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Milano City-Varesina Eccellenza: Aiello superstar ferma Spilli grazie al fattore Alpha e consegna la Serie D alla Brianza Olginatese

Era l'incontro di cartello, forse non solo del girone, ma proprio di tutta l'Eccellenza. Non ha tradito il pronostico, offrendo agli spettatori un calcio straordinario, propositivo e mai prevedibile. Le sentenze però oggi hanno, volente o nolente, un peso maggiore dello show messo in scena dai 22 in campo: con la sconfitta odierna, la Varesina resta in Eccellenza, il Milano City si conferma terza forza del campionato e soprattutto la Brianza Olginatese è la formazione promossa in Serie D senza bisogno di spareggio alcuno. Da sottolineare ed elogiare poi un altro grande dato statistico: il Milano City chiude il girone da imbattuto nelle gare interne. È al contrario grande il rammarico che si percepisce, che quasi entra nella pelle, di una Varesina che ha condotto un girone super perdendo uno scontro diretto che pesa come un macigno e una gara, quella di oggi, nella quale la pressione era alle stelle. Doccia fredda. Un 4-2-3-1 contrapposto ad un 4-2-3-1. A fare la differenza sono però gli interpreti, gli stili e le idee in campo. La Varesina deve fare bottino pieno per andarsi a giocare lo spareggio, e comincia l’incontro dando il massimo. Aiello si affida ai propri gioielli: Faye, appunto, dirottato sulla sinistra per dialogare con Touré, mentre Mbengue viene schierato come esterno basso sinistro. Torna tra i pali anche l’estremo difensore Rinaldi, vera anima di questa squadra oltre che capitano, protagonista già al 5’ con un super intervento su Urso. Faye decide di alzare i giri del motore e di caricarsi la squadra sulle spalle. Il 10 chiede sempre palla sui piedi, punta l’uomo e si invola verso il portiere in più occasioni. Al 10’ è straordinario il dialogo Faye-Touré che libera il classe 2002 davanti a Spadavecchia, ma il tiro di mancino è impreciso. Si riprende le chiavi della difesa anche Imbriola, che guida la retroguardia con classe e personalità, non perdendo mezzo contrasto e vincendo ogni duello aereo. La voglia di vincere del Milano City è ben esplicata dall’azione nata al 15’: Urso si invola tutto solo in area ma non riesce a trovare alcuno spazio per calciare, chiuso ermeticamente dai difensori. Le conclusioni di Urso, Rebolini e Schieppati non riescono a trovare lo specchio e, se precise, si vedono però neutralizzate da un mitico Rinaldi in uscita a chiudere lo specchio. La chiave tattica di Aiello è presto rivelata: a Touré il compito di buttarsi dentro al campo tra terzino e centrale, e a Mbengue la licenza di spingere sull'out mancino. Manco a dirlo, ecco che la prima rete che gela Spilli nasce proprio così: gran palla filtrante nel corridoio per Touré, che trova tempi e spazi giusti su Nejmi e sigla la rete del vantaggio con un gran sinistro sul secondo palo. La rete fredda la Varesina, e dopo 3 minuti, su una punizione dai 20 metri, Mbengue mette all’incrocio con un sinistro magico il gol del 2-0. Le facce degli ospiti rappresentano al meglio lo stato d'animo di un gruppo che dopo 45 minuti si ritrova sotto di due reti e con l'obbligo di farne 3 per guadagnarsi lo spareggio Serie D. Montagne russe. Il discorso negli spogliatoi di Spilli rivitalizza