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Editorialisti

Junior Walter Messias, dai tornei Uisp al gol in Champions League con la maglia del Milan

Il nostro Tiziano Crudeli racconta la favola a lieto fine dell'eroe del Wanda Metropolitano: in 6 anni dal calcio amatoriale al palcoscenico europeo da protagonista

Junior Walter Messias, dai tornei Uisp al gol in Champions League con la maglia del Milan

Junior Messias ai tempi del Chieri in Serie D

Messias è stato il match-winner di Atletico Madrid-Milan con uno spettacolare gol di testa su assist di Kessiè al minuto 87. Entrato al 20’ del secondo tempo, in sostituzione di Krunic, ha dato un contributo decisivo alla manovra offensiva della squadra di Pioli. È il suo primo gol a livello internazionale, il primo all’esordio in Champions, ed è andato a segno al primo tiro in porta. Per l’emozione ha pianto, io e tutti i tifosi rossoneri abbiamo gioito senza freni inibitori e urlato a squarciagola. Così in ogni luogo: al Wanda Metroplitano di Madrid, dove erano presenti migliaia di tifosi milanisti, negli studi televisivi dove andava in diretta la telecronaca o nei bar affollati per seguire l’evento in tv, e nelle abitazione private dove sui divani di casa si è inneggiato a piena voce alla prodezza dell’autore del gol per di più siglato sul filo di lana del combattuto incontro che liberava l’accumulo delle molteplici tensioni. Comprensibile, quindi, l’irrefrenabile gioia col grido a tutto volume “Messias… Messias… Messias… Ed è goool…!”. È proprio in quei momenti esaltanti che nell’immaginario collettivo dei fan milanisti Junior Walter Messias ha impersonato un messia di antico stampo, una sorta di salvatore destinato ad aprire, con la sua ”miracolosa” prodezza aerea, una nuova speranza europea. Pioli ha fatto i complimenti all’eroe del big match: «Quella di Messias è una bellissima storia. Ma credo sia solo all’inizio. Ha delle belle qualità». Bravo anche l’allenatore a credere nel trentenne brasiliano nonostante le numerose riserve degli scettici che si chiedevano: «Perché non ha mai giocato? Perché lo hanno acquistato? Sarà mai un giocatore utile al Milan?» La risposta ai numerosi quesiti è arrivata con un’ottima prestazione e con la rete che ha sancito un successo importantissimo. Per lui. E per la squadra.

Allora riviviamo il sofferto cammino di Junior Walter Messias, nato in Brasile a Ipatinga il 13 maggio 1991. A 17 anni gioca nelle giovanili del Cruzeiro. I suoi amici lo chiamavano “Mico” come una scimmietta tipica di quelle parti. Col suo sinistro non faceva altro che cercare il dribbling, il numero ad effetto che entusiasmava i suoi amici pronti a urlare il suo soprannome dopo ogni gol e dopo ogni giocata spettacolare. Promesse non mantenute e tre anni dopo i responsabili tecnici del Cruzeiro gli indicano la porta e non lo considerano più un calciatore promettente, così a 20 anni finisce nella terza serie brasiliana, all’Ideal. C’è un episodio chiave che ha segnato la svolta della sua vita. Un incidente stradale accaduto in una notte, quando si trovava alla guida di un’auto conciata da sbatter via fino al punto che il volante non rispondeva ai comandi e lui doveva usare la forza per tenerla diritta. Stava tornando dal matrimonio del fratello dove aveva fatto il pieno di alcol ma non aveva dormito. Troppa gioia. Troppa euforia. Nel corso del tragitto un suo amico gli dice di rallentare, ma lui ignora il suggerimento e pigia più forte sull’acceleratore, sente le gomme che si afflosciano contro la strada sterrata, ascolta il motore che rantola provando a correre più forte. Poi un colpo di sonno: chiude gli occhi e si addormenta solo per un attimo. La strada si trasforma in una pista di decollo, i campi si trasformano in uno spazio di atterraggio, una pista sterrata che sprofonda in un fosso e lui, con la sua faccia, precipita in mezzo al fango con una lamiera accartocciata tutto intorno al suo corpo. Messias perde i sensi. Poi sia pure stordito sente che qualcuno cerca di salvarlo. Quando viene estratto dall’abitacolo e si rende conto della tragedia sfiorata prende una decisione. Cambiare vita. Niente più alcol. Niente più feste. Niente più eccessi.

