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L'intervista

AlbinoGandino, la certezza Carrara: «Giocare come quinto una sorpresa, ma i risultati stanno arrivando»

Sacrificio e giovani che fanno la differenza le armi dei bergamaschi secondo il difensore, punto fermo da ormai sei stagioni

Carrara AlbinoGandino

Francesco Carrara, tra i giocatori più impiegati di tutto il Girone B

Cinque risultati utili consecutivi, quattro porte inviolate di fila e imbattibilità del Mapello infranta: con questi tre tasselli si può ricostruire l'ultimo mese e mezzo del 2021 dell'AlbinoGandino, squadra più in forma tra quelle a ridosso della zona playoff. Un filotto positivo merito soprattutto di una fase difensiva impeccabile, capace di frenare anche il Lemine Almenno e in cui spicca il contributo di Francesco Carrara, tra gli onnipresenti del girone e pedina imprescindibile nello scacchiere di Radici, che l'ha adattato a un nuovo ruolo vista l'emergenza infortuni. «Questo per me è il sesto anno in Prima Squadra e ho iniziato facendo il terzino destro, - racconta il classe 1998, cresciuto nel settore giovanile dell'allora Gandinese, prima della fusione con l'Albinese - poi negli ultimi anni sto giocando più da centrale. Quando siamo passati alla difesa a 5 viste le assenze a centrocampo e la natura più difensiva di chi era disponibile, il mister mi ha schierato come quinto, ruolo che non avevo mai ricoperto e infatti anche il resto della squadra è rimasta sorpresa dalla sua scelta. Io non sono un terzino di spinta, prediligo l'intelligenza tattica quindi gioco molto sulla posizione in campo e sugli anticipi perchè penso che se ti trovi nel posto giusto hai già fatto metà del lavoro, soprattutto se sei un difensore. A cinque invece devi spingere molto di più e la corsa non è il mio punto forte, però i risultati stanno arrivando».

Un buon momento che nasconde dunque un brutto periodo dal punto di vista degli assenti, tra cui rientra anche Savoldelli. «È il nostro leader dentro e fuori dal campo. - spiega Carrara - Sul rettangolo di gioco si sentiva la sua presenza, però la sua mancanza è stata supportata dal gruppo. Abbiamo attraversato una fase in cui appena rientrava qualcuno si faceva male qualcun altro, una problematica un po' di tutti alla fine, però abbiamo tratto forza dall'amicizia che si è creata tra i vari componenti della squadra e ognuno di noi ha dato il 100%, anche chi si è ritrovato fuori ruolo vista la situazione. Siamo una famiglia che si aiuta anche nei momenti di difficoltà, poi c'è uno zoccolo duro che si conosce da tanto e sa come comunicare, integrando così anche i più giovani».

Quote che secondo il difensore stanno facendo la differenza rispetto alle scorse stagioni, vissute più a ridosso della zona playout: «Abbiamo sempre vissuto dei momenti buoni o meno buoni, ma quest'anno il nostro punto di forza è che tutti gli Under sono giocatori di qualità. In sei anni poche volte ho visto ragazzi così forti in ogni reparto, poi con gente come Rega e Karamoko abbiamo trovato la giusta combinazione per ottenere questi risultati. L'obiettivo resta sempre la salvezza, poi tutto quello che avviene durante il campionato lo assimiliamo e la società lo rielabora, quindi se si è in una zona più alta come in questo momento anche i playoff potrebbero diventare la nostra meta».

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