la Varesina: bastano infatti solo 30 secondi a Mira per calciare al volo su una palla messa in mezzo alla ricerca di qualche carambola, ma la precisione manca al centrocampista. Gli ospiti si gettano in avanti alla ricerca della rete che accorcerebbe le distanze, concedendo quindi spazi che rischiano di essere letali contro la formazione di Aiello. Nejmi, dopo pochi minuti dalla ripresa, perde un pallone sanguinoso che Faye non concretizza. Al 10' la squadra di Spilli cambia assetto: dal 4-2-3-1 ad un 3-4-1-2 che permette di sfruttare al meglio la grande gamba di Amelotti sull'out destro, con Zefi, Allodi e Chiarion a sorvegliare Spadavecchia, e con la coppia Vezzi-Urso sostenuta da Anzano nei panni di regista. Intorno al 20' della ripresa, sempre sul 2-0, cominciano a scaldarsi gli animi, per via dei tanti scontri di gioco tra i 22 in campo. L'arbitro non riesce a placarli e rabbia e nervosismo, come spesso capita, sono pessimi alleati per chi deve raggiungere un obiettivo o difendere un vantaggio prezioso. Il 20' è il minuto della svolta: spazio a sinistra per Amelotti, che sfugge al duo Piras-Petriccione (entrato in campo non col piglio giusto), e cross dentro che trova Vezzi tutto solo in area: 2-1 che riaccende le speranze e annichilisce i granata. Comincia, da quel momento, un quarto d'ora di grande pressing che si concretizza al 31' della ripresa con la rete fotocopia di Kate, che riceve una gran palla da Vezzi, dopo che Dampha si era addormentato con la sfera tra i piedi. L'assedio della Varesina è concreto, con un numero spropositato di palloni che transitano più e più in mezzo all'area senza però trovare un piede che possa accompagnare la biglia oltre la riga di porta. Al 40' è surreale l'espulsione di Spilli, che toglie animo e sicurezze alla squadra, culminando in un'azione che ha del rocambolesco: Spadavecchia rinvia male su un retropassaggio che non può prendere con le mani e serve Faye che, con la classica rapidità, punta l'uomo e serve Alpha Fofana tutto solo sulla sinistra che calcia a giro sul secondo palo. E' 3-2, ed il sogno della Varesina sembra spezzato. Cinque minuti dopo è di nuovo Mbengue a chiudere definitivamente i conti: altra punizione dal limite, altro tiro fantastico, sul quale l'estremo difensore si oppone, col pallone che però secondo il direttore di gara ha già varcato la linea: 4-2 e Brianza Olginatese in Serie D.  

IL TABELLINO

MILANO CITY-VARESINA 4-2 RETI: 30’ Touré (M), 34’ Mbengue (M), 19' st Vezzi (V), 31' st Kate (V), 45' st Fofana (M), 50' st Mbengue (M). MILANO CITY (4-2-3-1): Rinaldi F. 6.5, Piras 6.5, Mbengue 7.5, Diop 6.5, Benvindo 6, Imbriola 7, Rinaldi M. 6 (13' st Petriccione 5.5), Dampha 6.5 (44' st Baresi sv), Toure 7, Faye 8 (49' st Volta sv), Sejdo 6 (36' st Fofana 7). A disp. Selva, Traina, Thiaw, Floridi, Buzzi. All. Aiello 8. VARESINA (4-2-3-1): Spadavecchia 5, Nejmi 5.5 (13' st Bellacci 6), Zefi 6, Allodi 6, Amelotti 6.5, Mira 5.5, Urso 6 (36' st Broggi sv), Deodato 5.5 (13' st Vezzi 6.5), Schieppati 6.5 (8’ st Chiarion 6), Rebolini 6.5, Anzano 5.5 (18' st Kate 6.5). A disp. Castelli, Essan, Tino, Boccadamo. All. Spilli 6.5. ARBITRO: Bronzoni di Mestre 5. ASSISTENTI: Tinelli di Treviglio e Monelli di Busto Arsizio. AMMONITI: Imbriola(M), Vezzi(V), Dampha(M), Faye(M), Allodi(V), Bellacci(V).  

