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Le sfaccettature del pianeta calcio

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Sono stato a Catania e a Napoli alla convention di Italia 7 Gold. Nel corso delle riunioni gli editori hanno comunicato di aver potenziato la copertura nazionale delle frequenze con l’acquisizione di qualificate televisioni regionali del Sud che manderanno in onda le trasmissioni sportive dell’emittente. Con la maggiore diffusione e visibilità qualificati opinionisti dovranno garantire temi di qualità per aumentare gli ascolti e consentire alla forza vendita della concessionaria Italia On Line di incrementare il fatturato con la vendita degli spazi pubblicitari. Non è scontato che la sola competenza sia sufficiente per ottenere il totale gradimento dei telespettatori. Gazzetta TV nonostante fosse un'emanazione televisiva del colosso RCS dopo alcuni mesi di programmazione ha chiuso i battenti, eppure aveva un parterre de roi con giornalisti della carta stampata molto preparati. Dal che si evince che per ottenere audience non basta avvalersi di grandi firme del giornalismo sportivo. Evidentemente occorre altro. Magari la capacità di coinvolgere emotivamente lo spettatore. In un articolo pubblicato da un noto quotidiano sportivo è stato scritto: «Il calcio è passione: per il calcio ci si abbraccia, si litiga, si arriva persino a farsi male con le parole e addirittura con atti violenti. Però il calcio è anche cultura, storia, psicologia, scienza, economia, analisi dell’opinione pubblica». Occorre quindi che gli addetti ai lavori abbiano una conoscenza ad ampio raggio delle complesse sfaccettature del mondo del pallone. Fermo restando la bontà dei concetti, il successo di alcune trasmissioni televisive è la dialettica colorita e animata, la semplicità e la simpatia dei loro interpreti. L’assolutismo, l’arroganza e la supponenza di certi commentatori non riscuotono il gradimento della gente. La cosa peggiore è innamorarsi delle proprie ipotesi. Le divergenze di pareri tra gli addetti ai lavori rientrano nella normalità anche ai massimi livelli. Il calcio non è una materia semplice e come tale alla portata di tutti, anche per chi è stato un grande giocatore. Non è infatti scontato che un ex campione diventi un grande allenatore o un dirigente di valore. Bisogna dimostrare nei nuovi ruoli, quello che si vale realmente altrimenti in poco tempo si perde credibilità. Gli aspetti tecnici non sono facili da tradurre in pratica. Molto dipende da quanto è ricettivo l’organico a disposizione e dalla capacità dell’allenatore di saperlo gestire e motivare. Le motivazioni sono determinanti per raggiungere il massimo rendimento. Antonio Conte è stato un maestro grazie alla carica che ha saputo dare alla sua Juventus. E alla Nazionale negli Europei. In un calcio tattico, ad esempio, c’è la necessità di dare alla manovra della propria squadra velocità di esecuzione sia in fase di transizione che di possesso palla. Andare nello spazio con movimenti rapidi, il che comporta sincronismi studiati, riprovati e recepiti per ricevere la palla nei tempi giusti.
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