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Giovani talenti, argine contro la legione straniera

L'Italia fuori dai Mondiali, i numeri dei principali campionati e i risultati delle giovanili che fanno pensare

Giovani talenti, argine contro la legione straniera

L’incredibile sconfitta per 1-0 contro la Macedonia del Nord ci è costata la seconda eliminazione consecutiva dai Mondiali. Un commento che fa riflettere ed è lo specchio di quanto è accaduto: «Non siamo davanti ad una sconfitta, siamo una lunga crisi del sistema. Non funziona il nostro modo di fare calcio. Mancano le soluzioni». In effetti se si considera che l’Italia, contro un avversario di modesta levatura, poteva contare su un tridente d’attacco con Immobile (21 gol in campionato), Berardi (14 gol e 11 assist), Insigne (7 gol e 4 assist) e con Raspadori (9 gol) e Joao Pedro (10 gol) subentrati nella ripresa, sinceramente non ci aspettavano che non fossero in grado di segnare uno straccio di gol. In realtà sono venuti meno gli assist e rifornimenti per le punte. Sono mancati l’estro e l’inventiva nei passaggi. Così gli attaccanti non sono stati adeguatamente messi in condizione di rendere al meglio. Non sono stati sufficienti i 32 tiri in porta di cui solo 5 nello specchio. Anche se qualche grave errore di mira, in ogni caso, è stato commesso. Forse, col senno di poi, qualche giocatore sceso in campo contro la Turchia avrebbe potuto garantire un rendimento migliore.

Paradossalmente si possono avere in squadra anche campioni come Messi e Ronaldo ma se la squadra non esprime un gioco corale ben organizzato, così come è accaduto al PSG e Manchester United, si viene eliminati dalla Champions League. Ovviamente nessuno dei nostri nazionali può essere paragonato ai due fuoriclasse, ma certamente sul piano della qualità erano comunque superiori ai macedoni. Probabilmente l’eliminazione è causata anche da un tasso tecnico del calcio italiano che si è impoverito per la mancanza di fuoriclasse in grado di fare la differenza, conseguenza di un utilizzo sempre maggiore di calciatori stranieri, passati in Serie A dal 56% al 64% e in Serie B dal 24% al 30%. Oltretutto l’autore del gol della storica beffa è il centravanti Aleksandar Trajkovski, 29 anni, che nell’estate 2015 Zamparini, allora presidente del Palermo, acquistò in Belgio dopo la cessione di Dybala alla Juventus. Quattro anni a Palermo dove disputò 113 partite segnando 20 gol (12 in Serie A, 4 in Serie B, e 4 in Coppa Italia), poi venne ceduto senza rimpianti al Maiorca e all’Alborg in Danimarca: adesso è in Arabia Saudita. Un giocatore non eccelso che sicuramente non vale gli affermati goleador di casa nostra, ma lui, ironia della sorte, è stato il protagonista e match-winner contro l’Italia. Col Portogallo però Trajkovski ha disputato una partita insufficiente. A conferma che non è un fenomeno.

Il ricambio generazionale in Italia è fortemente penalizzato dall’aumento di giocatori stranieri che oggi affollano le nostre squadre e le formazioni della Primavera, un tempo rampa di lancio dei nostri migliori giovani. Oggi nelle 18 squadre del Campionato Primavera 1 i calciatori delle rose sono 553, di cui 196 sono stranieri. In pratica il 35,55% non sono italiani. Uno dei diretti interessati conferma: «Da noi c’è poca fiducia nei giovani. In altri Paesi c’è più spazio, da noi ti dicono che non sei pronto dopo due partite storte». Alcune percentuali che riguardano questo campionato giovanile: il Lecce schiera 10 stranieri su 11 cioè’ il 55,55%. L’Atalanta il 41,37%, la Juventus 39,28%, l’Inter il 37,93%, il Torino 32,25%, il Milan 29,16%, il Napoli 17,14%. La defiscalizzazione garantita dal del Decreto Crescita ha influito sugli ingaggi e favorito gli acquisti di giocatori stranieri che nel 2021-22 in Serie A sono saliti al 64,2%. E in Serie B: 30,18%. Si restringe sempre più la scelta dei giocatori per la Nazionale. Soltanto Empoli e Genoa sono sotto al 50%. L’Udinese, con l’88%, è il club che punta di più sugli stranieri. La graduatoria delle percentuali dei giocatori stranieri nelle rose delle squadre di Serie A: Lazio 75%, Milan e Bologna al 74%, Napoli 72%, Inter 71%, Juventus 66%, Fiorentina e Cagliari 64%; Roma 63%; Spezia 62%, Verona 61%, Venezia 55%, Sassuolo 54%, Sampdoria 53%, Salernitana 51%, Empoli 38%; Genoa 36%. Anche in Serie B gli stranieri sono in forte aumento. La Primavera era un bacino d’utenza dove si allevavano i migliori talenti di casa nostra. Adesso c’è meno spazio: i club vanno all’estero per acquistare i diciottenni e la percentuale dei soli contrattualizzati è salita al 43%.

La partita amichevole tra Turchia-Italia 2-3 è una sorta di consolazione tra le squadre eliminate dal Mondiale, che forse accentua qualche rimpianto. I ricambi di Mancini hanno disputato una buona prestazione. Il gol di Cristante e la doppietta di Raspadori hanno compensato le distrazioni di Donnarumma. In Turchia la Nazionale ha dimostrato di avere alcuni giovani che possono essere utili. I ricambi comunque sono difficili. I club italiani preferiscono investire all’estero quindi il campionato non è più un ricco serbatoio dal quale attingere i sostituti dell’attuale organico della Nazionale. Per ora dobbiamo fare di necessità virtù con quello che passa il convento. Il primo passo, dopo la debacle macedone, è consolatorio. Le note positive arrivano dalle Nazionali giovanili. L’Under 21 di Rovella e Carnesecchi ha concluso in testa il girone di qualificazione all’Europeo di categoria che si giocherà nel 2023. L’Under 20 di Carboni e Moro ha vinto per la prima volta il Torneo 8 Nazioni Elite League. L’Italia Under 19 di Scalvini, Gnonto e Miretti si è qualificata alla fase finale dell’Europeo di categoria che si giocherà in Slovacchia. Addirittura ci sono giocatori italiani andati all’estero che sono stati valorizzati. Tra i migliori delle Nazionali Under ci sono Nicolò Tresoldi dell’Hannover, Fabio Chiarodia difensore centrale del 2005 del Werder Brema che ha già debuttato in Bundesliga, Fabio Tosiello del Darmstadt e la mezzala Cher Ndour che gioca in Portogallo nel Benfica ed è molto apprezzato per le sue doti tecniche. Wilfried Gnonto, classe 2003 ex Inter, ha segnato 8 gol con lo Zurigo. Anche Seba Esposito per trovare spazio è dovuto andare a giocare in Svizzera, nel Basilea. In Italia i giovani più in vista già segnalatesi in Serie A: Giorgio Scalvini dell’Atalanta e Diego Coppola del Verona, Nicolò Turco della Juventus, Marco Nasti del Milan e Luca Moro del Catania in dirittura d’arrivo al Sassuolo. C’è quindi una solida base di giovani di belle speranze su cui impostare il prossimo futuro del calcio italiano anche perché i risultati delle nostre rappresentative sono stati conseguiti con un gioco convincente. Bisogna soltanto avere il coraggio di dare più spazio nelle prime squadre a questi ragazzi.

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