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Signori, il Piemonte ha vinto: il Chisola è in Serie D

Al termine di una partita dura e maschia Meloni tiene botta e porta a casa il clamoroso obiettivo: prima storica promozione in quarta serie per la società di Luca Atzori

Signori, il Piemonte ha vinto: il Chisola è in Serie D

Trionfo totale, tutti in campo: il Chisola è in Serie D (foto Cunazza)

Come vedi siamo qui, chi l'avrebbe detto mai? Questa notte è stata scritta per noi.

Ce l'hanno fatta. Hanno vinto tutti, dal primo all'ultimo elemento di questo bellissimo ingranaggio. Ha vinto Luca Atzori, ha vinto Nunzio Lazzaro, ha vinto Marcello Meloni, ha vinto capitan Luca Russo, Kamal Rizq, Gianluca Germinario, Maikol Negro e tutti gli altri. Il Chisola è promosso in Serie D nel modo più bello possibile, facendo un bellissimo tour al di fuori del Piemonte e dimostrando a tutti che fare calcio con i propri ragazzi, quelli cresciuti nel vivaio, proponendo un ritmo sempre alto, interpretando le partite secondo i propri mezzi e sfruttando l'esperienza delle chiocce all'interno dello spogliatoio è possibile. Un grazie ai vinovesi va fatto da tutto il Piemonte, da tutta la provincia di Torino, che avrà addirittura tre rappresentanti in D dopo tantissimi anni. Una vittoria per tutti.

Abbiamo voluto usare una canzone degli Eiffel 65 per descrivere questo pomeriggio. Magico per certi versi e a tratti con l'impressione che il destino avesse già deciso che il Chisola, questa stagione, doveva chiuderla con la promozione in D. L'ultimo atto è stato un 1-1 sofferto, difficile, contro L'Aquila che è una squadra sicuramente più forte sulla carta rispetto ai vinovesi, ma il calcio non è una scienza esatta. A metà ripresa c'è stata tanta paura dopo il gol abruzzese, ma non per Gianluca Germinario, che ha guadagnato un rigore dopo un'azione clamorosa, non per Maikol Negro, che quel rigore l'ha segnato. Una notte e forse mai più? Può essere, ma quanto è bella questa nottata per il Chisola. Quindi si può dire solo una cosa: BRAVI.

Sul giornale in edicola lunedì 20 giugno una pagina di speciale dedicata alla straordinaria impresa del Chisola

LA PARTITA

CALMA PIATTA E VA BENE COSI'

Iniziare con coraggio, l’unico modo vero per affrontare una corazzata che vuole rimontarti. Il Chisola inizia nel modo migliore possibile, aggredendo ogni tipo di spazio e mettendo già in difficoltà L’Aquila. Sardo e Perotti impattano al meglio sulle corsie esterne, andando a duellare con Tempestilli e Basile. Infatti non sono gli abruzzesi a fare la partita per rimontare i due gol di svantaggio, ma i vinovesi, pericolosi per la prima volta al 9’ da corner con capitan Luca Russo, bravo a raccogliere una palla rimasta vagante e a girarla in porta, trovando il miracolo di De Chirico che smanaccia fuori. Con una rosa già decimata da infortuni e squalifiche L’Aquila perde anche Saurino, che in un contrasto cade malissimo e rischiando seriamente un infortunio grave: al suo posto entra Mantini, spostando Massetti da centrocampo a fare il “falso nove”.  Il momento dello stop dovuto all’uscita del calciatore rossoblù fa da spartiacque al primo tempo: la partita si fa più piatta e il Chisola, comprendendo il momento favorevole anche sul piano psicologico, rallenta i ritmi.

Tolto qualche raro spunto sui calci piazzati le emozioni della gara si contano su una mano. L’Aquila si trova spesso bloccato dalla retroguardia vinovese, che ben reagisce alle azioni manovrate rossoblù, mentre davanti il Chisola preferisce gestire piuttosto che colpire in rapidità come aveva provato a fare nelle prime battute. La strategia sembra funzionare, ma quando giochi contro una formazione che ha potenzialità elevate la possibilità di sbandare può essere sempre dietro l’angolo. Minuto 43’, dopo un cross da destra Massetti riesce ad andare a colpire di testa, impegnando Marcaccini in un gran riflesso alla sua destra; sulla ribattuta Carbonelli ha la palla sul piede debole e calcia troppo debolmente per impegnare ancora una volta l’estremo difensore del Chisola. Reti bianche e tutti a riposo e sinceramente, a Meloni, va bene così.