LE PAGELLE

MILANO CITY Rinaldi F. 6.5 Cuore ed anima di questa squadra, il suo rientro in campo ha un peso incredibile che va oltre alla semplice prestazione sportiva, che come sempre è di grande livello. Guida i compagni, richiama le marcatura e anima il gruppo. Un vero capitano, che trasmette serenità con delle uscite sempre importanti. Mezzo voto in meno però per il rinvio coi piedi un po' sbilenco che apre la strada alla rete che fa accorciare le distanze alla Varesina. Piras 6.5 Svolge il compito con intelligenza ed efficacia. Soffre nel secondo tempo, essendo supportato meno da Petriccione di quanto facesse Rinaldi. Mbengue 7.5 A calcio si gioca in 11 e davanti, con così tanta qualità, non trova spazio. Così gioca da terzino sinistro, sfruttando a pieno lo spazio che gli concedono Faye e Touré coi loro movimenti a tagliare in mezzo al campo. Lui si prende tutti i centimetri a disposizione e soprattutto mette a segno due perle da calcio piazzato, vera e propria specialità della casa. Iconico. Diop 6.5 Polmoni e ossigeno da vendere sulla mediana. E' anche molto bravo ed intelligente a trattenere i compagni quando gli scontri con gli avversari si fanno troppo focosi, rischiando cartellini. Con Dampha forma una diga straordinaria. Benvindo 6 Fisico roccioso a servizio del reparto arretrato, non si fa mai trovare impreparato nei duelli corpo a corpo. Imbriola 7 Guida la difesa con personalità e leadership, vincendo ogni duello aereo e non perdendo nemmeno mezzo contrasto. Con lui in campo la differenza si vede. Cede al forcing della Varesina ma tiene alto il muro nei momenti più duri. Rinaldi M. 6 Non è devastante come i compagni palla al piede o in campo aperto, ma offre una gran copertura che garantisce equilibrio alla squadra. 13' st Petriccione 5.5 In una gara che regala così tante emozioni ai padroni di casa, fa male bocciare qualcuno. Il terzino però entra in campo per aiutare maggiormente Piras sulla destra, ma dalle sue parti non riesce ad arginare la cavalcata di Amelotti. Rimandato. Dampha 6.5 Genio e sregolatezza. Alterna lanci calibrati al millimetro per i propri compagni a vere e proprie defaillance che non fanno parte del suo ricco bagaglio tecnico. Un peccato, perché macchiano la sua gara e rischiano di compromettere la prova dei compagni, dato che la seconda rete nasce proprio da una palla persa ingenuamente sulla mediana. Toure 7 Dialoga splendidamente con Faye, poi scappa via alla marcatura di Nejmi realizzando l'1-0 meritato che gela il sangue nelle vene di Spadavecchia e compagni e indirizza l'incontro. Prestazione super. Faye 8 Dalla tribuna c'era chi lo chiamava "Neymar". Ironicamente, si potrebbe dire, ma nemmeno così tanto: il numero 10, top player di questa formazione, regala emozioni al pubblico e offre giocate a gogo a tutti i propri compagni. Ultima, ma solo a livello cronologico, la palla servita a Fofana dopo un dribbling da professionista. Magico. Sejdo 6 Arrivava da una doppietta a Castano che lo aveva esaltato, ma oggi i compiti richiesti e l'andazzo della gara sono diversi. Lavora bene in fase di pressione, facendo sempre una corsa in più per aiutare i compagni. 