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L'intervista

Il leader suona la carica dopo la salvezza: «Vorrei raggiungere i playoff»

Tra mercato e cambio in panchina non mancano volti nuovi e aneddoti sulla stagione

Alessandro Volpini Calvairate

ECCELLENZA CALVAIRATE: Alessandro Volpini, difensore della formazione milanese

Raggiunta la salvezza al rush finale del campionato, per Alessandro Volpini, leader della Calvairate, è già tempo di guardare alla prossima stagione, quella iniziata proprio oggi, venerdì 1 luglio. Una nuova avventura da vivere sempre dirigendo i compagni dalle retrovie della formazione milanese, cercando di fornire tutta la sua esperienza, quella maturata vincendo la categoria con l'Alcione, per aiutare la squadra, alla quale proprio la dimestichezza con l'Eccellenza non manca. «Secondo me a livello di esperienza non ci manca nulla, quando una squadra subisce tanti gol la colpa non può essere attribuita solo alla difesa. - spiega infatti il giocatore analizzando l'ultimo campionato - Alla Calvairate abbiamo uno spogliatoio super coeso, non ho mai avuto un gruppo così unito. La coesione però a volte non riusciamo a portarla in campo, dobbiamo imparare a difendere in undici a partire dalla prima punta e anche chi entra in campo dalla panchina deve adattarsi alla mentalità. L'anno scorso la squadra è stata impostata unendo giovani e vecchi di categoria, ma molte partite purtroppo non abbiamo giocato con la formazione che volevamo avere a inizio anno: Corona non ha mai giocato, mentre Paloschi, Licciardello e Stefania hanno disputato la metà delle partite. Sono tutti giocatori troppo importanti per noi, che sono rimasti ai box per gli infortuni, ma so che la società si è mossa per far sì che tutti stiano meglio fisicamente».

Che ricordi porti con te di questa stagione?
«La partita con il Club Milano è un ricordo bellissimo. La settimana prima della gara avevo chiamato Bianco e gli avevo promesso che avremmo vinto per lui. Anche il fantastico rapporto con i giovani, per esempio Mancuso per me è uno dei talenti più grandi della categoria».

Una figura importante di questo campionato?
«All'interno del gruppo capitan Stefania, pur avendo giocato la metà delle partite, ha fatto la differenza. Lui è la Calvairate: unisce giovani e vecchi in maniera unica trattando tutti nella stessa maniera. È una persona fondamentale per la società anche fuori dal campo; è un allenatore, un amico, fa tutto. Con Conte invece ho un rapporto che va al di là di tutto, ci sentiamo sempre. Ha fatto la differenza e per me gli sono mancati solo i gol perché con la sua qualità può farne qualcuno in più».

Che idea di sei fatto della prossima stagione?
«Come obiettivo personale vorrei provare a raggiungere i playoff. La società sta provando a rinforzare la squadra e l’arrivo di Raspelli ci darà una grossa mano, sono sicuro che anche i nuovi giocatori rinforzeranno molto il gruppo. So che Raspelli vorrà proporre un 4-3-3 e so che abbiamo ragazzi intelligenti, che si faranno trovare pronti ad agosto. Quest'anno il modulo per me non sempre quadrava. Se giochi a 3 dietro devi impostare dalle retrovie, io ho vinto così con l’Alcione e l’Arconatese, però non sempre lo abbiamo fatto. Per abituarci al calcio di Raspelli sarà fondamentale l'allenamento, che ci servirà anche per migliorare sul piano atletico perché quest'anno non eravamo preparati al punto giusto la domenica. Gli altri a volte riuscivano ad andare oltre la fatica, noi no».

Sarà un campionato che affronterete senza un giocare del calibro di Licciardello, ora alla Trevigliese.
«Sono dispiaciuto per la sua partenza perché è un fuoriclasse e sono convinto farà bene. In rosa però ci sono giocatori come Ricupati, che spero tocchi quota 20 gol perché ha le qualità per farlo se è in forma insieme a tutta la squadra. Sono altresì convinto che Paloschi e Corona a Gennaio saranno gli acquisti in più per raggiungere i playoff, li aspettiamo tutti a braccia aperte».

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