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Amichevole

Pavia-Foggia: gli azzurri reggono un tempo, poi una doppietta di Merola regala la vittoria ai rossoneri di Zeman

Un sontuoso Della Volpe guida la difesa di Albertini, che dovrà fare i conti con gli infortuni di Andrea Ottonello e Michael Corio

Pavia Foggia amichevole

Prima uscita stagionale per il Pavia targato Omar Albertini, che inaugura la sua avventura sulla panchina azzurra con una sconfitta per 2-0 contro il Foggia di Zdenek Zeman. A decidere la sfida una doppietta nella ripresa di Davide Merola, attaccante classe 2000 scuola Inter. I padroni di casa disputano una partita molto generosa, col nuovo acquisto Matteo Della Volpe sugli scudi, ma alla distanza devono cedere il passo di fronte al maggior tasso tecnico e ad una condizione migliore da parte degli avversari, che beneficiano di una settimana in più di preparazione nelle gambe. La nota negativa per i pavesi sono gli infortuni occorsi ad Ottonello, fermato nel riscaldamento da un fastidio muscolare, e Corio, costretto ad uscire dopo appena un quarto d'ora per un problema al ginocchio destro. Uscito in barella, si teme per il legamento crociato.

Albertini sorprende tutti schierando la squadra col 3-4-3: il giovane Guarino tra i pali; linea difensiva composta da Galimberti, classe 2003, e gli ex Alcione Della Volpe e Cornaggia; in mediana la coppia Bargiggia-Corio, con Negri sulla fascia destra e Lizzio su quella sinistra; Bellantoni al centro del tridente, supportato da Cupello e Donadio. Assente Romanini insieme ad alcuni pezzi pregiati del mercato azzurro, come Zingari, Amelotti e Boari. Gli ospiti si schierano col classico 4-3-3 zemaniano: Alastra in porta; Martino, Sciacca, Markic e Nicoletti in difesa; Rizzo Pinna, Petermann e Rocca a centrocampo; Merkaj, Ferrante e Curcio in attacco.

Zeman

Corio sfortunato. Il primo tempo è condizionato dal gran caldo e dalla preparazione che ha appesantito le gambe dei giocatori, pertanto nei primi venti minuti succede molto poco: le uniche occasioni capitano sui piedi di Merkaj prima e Curcio poco più tardi, ma entrambi non riescono a inquadrare lo specchio della porta da buona posizione. L'evento più significativo è pertanto l'infortunio dello sfortunato Corio, costretto a lasciare il campo. Al suo posto entra Giugno, un altro calciatore proveniente dall'Alcione, che va a posizionarsi largo a destra facendo scalare Negri in mezzo accanto a Bargiggia. Dopo il cooling break il Foggia alza il pressing e prova a schiacciare il Pavia nella sua trequarti. A cambiare l'inerzia della gara è Petermann, che riesce a liberarsi del pressing avversario e a smistare i palloni ai compagni con maggior continuità. La palla buona capita a Rocca che entra in area dalla sinistra e calcia a botta sicura: il tiro, sporcato da un difensore, s'impenna e si stampa sulla traversa. Nel finale di primo tempo grande occasione per Merkaj, che salta Guarino in uscita ma a porta vuota non riesce a inquadrare lo specchio.

Merola scatenato. Molti i cambi nell'intervallo: nel Pavia entrano Nucera, Davenia e Margarita per Cupello, Galimberti e Guarino; Zeman inserisce Merola, Vigolo e Garofalo per Merkaj, Ferrante e Rizzo Pinna. La ripresa si apre coi padroni di casa vicini al vantaggio con Donadio, liberato in area da un rimpallo, il cui tiro s'infrange sulla traversa. Scampato il pericolo, il Foggia torna a farsi minaccioso con un gran tiro da fuori di Petermann che accarezza il palo alla destra di Margarita. È il preludio al vantaggio ospite, che arriva al 12' con una sassata di Merola dal limite dell'area dopo una bella triangolazione con Curcio. Il gol scuote i rossoneri che attaccano con sempre maggior vigore, ma prima Garofalo non trova la porta da due passi su calcio d'angolo, poi Rocca accarezza l'incrocio dai venti metri dopo aver rubato palla a Bargiggia sulla trequarti offensiva. Col passare dei minuti si fa sempre più insistente la spinta dei ragazzi di Zeman, che sfiorano il raddoppio con Tuzzo su cross di Martino e con Petermann su punizione. Per il Pavia si rende pericoloso Bargiggia dopo una punizione calciata da Nucera, ma Alastra blocca comodamente a terra. La girandola di cambi permette ad Albertini di dare spazio a tutti i suoi effettivi, mentre negli ospiti resta in panchina soltanto Pompa. Nel recupero c'è tempo per la doppietta di Merola, che sugli sviluppi di un corner è rapace nell'avventarsi sulla deviazione di Markic e battere Margarita da due passi. Il precampionato degli azzurri continuerà con la sfida al NibionnOggiono il prossimo 12 agosto, mentre per la prima partita ufficiale bisognerà aspettare fino al 12 settembre, giorno della trasferta di Coppa Italia di San Colombano al Lambro. Comincerà molto prima, invece, la stagione del Foggia, che esordirà in Coppa già sabato 21 agosto contro la Paganese.

