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L'intervista

Le scottanti rivelazioni di Menicucci: tutti i retroscena sul suo addio al Pavia

«Costretto a rivoluzionare la squadra. I rigore a inizio stagione hanno mascherato problemi evidenti»

Ettore Menicucci Pavia

Ettore Menicucci, ex Direttore Generale del Pavia, potrebbe firmare con la Vogherese nei prossimi giorni

Ettore Menicucci è un dirigente di lungo corso molto conosciuto nel mondo del calcio lombardo e non solo. Nelle ultime stagioni, in qualità di Direttore Generale del Pavia, ha fatto tornare a giocare gli azzurri allo stadio Fortunati ridando lustro a una piazza scoraggiata dopo il fallimento del 2016. In questi anni è stato il volto e il braccio del presidente Giuseppe Nucera, che con importanti investimenti sta provando a riportare la squadra nelle categorie a cui storicamente è abituata. Recentemente il rapporto tra Menicucci e il club azzurro si è interrotto per le dimissioni dell'ex dirigente, in contrasto con alcune scelte che non è riuscito a condividere. Negli ultimi giorni a far discutere è il suo avvicinamento alla Vogherese, "odiata" rivale della sua ex squadra, con tanto di foto a testimoniare di un pranzo tra il dirigente e il presidente rossonero Oreste Cavaliere.

Tribuna Rossonera, la trasmissione di approfondimento della Vogherese. Clicca sull'immagine per guardare il video in cui il presidente Cavaliere parla di Menicucci

Come mai è finita in questo modo col Pavia? Improvvisamente sembra che tutti ti hanno voltato le spalle. Il presidente Cavaliere, in una recente trasmissione sul canale della Vogherese, scherzosamente ha dichiarato: “Menicucci ha ammazzato il Pavia, non può che venire alla Vogherese". È effettivamente così?
«Il mio rapporto con Pavia è terminato con le mie dimissioni. Cavaliere ha fatto questa affermazione perché purtroppo in tanti stanno mettendo in giro la voce che io ho distrutto il Pavia. In due stagioni e mezzo di lockdown, quindi senza un supporto commerciale e di pubblico importante, il sottoscritto e il presidente Nucera hanno portato la squadra da Trezzano al Fortunati, quindi nella sua sede storica, andando a fare un lavoro di restailyng del brand. Se questo vuol dire distruggere una società, mi sembra evidente che chi mette in giro certe voci vuole il male del Pavia. Negli ultimi due mesi Cavaliere mi ha chiamato in maniera insistente proprio perché ha riconosciuto il lavoro che ho fatto nelle grosse difficoltà che ci sono in quella piazza. Quest'anno stavo cominciando a mettere tutto a posto, portando a Pavia società importanti come Verona, Sampdoria, Foggia, Inter Primavera, Milan Primavera e Casale. Forse qualcuno ha interesse a dare la colpa dei fallimenti sportivi al sottoscritto».

Si vocifera che qualcuno nello spogliatoio azzurro non ha gradito il tuo avvicinamento alla Vogherese. Puoi confermare?
«Penso che chi ha qualcosa da dire sul sottoscritto può essere soltanto qualcuno che non volevo continuare a tenere a Pavia, forse perché è invidioso. Anche a me è arrivata questa voce e credo si tratti di qualcuno di importante, uno dei senatori. Se è chi penso, mi ha detto il presidente Cavaliere che a novembre l'ha chiamato più volte perché voleva andare alla Vogherese. Quindi è meglio che stia zitto».

Il momento della presentazione di Andrea Zingari e Omar Albertini. Clicca sulla foto per saperne di più

Il tuo primo colpo di quest'estate, Andrea Zingari, ha appena lasciato Pavia per tornare a Sant'Angelo. Come valuti questa operazione da parte di una società che al momento sta navigando in zona playout?
«Non porto rancore con nessuno e spero si stia facendo il bene del Pavia, quindi che ci siano delle ragioni che hanno portato a questa cessione. Dal punto di vista tecnico è una scelta che non concepisco: è l'unico giocatore che è andato in gol in tutti i modi e che è sempre stato pericoloso. In una squadra che ha bisogno di fare gol ci avrei pensato due volte prima di rinunciare a lui. Sicuramente la mossa giusta, una volta deciso di cederlo, è stata quella di mandarlo in un altro girone per non trovarselo come avversario».

Zingari è stato soltanto il primo di tanti acquisti, perché in estate hai rivoluzionato la squadra a partire dall'allenatore. Cosa ti ha spinto ad agire così?

Io sarei ripartito da quel gruppo anche quest'anno, poi in una riunione con la società mi è stato chiesto di fare una scelta più pavese cercando di puntare su un allenatore vincente, che chiaramente aveva le sue necessità

