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Nicolò Zaniolo, un'ascesa continua non priva di incidenti di percorso: la storia del classe ’99 passato anche dall'Inter

I primi passi vicino a casa, poi lo Spezia e la Fiorentina prima di essere scartato dalla Viola: il rilancio con la Virtus Entella e poi la scalata fino alla Nazionale maggiore

Nicolò Zaniolo

Nicolò Zaniolo, nato a Massa il 2 luglio 1999 e figlio dell’ex calciatore Igor, è un gigante di 190 cm per 79 kg di peso. Mezzala di livello internazionale per caratteristiche, trequartista per vocazione, esterno a volte per scelta dell’allenatore. È più centrocampista che fantasista ed è capace di essere incisivo da un’area di rigore all’altra. Un giocatore moderno per la sua duttilità. Sa tenere palla spalle alla porta, usa benissimo il fisico per proteggere palla. È forte fisicamente e mentalmente, abbina qualità e potenza, eccelle pure nelle conclusioni a rete, bravo negli inserimenti senza palla, abile a saltare l’avversario e ha una ottima visione di gioco. Zaniolo è aperto, solare, gioviale e ha una volontà di ferro. Soprattutto è cambiato dopo i gravi infortuni che lo hanno appiedato. È un po’ figlio di mamma, nel senso che ritiene che tutto gli sia dovuto. È un po’ un divo. Non a caso è testimonial e promuove nuovi prodotti ed è coprotagonista di spot pubblicitari. Pecca di presunzione e soffre di non aver ancora dimostrato che il giudizio degli addetti ai lavori, che lo hanno giudicato uno dei calciatori più promettenti del panorama calcistico europeo, corrisponda alla realtà. Ha una vita anche privata turbolenta. È padre di un figlio, ma non sta insieme alla madre del ragazzo. Andiamo, però, a ritroso nel tempo per conoscere il tortuoso cammino dove gli alti e bassi e le istintive reazioni hanno reso più difficoltoso il suo processo di crescita.

I primi passi nel mondo del calcio giovanile in una scuola calcio vicina alla Salernitana per poi continuare il suo percorso seguendo la carriera del padre, prima allo Spezia poi alla Scuola Calcio Canaletto Sepor nel campo sportivo “Astorre Tanca” che costeggia la ferrovia a nord della città ligure, e nella segreteria della società, su una bacheca, è appesa una foto di Nicolò che alza un trofeo con i Pulcini nel 2009. Già allora si intravvedevano doti tecniche superiori la media. Il suo allenatore Claudio Biagetti tesseva le lodi di quel bambino tutto mancino con una fame calcistica da vendere. Il Canaletto è una scuola calcio dove tra gli altri ha iniziato pure Gianluigi Buffon prima come attaccante e poi portiere. Per Nicolò c’è subito l’interessamento del Genoa che nel 2008 lo inserisce nelle giovanili. A quasi undici anni, nel 2010, la sua destinazione è Firenze. Baggio, Masitto e Cioffi sono i tecnici che lo hanno istruito in Toscana. Claudio Masitto lo ha allenato negli Allievi Regionali, cercando di plasmarlo dal punto di vista mentale: «Era bravo ma gli mancava la cultura del lavoro, faceva i tunnel ma non rincorreva l’avversario. Nelle prime cinque partite lo tenni sempre in panchina, non disputò neanche un minuto. Al padre dissi: “Non preoccuparti, deve capire e fino a che non cresce…”. Recepito il messaggio, dalla sesta giornata, è diventato titolare inamovibile. Nell’estate 2016, mentre il calcio mercato sta volgendo al termine, la Fiorentina, dove Zaniolo ha fatto tutta la trafila nelle giovanili fino agli Allievi, non viene giudicato pronto per la Primavera Viola, quindi gli comunica un inaspettato divorzio. Secondo lo staff tecnico viola, Zaniolo non aveva fatto un salto di qualità, per cui non era in grado di essere inserito nella squadra Primavera. Nicolò ricorda: «Ci sono rimasto male, ho sofferto molto, anche nelle settimane successive». L’agente di allora Gianluca Coti contatta il responsabile del settore giovanile della Virtus Entella, Manuel Montali: «Eravamo al completo, non avevamo bisogno di inserire un altro giocatore». Poi rammentando le sue prodezze calcistiche in Entella-Fiorentina ci ripensa. Oltretutto il ragazzo abitava in zona e quindi non sarebbe stato un convittore. Per di più era svincolato e quindi a costo zero. Un affare considerate le indubbie qualità del ragazzo. Montali decise di prenderlo e la trattativa andò in porto rapidamente. La bocciatura per Nicolò fu devastante anche per le difficoltà di ambientamento in un contesto molto diverso, vissuto in silenzio e con sofferenza. Dopo essere stato inserito nella formazione Primavera, l’11 marzo 2017 in occasione della partita di Serie B contro il Benevento (incontro terminato 0-0) al 93’ fa il suo esordio subentrando a Caputo. Nella stagione 2016-17 ottiene 7 presenze in campionato con l’Entella allenata prima da Roberto Breda e successivamente da Gianpaolo Castorina. C’è anche una telefonata dei responsabili tecnici della Nazionale che preannunciano una possibile convocazione. Nicolò da quella esperienza esce rafforzato. E soprattutto ha diversi estimatori: Sassuolo, Juventus e… Inter. Il 5 luglio 2017 viene acquistato dall’Inter per 2 milioni di euro. Con in nerazzurri si mette in mostra in UEFA Youth League e nel campionato Primavera 1, dando un notevole contributo alla conquista dello Scudetto. Stefano Vecchi, l’allenatore della Primavera nerazzurra: «Mi trovai tra le mani un giocatore già pronto, l’annata all’Entella lo aveva fatto conoscere». Con Vecchi, Nicolò Zaniolo vincerà lo Scudetto di categoria in finale contro la Fiorentina: «Affrontò quelle partite senza voglia di rivalsa, bensì con l’emozione di affrontare vecchi amici. Era un leader, gli altri lo seguivano. Trentacinque presenze, quattordici gol e undici assist sono lo score al termine della stagione. Era cresciuto fisicamente, a volte dovevamo motivarlo dal punto di vista mentale, ma era forte». Non esordisce però in prima squadra anche se Spalletti in occasione della partita Atalanta-Inter (0-0) della 32esima giornata lo porta in panchina.

