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L'intervista

Sant'Angelo, Vaglio ha le idee chiare: «La vittoria sull'Offanenghese è stata il nostro crocevia»

L'esterno rossonero lascia da parte i gol delle ultime settimane e mette nel mirino l'obiettivo di squadra: la Serie D

Vaglio Sant'Angelo

Riccardo Vaglio, protagonista con la maglia del Sant'Angelo

Gol del vantaggio nel derby con il Sancolombano, doppietta decisiva nel big match con l'Offanenghese e tripletta nel successo XL in casa della Speranza Agrate, per un totale di 6 reti in 3 giornate. Sono questi i numeri con cui Riccardo Vaglio ha contribuito alla risalita del Sant'Angelo dopo le sconfitte con AlbinoGandino e Pontelambrese, intervallate dal successo in rimonta sulla Luisiana, tramutato però dal Giudice Sportivo in un'altra sfida da 0 punti guadagnati. Un netto cambio di marcia in zona offensiva dovuto a un cambiamento nello scacchiere rossonero, come spiega il classe 1993: «Le prime 8 partite le ho giocate da mezzala, mentre le ultime 4 da esterno alto, quindi riesco a trovare con più facilità la rete o l'assist. Anche nello scorso campionato avevo fatto la mezzala, però posso ricoprire più ruoli. Dove serve, io gioco». Nonostante il rinnovato feeling con la porta, la priorità dell'ala rossonera è un'altra: «L'obiettivo non è quello personale, ma assolutamente quello di gruppo. Preferisco fare assist, anche se ti fanno passare in secondo piano perchè il gol lo vedono tutti. Mi rende più orgoglioso servire un compagno, infatti sono un esterno che gioca sul suo piede forte e non a piede invertito».

Parlando dei traguardi della squadra, Vaglio torna sulla promozione sfumata l'anno scorso per due soli punti e rimasta l'obiettivo da perseguire in questa stagione: «Quando sono arrivato qua da Sondrio ho detto al Presidente che avremmo fatto di tutto per portare questa squadra in Serie D, e questa è la speranza e la promessa che faccio ai tifosi perché non si meritano l'Eccellenza. L'anno scorso si è parlato di "Disastro Sant'Angelo", ma non si può giudicare un campionato così corto e in cui hai comunque fatto 20 punti in 10 partite. Ci siamo rimboccati le maniche e devo dire che è stata allestita una squadra veramente competitiva. Non manca niente per fare bene, però dobbiamo dare qualcosa in più per cercare di arrivare in D».

Una strada quella verso la promozione che i barasini hanno intrapreso dopo un momento di sbandamento dal punto di vista dei risultati, con le sconfitte contro AlbinoGandino e Pontelambrese, sul campo, e con la Luisiana a tavolino, tutte nella stessa settimana. Il momento chiave in questo avvio di campionato, però, secondo Vaglio è un altro: «Con l'Albino è stata la tipica giornata sbagliata, quella in cui non riesci a segnare e subisci dei gollonzi, mentre a Ponte Lambro la sconfitta è arrivata dopo 5 partite in 2 settimane perchè avevamo giocato anche il recupero con lo Scanzorosciate. Lì ne prendi 3 in dieci minuti e non riesci a reagire perchè sei stanco, non mi aveva preoccupato come partita. Il crocevia è stato la vittoria sull'Offanenghese. Loro sono una squadra veramente forte, piena di ragazzi di altre categorie. Arrivavano da primi in classifica e potevano darci una botta morale mandandoci a -8. Noi arrivavano dalla penalizzazione e potevamo naufragare, invece in quel momento abbiamo girato tutto e siamo andati a -2. Quella è stata la partita chiave, quella che ci ha dato la consapevolezza dei nostri mezzi. È il primo crocevia della nostra stagione, quella che l'ha svoltata in maniera positiva, anche se siamo solo all'inizio».

Lasciato alle spalle il netto successo di domenica sul Mariano, ora Vaglio e il suo Sant'Angelo sono attesi dall'ultimo tour de force prima della pausa. Manara, Mapello, Lemine Almenno e Codogno, oltre al turno infrasettimanale con il Castelleone dell'8 dicembre, una serie di sfide d'alta quota che secondo il classe 1993 va affrontata «con voglia di vincere e pensando una partita alla volta perchè la vittoria non è mai scontata. Il girone mi sembra molto livellato, bisogna ragionare gara dopo gara, poi il 19 dicembre vedremo cosa siamo stati capaci di portare a casa. Dobbiamo avere quasi più paura di quelle dietro che di quelle davanti perchè la classifica dice che abbiamo fatto fatica con chi abbiamo le spalle, quindi dobbiamo stare sul pezzo e non pensare a cose personali, ma al gruppo. Non vivo per il gol, ma per vincere».

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