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L'intervista

Frigerio suona la carica: «Sestese, crediamoci»

Il terzino classe 2000 di Roncari protagonista anche in fase offensiva, essendo già andato due volte a segno: «Con Pedrabissi c'è una bella intesa»

Christian Frigerio Sestese

Christian Frigerio è tra i protagonisti della Sestese che sta guidando il Girone A

Tra i protagonisti del fantastico girone d’andata della Sestese c’è indubbiamente Christian Frigerio, terzino sinistro classe 2000 che si è messo in mostra sia in fase difensiva sia in quella offensiva, trovando anche il gol in due circostanze: prima sbloccando il risultato con la Base 96 in campionato, poi illudendo i biancazzurri nella semifinale di ritorno a Mapello. Arrivato a Sesto Calende nell'estate 2019 dalla Varesina, a causa della pandemia non è ancora riuscito a portare a termine un campionato in biancazzurro. Questa potrebbe essere finalmente la volta buona, con la squadra che può sognare in grande occupando meritatamente la prima posizione insieme alla Castanese.

Alla vigilia del campionato ti aspettavi un cammino così positivo?
«Alla pausa abbiamo guardato la classifica e ci siamo resi conto di aver disputato un ottimo girone d’andata, ma fino a quel momento siamo rimasti concentrati unicamente sul campo per dare il massimo ogni allenamento e partita, senza distrazioni. Secondo me questo è stato un fattore determinante per arrivare nelle prime posizioni, gestito ottimamente sia dal mister che da noi giocatori. La predisposizione mentale ad affrontare e vincere una gara per volta è stato uno dei percorsi più affascinanti che mi resta impresso di questi mesi, fondamentale per la mia crescita personale».

Ora si alza l’asticella e avrete gli occhi di tutte le altre big puntati addosso.
«Sicuramente quando si affronta una squadra di alta classifica si scende in campo con un’adrenalina maggiore. Noi dimostreremo di avere ancora più rabbia e fame dei nostri avversari per confermarci nelle prime posizioni».

La vostra è una squadra camaleontica che ha cambiato diversi sistemi di gioco, con l’unico comune denominatore nella difesa a quattro.
«Si, il mister cambia modulo in base alle caratteristiche dei nostri giocatori più in forma e agli avversari che andiamo ad affrontare. La forza del nostro spogliatoio è che tutti sono consapevole di dover scendere in campo con la giusta determinazione per aiutare la squadra, indipendentemente dal ruolo e che partano titolari o dalla panchina».

In questi mesi hai già trovato due gol, i primi realizzati in prima squadra. Una gioia che ti mancava da quasi cinque anni quando vestivi la maglia della Varesina. È stata una liberazione?
«Era da tempo che aspettavo di segnare, ho lavorato molto su questo specialmente a livello mentale e quando è arrivato il gol ho provato una grande gioia. Per me è stata un’emozione importante che spero di riprovare presto. Però da terzino devo prima di tutto difendere e voglio imparare a farlo sempre meglio, pur cercando di non far mai mancare il mio supporto alla manovra offensiva. Con Pedrabissi c’è una bella intesa sulla corsia mancina, lui è un giocatore molto tecnico e sovrappormi mi viene facile, anche se a volte il mister mi dice che lo faccio troppo spesso».

Sabato si è giocata la finale Mapello-Ciliverghe. Brucia ancora non esserci stato per cinque minuti di blackout nella semifinale di ritorno?
«Sicuramente nell’eliminazione ci sono stati dei nostri demeriti ma anche dei loro meriti. Ci siamo scontrati con una squadra forte e abbiamo vinto una volta a testa, purtroppo sono passati loro. L’epilogo è stato amaro perché sembravamo in controllo della gara e dopo il fischio finale non è stato semplice smaltire la delusione. Però sul risultato ha pesato anche la rimonta subita in casa da 4-1 a 4-3. Imparare a gestire il risultato è il salto di qualità che ci resta da fare per diventare una grande squadra».

Dopo il derby con la Vergiatese arriva quello col Gavirate, forse ancora più insidioso: sia perché c’è da vendicare la sconfitta dell’andata, sia perché hanno assolutamente bisogno di punti in chiave salvezza.
«Al momento la voglia di giocare è talmente tanta che mi basta scendere in campo, chiunque sia l’avversario. Non sono un giocatore che sente particolarmente i derby, nemmeno quello con la Varesina dove ho giocato per alcuni anni».

Un pensiero alla vittoria del campionato lo fate?
«Restiamo coi piedi per terra perché siamo solo a metà strada, anche se io sono molto ambizioso e personalmente vorrei fare ancora meglio del girone d’andata. Proviamo a fare punti ogni domenica poi la posizione in classifica viene da sé».

C’è un calciatore a cui t’ispiri?
«Il mio idolo è sempre stato Gareth Bale, anche se quando si è trasferito al Real Madrid ha cambiato ruolo rispetto al suo inizio al Tottenham dov’era un terzino devastante. I miei compagni a volte mi paragonano a Theo Hernandez, anche se non saprei dire quanto effettivamente il mio modo di giocare si avvicini al suo».

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