A giugno 2018 il Direttore Sportivo della Roma, Monchi, tratta la cessione ai nerazzurri di Radja Nainggolan e nell’affare pretende che venga inserito il classe ’99. Niccolò Zaniolo il 26 giugno 2018 viene ceduto per 4,5 milioni di euro (più il 15% di una futura cessione). Il 19 settembre, a 19 anni, viene schierato titolare nella partita di Champions League persa 3-0 contro il Real Madrid allo Stadio Santiago Bernabeu. Una settimana dopo debutta in Serie A, subentrando al 67’ a Javier Pastore nel match contro il Frosinone vinto dalla Roma per 4-0. Il 26 dicembre nella 18esima giornata di campionato segna il suo primo gol nella partita vinta 3-1 all’Olimpico contro il Sassuolo. L’escalation continua. Il 14 gennaio 2019 debutta anche in Coppa Italia disputando gli ultimi minuti della gara degli ottavi di finale contro la Virtus Entella, sua ex squadra militante in Serie C. Il 12 febbraio, in occasione della partita di andata degli ottavi di finale di Champions League vinta 2-1 contro il Porto, realizza le sue prime due reti nelle coppe europee, diventando il più giovane calciatore italiano ad aver segnato una doppietta nella massima competizione continentale. Sotto la guida di Claudio Ranieri, subentrato a Di Francesco, viene schierato prevalentemente come ala destra. Termina la stagione con 36 presenze stagionali e 6 gol di cui 4 in campionato. Viene insignito dal Premio Lega Serie A come miglior giovane della stagione. Non tutto è sempre rose e fiori. Per due volte si è rotto il crociato ed è dovuto ripartire. Il 12 gennaio 2020, durante l’ultima partita del girone di andata giocata all’Olimpico contro la Juventus (1-2), riporta la rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro con associata lesione al menisco. Ritorna in campo 6 mesi dopo il 5 luglio in occasione della sconfitta col Napoli subentrando a Justin Kluivert nel corso del secondo tempo. L’incidente si ripete nel settembre 2020 in seguito all’infortunio al legamento del ginocchio destro che lo costringe a saltare tutta la stagione 2020-2021. Ritorna in campo il 19 agosto 2021 nella partita di andata dei playoff di Europa Conference League vinta 2-1 contro il Trabzonspor a Trebisonda e torna al gol nella gara di ritorno vinta per 3-0 contro la squadra turca. L’ultimo infortunio in ordine di tempo giovedì 9 dicembre nel match vinto (3-2) dalla Roma contro il CSKA Sofia: al 22’ del st subentra ad Abraham, diciotto minuti dopo (al ’40) si ferma per un problema all’adduttore destro.


Zaniolo e la Nazionale. Nel 2018 con l’Under 19 ha disputato l’Europeo di categoria, terminato al secondo posto. Il 5 ottobre 2018 prima chiamata con la nazionale Under 21 con cui esordisce l’11 ottobre giocando l’incontro amichevole perso 0-1 contro i pari età del Belgio. Viene convocato per l’Europeo Under 21 2019 in Italia dove scende in campo nelle prime due partite del girone. Prima della terza gara Zaniolo, già squalificato per somma di ammonizioni, e il compagno Kean vengono puniti dal CT Luigi Di Biagio per motivi disciplinari. Le presenze: 2 con l’Italia Under 18; 18 con 6 gol nell’Italia Under 19; 8 con l’Italia Under 21; Europei di calcio Under 19: Argento Finlandia 2018. Nel settembre 2018, ancora prima di esordire in Serie A, viene convocato da Roberto Mancini per le prime due partite della UEFA Nations League: è il quarto giocatore a venire convocato senza avere mai giocato nella massima serie dopo Costantino, Maccarone e Verratti. Esordisce in nazionale il 23 marzo 2019 a 19 anni e 8 mesi, subentrando proprio a Verratti a 5 minuti dalla fine. Il 15 ottobre per la prima volta viene utilizzato come titolare e nella partita vinta 5-0 contro la Finlandia a Udine (18 novembre 2019) alla sua quinta presenza realizza i suoi primi gol in nazionale siglando una doppietta nella gara vinta 9-1 contro l’Armenia a Palermo. All’età di 20 anni e 139 giorni diventa anche il più giovane marcatore della Roma in Azzurro. Il 7 settembre 2020 nella partita di Nations League disputata ad Amsterdam contro i Paesi Bassi riporta la frattura del legamento crociato del ginocchio sinistro. Torna a giocare in nazionale il 5 settembre 2021 entrando nel secondo tempo della gara della qualificazione ai mondiali pareggiata (o-0) contro la Svizzera a Basilea. Gioie e momenti difficili che Zaniolo ha sempre condiviso con tutta la famiglia. Con la madre che è stata una sorta di sua tassista visto che Nicolò non aveva ancora la patente e le piccole discussioni con il padre che voleva vedergli terminare il percorso scolastico. Nella vita romana i riflettori sono costantemente puntati su ogni sua mossa e sul comportamento in campo, anche con Mourinho, e fuori. Ma nella Capitale il ragazzo sta bene e non ha nessuna voglia di cambiare.

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