36' st Fofana 7 Entra, tocca un pallone e chiude l'incontro. Basta questo per far esultare Aiello e condannare gli avversari. All. Aiello 8 E' la superstar di giornata. Chiede ai ragazzi, come sempre, di attaccare per tutti i 90 minuti senza timori. Anche nella difficoltà del finale, pesca la carta Alpha Fofana dal mazzo che gli regala 3 punti che lo consacrano come allenatore di giornata. A fine gara, annuncia il probabile addio di fine stagione per attraccare in seconda divisione francese. VARESINA Spadavecchia 5 Sulla prima punizione di Mbengue non può far altro che sperare, mentre sulla seconda ha qualche responsabilità in più. Per uno con la sua infinita esperienza inoltre, la gestione di quel pallone nel finale che condanna al 3-2 doveva essere più accorta. Certi palloni, in alcuni momenti della partita, pesano più di altri. Nejmi 5.5 Sembra, sin dai primi minuti, poter essere la vera arma in più della Varesina in questo incontro: fisicità e corsa al servizio della difesa e della fase offensiva. Invece, dopo pochi minuti, è in balia di Faye e Touré, che gli scappa via sulla rete del vantaggio. Un vero peccato, con quel bagaglio fisico e atletico avrebbe potuto decidere le sorti dell'incontro. 13' st Bellacci 6 Svolge con efficacia i compiti richiesti da Spilli, mettendo ordine e garantendo una prestazione di livello. Zefi 6 Abile impiegato difensivo, soffre ma argina bene Sejdo. Allodi 6 Duttile in tutto il reparto difensivo, alterna palloni pregiati alla ricerca dei compagni ad errori tecnici non da lui, forse nati per via di tensione e nervosismo. Nel complesso bene. Amelotti 6.5 E' l'arma in più del finale, l'ala che ha il compito di scodellare più traversoni possibili per trovare la via della rete. Gli riesce bene e contribuisce pienamente alla rimonta, poi resa vana nel recupero. Mira 5.5 La sua non è una prova così negativa, ma le tante occasioni che sfrutta male, tra conclusioni e calcia piazzati, gli tolgono qualche punto sulla prestazione. Urso 6 Ci prova e ci riprova più e più volte, con volontà e sacrificio, senza trovare mai la via della rete. Deodato 5.5 Reduce da due gol consecutivi, non è ispirato come al solito. 13' st Vezzi 6.5 Entra e riaccende le speranze di un gruppo che sembrava affranto. Rabbioso sin dal suo ingresso, si concede anche qualche scontro con gli avversari, caricando i compagni. La sua garra e il suo gol però non bastano alla squadra di Spilli. Schieppati 6.5 Coraggio, personalità e umiltà da parte del classe 2002. Il terzino sinistro sprigiona la propria velocità più e più volte e non si fa mai trovare impreparato alle offensive di Rinaldi. Promosso. 8’ st Chiarion 6 Entra in campo e la difesa dà subito l'impressione di essere più ordinata e protetta, certamente anche per le condizioni nelle quali si era cacciata la gara. Poi il 3-2 ed il 4-2 lo obbligano ad affondare coi compagni. Rebolini 6.5 Giganteggia sulla trequarti, sentendo la partita come pochi. Si fa vedere con qualche conclusione poco pericolosa e vincendo molti duelli sulla mediana. Anzano 5.5 Grande esperienza, poco contributo in avanti. E' mancato il suo lavoro quest'oggi. 18' st Kate 6.5 Regala per qualche istante un brivido a tutta la tifoseria, un'emozione immensa ai compagni, una fiamma nel cuore dei tutti i sostenitori della Varesina. Poi giunge la doccia fredda che distrugge ogni sogno: quel gol però non va dimenticato, perché è la rappresentazione del lavoro e della fiducia che tutto il gruppo ha nei confronti della guida tecnica, nonostante l'amaro finale. All. Spilli 6.5 L'amarezza è tanta, ma un capitano come lui sa navigare anche nel mar mosso. Con la calma che lo contraddistingue pesca dalla panchina Kate e Vezzi che gli fanno toccare il cielo con un dito, salvo poi precipitare alla rete di Alpha che è obbligato a vedere da fuori per un'espulsione immeritata. Non è possibile bocciare un leader del suo calibro, che anche nel finale gestisce i sentimenti con classe e signorilità. Bronzoni di Mestre 5 Arbitraggio non all'altezza dell'incontro. Non riesce a gestire gli animi bollenti di un match di cartello.