«Purtroppo bisogna fare un passo indietro, perché io la squadra dell'anno scorso non l'avrei cambiata. Nell'agosto del 2020 avevamo delle lacune che avremmo riparato nel mercato di dicembre. Poi il Covid e tutto quello che è successo, compreso il mio ricovero per più di 40 giorni, non ci ha permesso di fare quello che avevamo programmato. Anche perché si è ripreso solo a marzo, con un campionato falsato che è stato un terno al lotto e ha premiato chi è stato più bravo a tavolino. Purtroppo in quei mesi la squadra non ha saputo trovare la giusta serenità e ha avuto parecchi problemi, ma nonostante tutto abbiamo battuto Sant'Angelo e Club Milano e pareggiato col Varzi. L'unico scontro diretto che abbiamo perso è stato con l'Alcione con un furto che hanno visto tutti. In un campionato regolare di 34 giornate quella squadra sarebbe arrivata tranquillamente nelle prime tre posizioni, anche perché i gironi erano diversi e non avevamo Codogno e Sant'Angelo a romperci le uova. Io sarei ripartito da quel gruppo anche quest'anno, poi in una riunione con la società mi è stato chiesto di fare una scelta più pavese cercando di puntare su un allenatore vincente, che chiaramente aveva le sue necessità. Ha fatto le sue richieste che ho dovuto assecondare, d'accordo o meno, e sono partito col malumore addosso. I colpi di Guarino, Donadio e Zingari li avevo già preparati prima, quindi erano già pronti e li abbiamo portati avanti. Per tutti gli altri acquisti ho cercato di accontentare le richieste dell'allenatore. Purtroppo qualcuno non sono riuscito a convincerlo perché hanno preferito giocare in categorie superiori. Detto questo, secondo me la squadra era competitiva e poteva ambire a lottare per i playoff. Chiaramente c'erano da sistemare alcune cose a livello tattico perché si è ritrovato giocatori non del tutto pronti alle sue idee. Sicuramente qualcosa non ha funzionato e me ne sono accorto subito, perché il primo campanello d'allarme è stato Casteggio dove abbiamo perso 2-0 in amichevole. Poi la fortuna di qualche rigore, che se fosse arrivato nel gironcino da dieci giornate non eravamo qua a parlare, ha mascherato dei problemi evidenti».

La presentazione di Omar Albertini. Da quel giorno sembra già passata un'era, con entrambi i protagonisti della foto che hanno già lasciato Pavia. Clicca sull'immagine per leggere il duro sfogo di Menicucci che ha preceduto le sue dimissioni da Direttore Generale

Quindi, se fosse stato per te, la scorsa estate avresti tenuto Nisticò ripartendo dal suo blocco di giocatori?
«Se tu cambi devi ricominciare. Una squadra che deve vincere più cambia, più deve ricominciare tutto da capo e più diventa complicato ottenere i risultati sperati. Se tieni Nisticò devi mantenere la sua ossatura. Guardiamo cosa ha fatto l'Inter: manda via Conte e prende Inzaghi che gioca con lo stesso modulo. Se parliamo di calcio funziona così, ma a volte ci sono esigenze diverse che devono essere capite. Io ero un dipendente e ho dovuto cercare di dare il massimo per quello che chiedeva la proprietà. Ci ho provato, poi sono arrivato a un punto dove non ce la facevo più perché non mi stava più bene quella situazione. Giustamente hanno fatto la scelta di andare avanti senza di me e gli auguro il massimo perché, ripeto, non porto rancore. Anzi, devo ringraziare Nucera per avermi dato la possibilità di lavorare al Pavia».

Nella prima partita di campionato, il derby con la Vogherese, Bahirov segna il gol dell'ex ed esulta in modo provocatorio nei tuoi confronti. Hai già chiarito con lui visto che a breve lo ritroverai a Voghera?
«Ciò che più mi fa piacere è che tanti giocatori della squadra dell'anno scorso mi hanno chiesto scusa perché non avevano capito la situazione. A differenza di quanto si pensa, io sono aziendalista, quindi se mi chiedono di tenere una linea lo faccio. Poi è chiaro che, essendo io quello che si esponeva, la gente pensava che fosse tutta colpa mia. Però va bene così. Bahirov stesso sa di aver sbagliato in quell'occasione. Ciò non toglie che, se dovessi essere io a decidere il prossimo anno dal punto di vista tecnico, ci penserò se confermarlo».

L'esultanza polemica di Stanislav Bahirov verso Menicucci dopo aver segnato il gol del momentaneo vantaggio della Vogherese nel derby alla prima giornata di campionato. Clicca sulla foto per leggere la cronaca della partita

Tanti tifosi della Vogherese si chiedono con che ruolo entrerai in società e come ti andrai ad integrare col lavoro che sta facendo Riceputi in qualità di direttore sportivo. Puoi chiarirci questo aspetto?
«Tutto quello che riguarda il contratto con la Vogherese lo sta gestendo il nostro legale, perché chi prenderà il contratto è la mia società che si occupa di ritiri, camp estivi ed eventi. Per capirci, quella che ha portato in ritiro il Pavia quest'estate. Quindi è lei che sta contrattualizzando con la Vogherese. Dal punto di vista tecnico posso dire che non sono interessato in questo momento: non voglio intervenire o giudicare il grande lavoro che sta facendo Riceputi, che mi sembra sia comunque molto importante. Credo che, insieme a Cavaliere, ha costruito una squadra importante che può ambire a grandi obiettivi, devono solo essere convinti di potercela fare. Quindi non entrerò immediatamente sul piano tecnico, poi se mi chiederanno consigli o opinioni gliele darò volentieri con la massima trasparenza. Ma è giusto che siano loro a portare avanti il rapporto con lo spogliatoio in questo momento. Con la mia società per ora stiamo cercando di organizzare eventi a Voghera, così da dare subito un impatto positivo».

Menicucci con Zdenek Zeman a margine dell'amichevole organizzata al Fortunati la scorsa estate tra il Pavia e il Foggia. Clicca sulla foto per leggere la cronaca della partita

So che sei interista. Un cuore nerazzurro come te come si vede vestito di rossonero?
«Faccio questo lavoro che fortunatamente dà da mangiare alla mia famiglia e non posso permettermi di stare a casa. Quindi vado dove mi apprezzano. Ho avuto parecchi contatti in queste settimane e ringrazio tutte le società con cui ho parlato. Qui è stata fatta una richiesta un po' più ampia che coinvolge anche la mia società, quindi è quella che più mi ha colpito. E poi l'ultimo campionato che ho vinto è stato con la maglia rossonera, chissà che non sia di buon auspicio».

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