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Settimo Milanese Eccellenza, Laraia promuove i biancorossi: «Bilancio positivo nonostante alti e bassi»

Giovanni Laraia Settimo Milanese
Il Settimo Milanese aveva cominciato questo campionato senza ambizioni di classifica, con l’unico obiettivo di permettere ai propri giovani di fare esperienza nell’ottica di farli maturare in vista della prossima stagione, senza sfigurare al cospetto delle tante corazzate presenti in questo girone di ferro. Risultato raggiunto pienamente soprattutto grazie all’attacco, che ha trovato la via del gol in nove gare du dieci, trascinato da Giovanni Laraia. Con le quattro reti realizzate, il classe 1994 ha chiuso il torneo al quinto posto in classifica marcatori, diventando il capocannoniere della squadra. Cresciuto nel settore giovanile dell’ Inter fino agli allievi nazionali, ha giocato poi due stagioni nella Berretti del Monza. Passa quindi al Legnano dove vince il campionato Eccellenza, conquistando la promozione in Serie D. Poi le brevi parentesi con Arconatese, Folgore Caratese e Fenegrò, quindi il trasferimento all’ Alcione, dove però non riesce a ritagliarsi lo spazio che merita collezionando soltanto 31 presenze e 4 reti in due stagioni. La scorsa estate sceglie di passare alla corte di Gianluca Invernizzi, che lo ha messo al centro del progetto biancorosso. «Ci voleva la vittoria col Sancolombano, che ci ripaga per il grande lavoro svolto in questi mesi», il commento di Laraia. «L’importante in questo campionato era fare esperienza per l’anno prossimo, anche perché avendo tanti giovani in rosa poteva andare molto peggio contro le formazioni molto più esperte e quotate del nostro girone. Invece, al netto di alcuni errori individuali, ce la siamo sempre giocata a viso aperto. Un buon risultato, considerando anche il gap di preparazione atletica. Infatti, noi ci alleniamo tre volte alla sera e con questo clima, giocando di pomeriggio, diventa complicato tenere botta per tutti e 90 i minuti. Specialmente contro avversari che si allenano quattro/cinque volte a settimana nella fascia pomeridiana. Noi ci mettiamo il massimo dell’impegno per fare in modo che la domenica non si noti questo divario».   In questo campionato la squadra ha fatto tanto bene in fase offensiva, quanto male i quella difensiva, subendo ben 32 reti. Problema che Laraia non imputa alla sua retroguardia: «Anche il mister è contento dei movimenti in avanti perché riusciamo quasi sempre a segnare, ma sono il primo ad assumermi le colpe per i gol presi. Nel calcio moderno un attaccante deve essere il primo difensore. Anche se possono esserci errori individuali, si difende e si attacca tutti insieme quindi le responsabilità sono di tutti, nel bene e nel male». Chiudere al quinto posto in classifica marcatori, davanti a tanti centravanti più quotati come Bertani e Bahirov, è motivo di soddisfazione per l’attaccante biancorosso: «Sono contento del bottino personale, anche se quello che più conta sono i risultati di squadra. A parte quello fortunoso col Città di Sangiuliano, sono state tutte situazioni provate in allenamento. Non è un caso che siano arrivati sempre con azioni sulla destra e io che mi sono fatto trovare pronto in area a finalizzare sul secondo palo. Quando attacchiamo da sinistra, invece, spesso l’azione si conclude in altre maniere. Ci fa piacere quando si avverano situazioni testate in settimana perché gratifica per il lavoro svolto».   Con Codogno e Varzi, Laraia ha sbloccato subito la partita portando avanti i suoi, anche se in entrambe le occasioni il Settimo Milanese ha subito la rimonta degli avversari: «Andare subito in vantaggio è bello perché galvanizza, anche se poi c’è tutta la partita da giocare e non è sempre facile amministrare il risultato. Coi granata, ad esempio, tutto ci stava girando bene col gol immediato e l’espulsione di Dragoni, poi ci siamo abbassati un po’ troppo e l’inerzia è cambiata. A un certo punto anche gli episodi hanno iniziato a girare a nostro sfavore, infatti abbiamo chiuso in nove». Guardando alla prossima stagione, l’attaccante non ha dubbi su cosa serve per migliorare: «Secondo me la rosa va integrata con qualche tassello, poi sta a noi lavorare per ottenere i risultati imparando a tenere alta la concentrazione per tutti i 90 minuti. La cosa più importante è che si torni verso la normalità riuscendo a giocare un campionato regolare». Ripensando a queste giornate ha un solo rimpianto: «In questo girone eravamo forse la squadra meno quotata, quindi speravo che gli avversari ci sottovalutassero permettendoci di fargli lo sgambetto. Invece è accaduto soltanto poche volte e siamo sempre riusciti ad approfittarne. L’anno prossimo, invece, mi piacerebbe che gli avversari iniziassero anche a temerci un po’».
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