Nel 2011 allora chiude col calcio e raggiunge il fratello in Italia con l’intento di cercare un impiego stabile. Arriva a Torino e va abitare in una casa al quartiere “Barriera Milano”. È una zona proletaria e operaia. Il ventenne brasiliano trova lavoro nel cantiere di un imprenditore italo-argentino, che gli affida il compito di pulire mattoni che i carpentieri staccavano dagli edifici demoliti. Via il cemento. Via la sporcizia. Via le incrostazioni. Poi li accatastava delicatamente sopra gli altri e iniziava daccapo. Per ogni mattone pulito gli davano 20 centesimi, quindi l’impegno era di fare la pulizia di tanti mattoni nell’arco delle giornate di lavoro perché doveva dar da mangiare ai suoi due bambini. Dopo qualche tempo Messias viene assunto come fattorino da Oscar Arturo Vargas, un peruviano emigrato in Italia commerciante di elettrodomestici. Messias scaricava frigoriferi e televisori, sistemando i pesi prima sulle ginocchia, poi sulla schiena, e li trasportava a destinazione. Ogni giorno. La fatica era diventata la sua fissa compagna di viaggio. L’imprenditore faceva anche il dirigente alla Sport Warique, una squadra amatoriale di peruviani. Vargas scoprì che il suo dipendente giocava a calcio e lo cooptò nella sua equipe sportiva. Nel 2013 Messias si divertiva nei tornei amatoriali UISP, Unione Italiana Sport. L’organizzazione fondata nel 1948 da PSI e PCI per promuovere lo sport fra gli operai. Nel 2015, proprio durante una partita della Sport Warique, Messias fu notato da Ezio Rossi, vecchia bandiera del Torino, che era un componente della squadra avversaria. Ezio Rossi rimase impressionato dalle doti tecniche e fisiche per cui lo segnala al suo amico del Fossano. Gli offrono 700 euro al mese per giocare a pallone a tempo pieno. Troppo poco. Messias rifiuta l’offerta perché con gli scarichi dei frigoriferi e dei televisori ne guadagna 1.200, indispensabili per mantenere i due figli (Emanuel 8 anni e Miguel 5 anni) e la moglie (Thamyris Reinoso). L’entità del compenso calcistico proposto quindi non bastava. Qualche mese dopo Rossi viene assunto dal Casale, parla con i dirigenti e li convince a offrire a Messias 1.500 euro al mese. Il brasiliano accetta. Inizia la sua escalation. Il suo nuovo palcoscenico è l’Eccellenza. In 32 partite il brasiliano segna 21 reti. A fine anno il Casale viene promosso in Serie D. Il 23 luglio 2016 si trasferisce a Chieri per 120 mila euro. Al Chieri in Serie D il suo score è di 15 gol in 34 partite, vince la Coppa Italia. Nell’estate 2017 viene contattato dalla Pro Vercelli, a quei tempi in Serie B, che lo voleva ingaggiare e gli aveva offerto un contratto triennale, ma il trasferimento non andò in porto perché le squadre di B non potevano acquistare giocatori dilettanti extra comunitari. A fine dicembre accetta la proposta del Gozzano, sempre in Serie D, e nelle due stagioni che seguono è protagonista del miglior ciclo vincente della squadra rossoblù. Nel 2017-2018 il Gozzano primeggia in campionato ottenendo la promozione in Serie C, nel 2018-2019 per la prima volta nella propria storia, centra la salvezza tra i professionisti. Il 20 giugno 2019, all’età di 28 anni, Messias passa al Crotone (che lo aveva già acquistato per 400mila euro nel calcio mercato invernale lasciandolo in prestito al Gozzano fino al termine della stagione). Arriva così a giocare in Serie B. Il suo primo gol in campionato il 29 dicembre nella vittoria casalinga per 3-0 contro il Trapani. Il 10 luglio mette a segno la prima doppietta nella partita vinta fuori casa contro il Cittadella (1-3). Conclude la sua prima stagione con 6 gol e 6 assist che contribuiscono alla seconda promozione In Serie A dei crotonesi dopo la retrocessione del 2018. Debutta nella massima serie il 20 settembre 2020, alla prima giornata persa per 4-1 in casa del Genoa. Il 25 ottobre realizza la sua prima rete in campionato nella gara persa per 4-2 sul campo del Cagliari. Il 12 dicembre è autore della sua prima doppietta in Serie A, nell’incontro casalingo vinto 4-1 contro lo Spezia. Dieci giorni dopo firma un’altra doppietta nella vittoria per 2-1 sul Parma. A fine stagione con la retrocessione del Crotone segna 9 gol in 37 partite, risultando il secondo calciatore per dribbling riusciti dopo Rodrigo De Paul. Il 31 agosto 2021, ultimo giorno di mercato, il Milan lo acquista in prestito per 2,4 milioni di euro con diritto di riscatto a 5,4 più 1 di bonus. Guadagnerà circa un milione di euro.

