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Vergiatese Eccellenza, Mammetti e i colori granata nel destino: dal rinvio con l'Ardor Lazzate a capocannoniere di Fiorito

Mammetti Vergiatese
La stagione di Giacomo Mammetti è ricominciata lì dove si era interrotta: a Vergiate. Dopo una stagione di Serie D conclusa con il Milano City e la retrocessione anticipata a causa dello stop del campionato, il classe 1988 è ripartito dall’Eccellenza indossando la maglia dell’ Ardor Lazzate. Un’avventura, però, bloccata alla quarta giornata, quando i gialloblù avrebbero dovuto affrontare quella Vergiatese che ora lo vede tra i protagonisti della formazione granata. Un passaggio da una squadra all’altra del Girone A dovuto anche a una new entry in famiglia, come racconta l’attaccante: «A ottobre mi è nata la bambina, quindi ho guardato anche il lato economico visto che non si lavora e sono mesi difficili per tutti. Non si sapeva nemmeno se le squadre sarebbero ripartite, il Lazzate era in dubbio e non si sapeva con che tipo di budget avremmo ricominciato. Alcune squadre di Serie D mi hanno cercato a febbraio, però non mi sentivo pronto fisicamente. Stavo dunque valutando Club Milano e Vergiatese, ma Vergiate era più vicino, conoscevo già Lorusso e mi è piaciuto tanto Tosca, che mi aveva cercato già ad agosto».   L’arrivo in granata avviene sotto la guida di Paolo Tomasoni, ma a cinque giorni dall’inizio del torneo la panchina passa nelle mani di Giuseppe Fiorito. Un cambiamento repentino, anche dal punto di vista tattico, che Mammetti racconta così: «Ho un buon ricordo di Tomasoni, l’ho sentito anche dopo qualche partita e siamo rimasti in buoni rapporti. Sicuramente non è stato facile per noi, però Fiorito è una persona estremamente intelligente. E’ entrato in punta di piedi e ha subito trovato il feeling con i giocatori, che è molto importante. Con lui abbiamo cambiato modulo, anche se non abbiamo le caratteristiche per un 3-5-2 e forse lo sa anche il mister, però penso sia quello con cui ha sempre lavorato e probabilmente avremmo fatto meglio senza alcune assenze».   A fine aprile, infatti, varie positività condizionano il torneo della Vergiatese che da metà maggio gioca 7 partite in 3 settimane, pagando dazio soprattutto nelle sfide con Brianza Olginatese e Base 96, terminate senza reti all’attivo. Un dato influenzato sia dalle già citate assenze, vedi quella di Scapinello, che dalla condizione fisica, come sottolinea il capocannoniere dei granata: «Sicuramente Dennis è uno che in questa categoria fa la differenza. Ho molta stima di lui e di sicuro la sua assenza ha pesato, ma abbiamo pagato soprattutto la preparazione fisica perché siamo stati fermi per due settimane e cercare di dare lo strappo in più non era facile. C’è stata anche dell’imprecisione sotto porta, mia in primis, condita anche da un po’ di sfortuna. Non ci sono alibi, però in questa situazione borderline ci si è messo di tutto».   Un po’ di rammarico per non aver potuto competere al massimo delle proprie chance fino alla fine sembra emergere dalle parole di Mammetti, che afferma: «Penso che probabilmente eravamo la terza squadra del girone a carte fatte. Con il senno di poi se non avessimo preso il Covid forse avremmo avuto quei 4/5 punti in più e avremmo consolidato il terzo posto. Magari avremmo anche pareggiato con la Brianza Olginatese, cosa che abbiamo fatto con la Varesina nonostante il turnover, però con i se e con i ma non si vince. Fiorito è stato bravo a far riposare alcuni giocatori e mettere tanti giovani, ci stava dopo tutte quelle partite, e secondo me abbiamo fatto un torneo in cui non abbiamo regalato niente a nessuno. Il bello del calcio è fare il proprio percorso senza guardare gli altri».   Dal punto di vista personale, invece, Mammetti si era presentato a Lazzate senza una cifra particolare di gol da raggiungere, ma con la volontà di fare meglio rispetto alla stagione 2019/2020. Un obiettivo difficile da raggiungere con poco più di una dozzina di partite a disposizione tra settembre e giugno, ma quasi centrato grazie ai sei gol siglati con la Vergiatese, suddivisi tra Pontelambrese (doppietta all’esordio), Gavirate, Sestese e Luciano Manara (doppietta). Numeri che, però, non sono il focus principale del classe 1988: «L’anno scorso ne ho fatti 8 tra Luparense e Milano City e forse avrei chiuso a doppia cifra inoltrata. In questa stagione ero anche partito bene, ma non vivo per i gol». Gol che a dati fatti non sono comunque mancati nel torneo di Mammetti, secondo nella classifica marcatori a pari merito con Pizzini e alle spalle solo di Caraffa.
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