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L'intervista

Verbano, Alex Okaingni sulle orme di Theo Hernandez: «Mi piace per come accompagna sempre le azioni offensive della squadra»

L'esterno è uno dei protagonisti della formazione di Galeazzi in questo inizio di stagione, in cui ha già realizzato tre reti

Settimo Milanese Verbano Eccellenza - Verbano

L'undici rossonero che ha espugnato Settimo Milanese. Col numero 4 Alex Okaingni, il quarto in basso da sinistra

Domenica scorsa il Verbano ha centrato la prima vittoria della stagione superando a domicilio il Settimo Milanese. Un risultato molto importante soprattutto a livello psicologico, che potrebbe sbloccare la formazione di Galeazzi dopo un avvio difficile che l'ha vista uscire subito dalla Coppa e raccogliere appena un punto nelle prime due giornate di campionato. Tra i protagonisti assoluti dei rossoneri in queste prime settimane c'è Alex Okaingni, centrocampista classe 1999 che ha già realizzato 3 gol, compresa la doppietta necessaria a rimontare la Base 96 all'esordio.

Domenica siete riusciti a conquistare tre punti pesanti in trasferta contro una diretta concorrente per la salvezza. Quanto era importante sbloccarsi anche sotto l'aspetto psicologico?
«Sono contentissimo perché stiamo lavorando bene e pian piano stanno uscendo i frutti del lavoro. La vittoria con il Settimo ci è servita per darci fiducia in vista delle prossime partite. Per caricarci prima del match, il mister ci ha raccontato aneddoti di quando giocava e ci ha stimolati a dare tutto, non soltanto per noi stessi o per il gruppo ma anche in chiave futura. Infatti siamo tutti molto giovani e la nostra ambizione non dev'essere soltanto quella di riuscire a far bene quest'anno, ma anche di provare a raggiungere la categoria superiore».

La società ha scelto di non disputare il mini torneo la scorsa primavera. Pensi che in queste prime settimane l'avete pagato a livello di preparazione fisica?
«Sinceramente non credo, perché io e molti miei compagni siamo comunque andati in prestito e abbiamo partecipato alla competizione. In ogni caso non ho visto una gran differenza a livello atletico con quelli che invece sono rimasti fermi».

In sei partite hai già segnato tre gol, uno più bello dell'altro. Se dovessi sceglierne uno, per quale opteresti?
«Per me il gol più bello è stato quello contro il Gavirate in Coppa. Il mister mi ha schierato mezz'ala per far riposare alcuni miei compagni e da venticinque metri ho fatto partire un tiro rasoterra che si è insaccato all'angolino. Lo ricordo piacevolmente anche perché giocavo fuori posizione: infatti preferisco stare più largo sulla fascia rispetto al centro del campo, per avere più spazio da attaccare e far valere le mie doti nella corsa».

C'è un calciatore che ammiri particolarmente e a cui t'ispiri?
«Si, mi piace tantissimo Theo Hernandez del Milan, un terzino che spinge parecchio. A me piacerebbe giocare in questo modo, da esterno basso ma con la possibilità di accompagnare costantemente l'azione. Mi piace anche fare il quinto di centrocampo, come Gosens, ma in questo caso avrei più campo da coprire e di conseguenza maggiori responsabilità. Anche a livello fisico è un ruolo più pesante, perché bisogna essere sempre presenti sia in fase offensiva sia in fase difensiva».

Quale obiettivo vi siete posti per questa stagione?
«Noi dobbiamo pensare innanzitutto a salvarci, poi tutto quello che arriva in più è di guadagnato. A livello personale invece vorrei dimostrare di meritare il salto di categoria per andare a giocare in Serie D».

Quali sono gli aspetti dove ritieni di avere più margine di miglioramento e quali invece i tuoi punti di forza?
«Tatticamente e tecnicamente devo migliorare tantissimo. A livello fisico e di potenza invece penso di essere abbastanza vicino al mio limite. Infatti la corsa, la forza fisica e l'aggressività sono le mie caratteristiche migliori».

Oltre al tiro dalla distanza, come ha già dimostrato in queste prime partite.

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