LE INTERVISTE

Spilli, tecnico della Varesina, analizza la gara non senza amarezza: « Sulla partita c'é da dire poco. Al di la del gol su punizione, nel primo potevamo muoverci meglio. Abbiamo sbavato e siamo stati subito puniti, ma sul cuore e la grinta dei ragazzi non ho nulla da dire, anzi vanno solo ringraziati. L'impressione era che oltre che con gli avversari giocassimo contro qualcosa di più pressante e forte di noi. Il dispiacere è non averla tenuta aperta perché alla fine poteva uscire qualche situazione a favore, ma comunque perdere o pareggiare non cambiava nulla. Non era facile: giornata calda, campo impalpabile. Abbiamo dato tutto, non abbiamo rimpianti. Qual é stato il passo falso? Il percorso resta importante, abbiamo fatto solo due sconfitte. Oggi era o dentro o fuori ed è andata male. Abbiamo perso contro la Brianza Olginatese per via di due disattenzioni su angolo, ma siamo andati poi subito a vincere. Abbiamo ripreso sempre da dove avevamo lasciato nonostante i naturali intoppi. Abbiamo dimostrato grande voglia, non è il momento di analizzare gli errori. Gol dei subentrati? Grande reazione, il 2-0 non ci ha ammazzato. Il rischio del finale era calcolato, non era giornata e va bene così, fa parte del calcio. Abbiamo tanti giovani forti, guardiamo al futuro con speranza. Rosso? L'arbitro mi ha detto alla fine che ha sbagliato: ha invertito il fallo, abbiamo protestato e mi ha buttato fuori perché credeva fossi andato in campo. La segnalazione del guardalinee è stata errata. Succede. Intervallo? La squadra ha capito che doveva buttare cuore oltre l'ostacolo. Avevamo 5 punte nel finale, il rischio era calcolato. Il 2-0 ci ha spinto a rischiare tanto troppo rapidamente». Aiello, eroe di giornata del Milano City, non trattiene l'euforia: « Montagne russe? Noi facciamo un calcio dispendioso, c'è tanto caldo ed il campo non permette sempre di gestire il risultato. La rosa poi è giovane: oggi loro si giocavano il campionato, noi invece volevamo dimostrare di essere forti. Nel primo tempo abbiamo dominato, è normale essere andati in affanno dopo il loro gol e conseguente forcing. Non siamo stati presi a pallonate inoltre, penso che loro abbiano avuto solo un bel quarto d'ora ma nulla di più. La mia squadra costa un decimo delle big, per me è come vincere un campionato arrivare terzo e vincere 4-2, con tutte le difficoltà allucinanti che abbiamo avuto. Si tratta di un risultato pesante contro una squadra ai vertici. Così è stato anche contro l'Olginatese, alla quale oggi sfortunatamente abbiamo fatto un favore. L'annata è stata complicata, ma i ragazzi si sono tolti grandi soddisfazioni: ci aspettavamo più pubblico però oggi, peccato. Futuro? Andrò via molto probabilmente, in seconda divisione francese, in una squadra professionistica, portando qualche ragazzo che è qui in prestito. Durante questa esperienza ho imparato tanto: ho fatto anche il direttore sportivo quest'anno, ho imparato cose che da allenatore non si vedono. Peccato sia durato solo 10 partite, in un campionato normale avremmo potuto ambire ad altro. Non ci vogliono i soldi, non occorre fissarsi sui vecchi: fiducia ai giovani, andare a prendere chi sa giocare a calcio e coraggio alle proprie idee». Rinaldi, numero uno e capitano del Milano City: « Noi oggi abbiamo vinto il campionato, siamo arrivati terzi senza un euro. E' una gioia immensa: rispettiamo le altre squadre, ma noi abbiamo avuto mille difficoltà e le abbiamo superate in silenzio. Questa vittoria ce la godiamo a pieno».
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