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Serie D, il "caso" degli abruzzesi del Pineto: 8 partite da recuperare causa Covid

Pineto

Domenica scorsa, a distanza di 46 giorni dall'ultima partita, il Pineto (foto Facebook) è tornato a giocare una partita di Serie D sul campo della Recanatese. Il match, terminato 2-2, ha rappresentato il "ritorno alla vita" per giocatori, dirigenti e staff del club teramano che - nel 2020/21 - sono alla sesta stagione consecutiva nel massimo campionato dilettantistico. I quarantasei giorni di sosta forzata sono costati al Pineto ben otto partite: un record non proprio di cui vantarsi e che costringerà a fare gli straordinari per i prossimi due mesi. Ironia della sorte, poi, oggi (mercoledì 24) si sarebbe dovuto recuperare il match sul campo dell'Agnonese ma è stato rinviato per neve. «È un campionato falsato fin dalla prima giornata - racconta sconsolato il direttore generale Roberto Giammarino - Adesso è impensabile giocare una partita ogni tre giorni: è difficile per la Serie A, figuriamoci per noi dilettanti. A mio avviso adesso bisognerebbe fermarsi alcune settimane per poter giocare i recuperi perché non è pensabile che nelle ultime settimane ci siano squadre con meno partite». Su ventidue partite il Pineto ne ha giocate solo quattordici, scivolando dalla sesta posizione alla quindicesima attuale con 18 punti: con 24 punti a disposizione gli abruzzesi potrebbero balzare in seconda posizione a cinque lunghezze dal Campobasso. «Purtroppo abbiamo saltato le prime tre partite perché le squadre avversarie erano in quarantena per il Covid, poi nel nostro gruppo squadra dodici componenti hanno contratto la variante inglese e siamo andati tutti in quarantena e abbiamo perso altre tre settimane. Domenica con la Recanatese avevamo in campo solo quattro reduci dal Covid e gli altri tutti in tribuna: alla fine hanno retto bene e conquistato un buon pareggio», chiude il dg del Pineto.

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