro un Chisola reduce da una buona prestazione contro il Corneliano Roero, ha fatto quello che doveva fare: vincere. Sono tanti gli artefici di questo successo (quasi) perfetto, ma una nota di merito va alla dirigenza. E’ stata proprio la dirigenza, forse, il principale autore di questa promozione. Dalla fiducia al progetto Montanarelli alla scelta di rafforzare il gruppo ad aprile, anziché sostituire il partente Lewandowski. Due momenti chiave. Perché se è vero che Roma non è stata costruita in un giorno, lo stesso si può dire per la promozione dell’Asti. Il gruppo squadra è stato plasmato ed è cresciuto in maniera esponenziale in questi quattro anni, e la fiducia nel tecnico “home made” non è mai stata messa in discussione. Una fiducia che ha ripagato alla grande, come dimostrano i risultati ottenuti nella regular season e in questo torneo Covid Edition. E poi il mercato. Chi ha visto le gare dell’Asti, lo sa bene. Il gruppo (e che gruppo) ha fatto letteralmente la differenza. Da Silvestri, vero senatore all’interno dello spogliatoio, a Piana, un punto di riferimento in campo e fuori. Giocatori di carisma, che hanno guidato i tanti giovani presenti in rosa. Basti pensare alla crescita di Masoello Perlino e Toma, due gioiellini capaci di essere determinanti nella vittoria del campionato. Un gruppo talmente coeso da abbattere qualsiasi avversario. All’inizio si pensava ad una corsa a quattro, con Canelli Sds, Albese e Pro Dronero pronte a battagliare fino all’ultimo minuto. Così non è stato. L’Asti le ha battute tutte. Sei gol fatti e zero subiti. Numeri che parlano da soli. Nonostante l’alta qualità delle rivali, nessuna è riuscita a tenere il passo dei galletti, che si sono rivelati di un’altra categoria. Ci ha provato anche il Chisola, squadra che, all’inizio del campionato, ha provato ad inserirsi tra le favorite nella corsa alla Serie D, ma anche quest’ultimi si sono dovuti arrendere. I gol di Masoello Perlino, Piana e Bandirola hanno riportato l’Asti nella categoria che, secondo Montanarelli, merita a prescindere. Adesso bisognerà aprire un nuovo ciclo. La base è solida, il condottiero è pronto a nuove sfide. Sotto il cielo d’Asti il meglio deve ancora arrivare, ma intanto si è tornati a riveder le stelle.
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