IL TABELLINO

PAVIA-FOGGIA 0-2
Reti (0-2): 12' st e 46' st Merola (F).
Pavia (3-4-3): Guarino (1' st Margarita), Negri (26' st Porcella), Lizzio (28' st Feninno), Della Volpe, Galimberti (1' st Davenia), Cornaggia (30' st Abbà), Donadio, Bargiggia, Bellantoni (33' st Montanaro), Cupello (1' st Nucera), Corio (15' Giugno). All. Albertini.
Foggia (4-3-3): Alastra (38' st Dalmasso), Martino, Nicoletti (16' st Di Jenno), Petermann, Markic , Sciacca, Merkaj (1' st Merola), Rizzo Pinna (1' st Garofalo), Ferrante (1' st Vigolo), Curcio (26' st Tuzzo), Rocca (16' st Gallo). A disp: Pompa. All. Zeman.
Arbitro: De Angeli di Abbiategrasso

I MIGLIORI

Della Volpe (Pavia): conferma quanto di buono fatto vedere nello scorso campionato con l'Alcione mettendo la museruola prima a Ferrante e poi a Vigolo, che non riescono mai a superarlo.

Merola (Foggia): decide la gara entrando dalla panchina grazie a una fiammata e a un gol da grande opportunista. Se prende fiducia può diventare l'arma in più della squadra di Zeman.

LE INTERVISTE

Omar Albertini (all. Pavia): «È stata la nostra prima partita tutti insieme, sono soddisfatto di alcune cose e ho visto dei buoni spunti su cui proseguire il lavoro. Abbiamo dei giocatori importanti per la categoria, non siamo ancora al completo e questo mi fa ben sperare. Peccato per gli infortuni a Ottonello e Corio, avevamo già perso Maggi durante la preparazione». Riguardo allo schieramento tattico, il tecnico ha spiegato: «In questo momento dobbiamo provare alcune cose. Oggi abbiamo giocato col 3-4-3 ma per me contano i principi, poi i numeri li lascio a voi che vi piacciono. A me piace vincere le partite, quello che sarà più efficace per farlo lo metteremo in campo. Io credo che tutti i ragazzi oggi hanno fatto una buona prestazione. Non dimentichiamoci che ci sono due categorie di differenza, loro sono professionisti che hanno cominciato anche prima di noi. Abbiamo fatto tutti delle cose buone e tanti anche degli errori. Dobbiamo migliorare ma credo che quella di oggi sia una buona base da cui partire col lavoro. Sappiamo che possiamo fare ancora qualcosa sul mercato, quindi se ci sarà l'opportunità credo che questa squadra verrà migliorata». A condizionare il ritmo della partita anche il caldo, decisamente superiore a quello incontrato dalla squadra nel ritiro di Chatillon: «In Val d'Aosta ci siamo trovati molto bene, sia per il clima che per le strutture. Questo ci ha permesso di arrivare oggi ben allenati. Di questo devo ringraziare la società. Sono contento di cominciare una settimana dopo con la Coppa perché per un allenatore è sempre meglio avere più tempo a disposizione per lavorare. Riguardo al campionato, io credo che il girone A sia storicamente quello più difficile della Lombardia. Quest'anno ho visto tante squadre rinforzarsi, quindi credo che sarà un torneo di alto livello». L'allenatore non nasconde le ambizioni: «Il Pavia parte sempre coi favori del pronostico».

Conferenza stampa Pavia-Foggia

Zdenek Zeman (all. Foggia): «Abbiamo appena terminato la preparazione atletica: non riusciamo a camminare, figuriamoci a correre. Siamo tornati a giocare qua dopo trent'anni: anche allora era finita 2 a 0 ma quella volta giocammo contro il Pavia e contro le zanzare. Stavolta abbiamo affrontato soltanto il Pavia. In queste partite non mi interessa studiare gli avversari, dobbiamo soltato cercare di trovare i nostri meccanismi. Non sempre è andata bene, però alcune occasioni le abbiamo create mentre il nostro portiere è rimasto inoperoso. In questo momento riusciamo a giocare meglio nel secondo tempo, forse per i cambi o forse perché accusiamo la fatica meno dei nostri avversari. Oggi va di moda la costruzione dal basso ma a me non piace, io ho sempre chiesto di verticalizzare appena recuperata palla: più tempo palleggiamo e più diamo modo agli avversari di schierarsi in difesa». Recentemente il tecnico boemo ha reso pubblica l'intenzione di voler smettere di allenare se chiuderanno di nuovo gli stadi. A questo proposito ha spiegato: «Per me il calcio senza la gente non ha senso, sembrano tutte delle amichevoli. Senza i tifosi non ci sono emozioni da regalare e per me non è calcio, lo si fa solo per i soldi».

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