Le caratteristiche tecniche evidenziate nel corso della sua rapida carriera. È arrivato in Serie A e ha messo in luce una adattabilità a più posizioni in campo. È stato schierato seconda punta, esterno destro, e mezzala. È mancino e offre una interpretazione più creativa del ruolo di esterno destro. Sono pochi i giocatori che difendono con la stessa intensità con cui attaccano. Messias corre in difesa dietro gli avversari. Secondo StatsBomb (P90) in pressing, contrasti, intercettazioni, e duelli aerei vinti sono tra i migliori fra i centrocampisti offensivi/ali dei top 5 campionati europei. È uno dei migliori dribblatori del campionato lo dicono le statistiche, i dribbling riusciti sono 105 in Serie A, dietro solo a Rodrigo De Paul 122. Tecnica, estro, ma anche concretezza. Nella sua prima stagione in Serie A, a 29 anni, ha realizzato 9 gol e servito 4 assist; ha le qualità tecniche e la duttilità tattica per essere una risorsa per Pioli e una potenziale mina vagante per le avversarie. I giudizi tecnici degli addetti ai lavori sono concordi. Ezio Rossi che lo ha lanciato nel Casale: «A parte la punta centrale, dalla metà campo in su può fare qualsiasi ruolo: l’esterno sinistro, il trequartista, la seconda punta, ha facilità di corsa e intelligenza tattica e si adatta a qualsiasi ruolo. Ha qualità tecniche non solo tecniche ma soprattutto fisiche, quella è la sua forza». Giovanni Stroppa che lo ha allenato nel Crotone nell’anno della promozione dalla B alla A: «Quanto vale Messias? Tanto. Tanto. Non ha difetti. Fisicamente: perfetto. Arriva per primo all’allenamento. Si cura. Ha cultura. Ha capacità di stare in campo come pochi. Salta l’uomo sempre, nel breve e a campo aperto. È generoso, rincorre, ha resistenza. E vede la porta. Ha una capacità di stare in campo come pochi». Serse Cosmi, pure lui suo allenatore al Crotone: «La sua vera forza? Quel mancino incredibile e la capacità di correre palla al piede. Io l’ho utilizzato quasi sempre da mezzala, a volte sottopunta, è un giocatore che si esprime in fase offensiva ma pure è bravo nel rincorrere con efficacia l’avversario».

Il dribbling è il pezzo forte del suo repertorio. «L’ho imparato per strada In Brasile nonostante gli eccessi fra alcol e incidenti in macchina prima di arrivare in Italia a vent’anni. Non ho fatto il settore giovanile in un club, mi divertivo con i miei amici dove capitava. Giocavamo liberi». A Crotone ha dimostrato di essersi subito adattato al calcio italiano e alla complessità tattica. Nel 2013 giocava nei tornei UISP, nel calcio amatoriale, neanche dilettantistico. Dagli amatori alla Champions in soli sei anni: un salto da sogno. «Non dimentico da dove son partito, dal Villaggio di Sao Candido. Sono diventato un calciatore professionista a 26 anni. I miei sacrifici sono stati ripagati. E dico che per me questo è un vero miracolo». In due soli anni dal Gozzano in Serie C al gol realizzato col Milan in Champions League contro l’Atletico Madrid nell’ultima mezzora di gioco. Oggi, a 30 anni, è entrato subito nel novero dei grandi protagonisti. La sua è una bella storia, una vera favola che è diventata realtà.

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