Cerca

Eccellenza

Lumezzane, rebus in panchina: a poco più di un mese dall'inzio dei campioanti tutto tace, ecco i papabili

Si rincorrono tanti nomi ma la società valgobbina non ha ancora sciolto le riserve sul nome della prossima stagione, tra i tecnici in corsa Delpiano, De Paola e due outsider dal passato rossoblù: Antonioli e Cassetti

Simone Pesce

Simone Pesce, centrocampista d'esperienza del Lumezzane

Impazza il totonomi. Ancora nessun comunicato ufficiale dal Lumezzane circa la guida tecnica, ancora nessuna fumata bianca, da quelle parti tutto tace. Dopo l’addio di Marius Stankevicius, volato in Lituania per dedicarsi interamente all’Under 21 del suo paese, i rossoblù sono privi di allenatore e quando siamo vicini alla ventina di giorni trascorsi non si è ancora chiarito chi possa prenderne il testimone. Intanto il tempo passa. Il campionato non è alle porte, ma la preparazione sì, comprese le coppe. Ma d'altronde questa è una scelta difficile e molto delicata, una scelta che la società non vuole sbagliare. Le dirette concorrenti, nel frattempo, hanno già risposto con nomi altisonanti (leggasi Sergio Volpi al Ciliverghe). Ma dopo l’ultimo spareggio-maledizione, in un campionato che si preannuncia quasi “regolare”, l’obiettivo promozione non può di certo essere lasciato al caso. Meglio soppesare bene ogni possibile soluzione, anche se a breve dovrebbe arrivare la svolta.

I nomi. Il nome più probabile, quello che nelle ultime settimane si sta costantemente rincorrendo sulle cronache, è quello di Alessio Delpiano, allenatore libero sulla piazza dopo l’esperienza al Valcalepio risalente all’ultimo campionato d’Eccellenza. Per lui già quasi un quindicennio alle spalle con alterne e diversificate fortune su tante panchine, un’andirivieni fra Lecco, Olginatese, Monza, Pro Sesto e Castiglione. In quest’ultima piazza, nel 2015, vinse l'Interregionale portando la squadra mantovana in Lega Pro. Un mese più tardi passerà nel Monza, dove vivrà l’apice della carriera, per la mancata iscrizione della squadra virgiliana, ripartita in seguito al fallimento dalla Terza Categoria. Data la sua grande esperienza, potrebbe essere il nome più indicato per una stagione regolare, il classico usato sicuro senza rischi eccessivi, né fiaschi. E anche se la sua sarebbe un’inedita apparizione al Saleri (non vi ha né giocato né allenato), i colori rossoblù gli hanno sempre portato fortuna. Il fatto di non essere ancora stato ufficializzato, però, potrebbe far propendere la società per altri candidati.

Gli ex. Infatti, il club sarebbe tentato da altre soluzioni e potrebbe cercare un volto più rappresentativo, uno con i colori già tatuati sulla pelle. Un’ex Lumezzane, per intenderci. E i nomi in questo caso si sprecherebbero. Secondo i ben informati, i tre più papabili in quest’altro caso, chi per una ragione chi per l’altra, sarebbero Luciano De Paola, Mauro Antonioli e Marco Cassetti. Il primo già nella vallata in Lega Pro a cavallo del 2017, quando subentrò in ottobre ad Antonio Filippini salvo poi essere a sua volta sostituito nel febbraio successivo da Mauro Bertoni. Non un precedente esaltante, quindi, anche se il suo nome è stato accostato a Delpiano fin dalla prima ora ma - come per il collega - il tempo non sembrerebbe giocare a suo favore. Per Mauro Antonioli, invece, discorso differente. In questo caso la maglia del Lume è stata anche indossata direttamente nelle stagioni intercorrenti fra il ’96 e il ’99, nei gloriosi anni del professionismo. Presenze 58 e reti 9 il suo personale bilancio complessivo da quelle parti. Da allenatore tanta Romagna, poi Reggio Audace e Fermana: tra D e C queste due ultime esperienze. Se ne è andato da Fermo con l’esonero a fine 2020, e il Lume lo sta soppesando fra i possibili candidati. Due considerazioni, la prima di carattere logistico: Antonioli non si è mai allontanato troppo dalla Romagna per allenare. La seconda di natura scaramantica: col Lume da giocatore ha perso tanti spareggi… tasto dolente da quelle parti.

Il debuttante. E se Antonioli non sa da farsi, e Delpiano e De Paola non convincono, chissà che non possa essere Mauro Cassetti il nuovo manager. Lui è il rossoblù per eccellenza fra i nomi sopra elencati. Bresciano, classe ’77, militò nelle giovanili ed esordì con i grandi prima di passare a farsi le ossa nel Montichiari. Tornò in Val Gobbia per totalizzare 50 presenze condite anche da 3 marcature come difensore o centrocampista. Quindi carriera stellare passata per Verona, Lecce e Roma, con addirittura una tappa in Premiership (secondo livello inglese), nel Watford, prima di chiudere con il calcio giocato in riva al Lario. Dimenticavo, 5 presenze e un gol con la Nazionale. Cassetti sarebbe il profilo ideale per l’anno della riscossa, uno spot per il territorio, la classica candidatura in grado di agitare antichi sentimenti quali appartenenza e orgoglio, identità e tradizione. I suoi trascorsi di gioventù lo relegano di diritto fra le leggende valgobbine, e questa storia avrebbe tutti i crismi per diventare degna delle migliori “sequel”, con l’aggiunta di un nuovo capitolo. Dal settembre 2020 Cassetti è anche entrato in possesso dell’abilitazione Uefa Pro, niente male verrebbe da dire. Controindicazioni? Forse una, quella che sarebbe al debutto in panchina come primo allenatore. In tal caso per lui sarebbe un secondo debutto… altrimenti, che sequel sarebbe?

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Sprint e Sport

Caratteri rimanenti: 400