LUCA RUSSO CONTRASTOCAPITAN LUCA RUSSO A CONTRASTO CON MANTINI DE L'AQUILA (FOTO CUNAZZA)

GIANLUCA E MAIKOL, SCACCIATE I FANTASMI E PORTATELI IN D

Sembra tutto filare liscio anche nella ripresa per il Chisola. L’Aquila continua a provare ma con troppa timidezza, Marcaccini di fatto non viene impegnato e la difesa biancoblù non fatica troppo. Dopo il secondo infortunio di giornata per gli abruzzesi (esce D’Ercole ed entra Diruocco) all’11’ Rizq ha la chance di firmare il gol del vantaggio: lancio lungo in profondità, l’ex Union Vallesusa scatta di prepotenza e abbatte di fisico i due centrali de L’Aquila, arrivato in area calcia potente ma trova De Chirico ancora una volta puntuale. Meloni sceglie Maikol Negro per dare un pizzico di qualità in più davanti, soprattutto in funzione di spazi che potenzialmente si possono aprire. Tutto che fila liscio, come dicevamo prima, ma basta un tiro e rischia di calare il buio in quel di Vinovo. Minuto 26’ e dopo il lancio dalle retrovie di Colombatti e la sponda aerea di Pejic, un po’ come una pioggia di coltelli dal cielo, Carbonelli carica la fucilata dal limite che si insacca all’angolino alla sinistra di Marcaccini. L’Aquila in vantaggio.

La paura è tanta, forse troppa. L'Aquila è tornata a spiccare il volo, così come i tifosi che tornano a cantare più forte di prima. Meloni predica calma dalla panchina, perché adesso ne serve tanta. Palle che arrivano da destra e da sinistra, cross però sempre troppo lunghi o troppo corti. Marcaccini tiene tutti sull'attenti in quei minuti di scoramento e al 32' si rivede il Chisola, quello vero, quello senza paura. Zeni si lancia in solitaria, allarga a Negro a sinistra, mette una gran palla dentro per Rizq che prova di tutto per andare al tiro al meglio ma la fatica, per lui che è rientrato da un problema fisico da poco, è troppa. Manca il bomber, serve una soluzione. Meglio il canterano, lui si che ha la garra. E allora Germinario, vai: coast to coast clamoroso al 35', cavalcata con nessuno che riesce a fermarlo, entra in area e qualcuno si che lo ferma, ma buttandolo giù irregolarmente. Mano tesa e dito puntato sul dischetto: è calcio di rigore per il Chisola. Tripudio totale al Dino Marola, dal dischetto Kamal non ce la fa e allora ci va uno che di rigori pesanti ne ha calciati come Maikol Negro. Petto in fuori, piede caldo e boom. Gol. Pareggio. Via le paure. Dentro la gioia: il Chisola è vivo, vivissimo. Di fatto la partita finisce qui. L'Aquila non ha più energie per riprenderla, il Chisola invece vola e si potrebbe pure prendere la vittoria in contropiede condotto da Zeni, se non fosse per la grande parata di De Chirico. È solo un conto alla rovescia, prima della gioia. Triplice fischio e fine dei giochi: il Chisola ce l'ha fatta, è in Serie D. Si possono aprire i cancelli del Dino Marola e può partire la festa.

IL TABELLINO

CHISOLA-L'AQUILA 1-1
RETI (0-1, 1-1): 26' st Carbonelli (L), 35' st rig. Negro (C).
CHISOLA (4-3-3): Marcaccini 8, Cristiano G. 7, Dagasso 8, Grancitelli 7.5, Germinario 8.5, Russo L. 7.5, Perotti 7.5 (47' st Garcetti sv), Bellucca 6.5 (29' st Zeni 7), Rizq 6.5 (39' st Degrassi sv), Sardo 7.5 (19' st Negro 7.5), Menon 6.5 (42' st Berutti sv). A disp. Roscio, Bolla, Geraci, Pesce. All. Meloni 10.
L'AQUILA (4-2-3-1): De Chirico 8, Tempestilli 6.5, Basile 5.5 (43' st Di Francesco sv), Carbonelli 7.5, Brunetti 6, Colombatti 6, D'Ercole 5.5 (3' st Di Ruocco 6), Di Norcia 6.5, Saurino sv (19' Mantini 6), Pejic 5, Massetti 6. A disp. Mariani, Montorselli, Florindi. All. Lo Re 6.5.
ARBITRO: Benevelli di Modena 7.
COLLABORATORI: Romagnoli e Barbanera.
AMMONITI: 28' Bellucca[02] (C), 39' Rizq (C), 10' st Carbonelli (L), 17' st Colombatti (L), 36' st Pejic (L), 44' st Perotti[03] (C), 48' st Di Francesco[03] (L).

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