Cerca

Crudelizia

Quando il calcio diventa boxe: i violenti litigi tra giocatori e allenatori

Le “Cassanate” e la rissa Ibrahimovic-Onyewu, le bizze di Balotelli e la caccia all’uomo di Estudiantes-Milan nel ’69

Quando il calcio diventa boxe: i violenti litigi tra giocatori e allenatori

Bad Boys: Mario Balotelli e la lite con Mancini, Antonio Cassano e le sfuriate con Capello

Spesso allenatori e giocatori sono stati protagonisti di litigate poi sconfinate addirittura in scontri fisici. L’elenco è lungo è comprende molti personaggi famosi che non hanno saputo controllare il loro self-control con epiloghi violenti. Fabio Capello ha più volte rammentato gli scontri con Antonio Cassano ai tempi della Roma, i duri faccia a faccia con Ruud Gullit al Milan, e quelli altrettanto animati sempre con Cassano al Real Madrid.

Antonio Cassano dopo le sue sceneggiate a Roma concede il bis e il tris nei suoi trascorsi alla Sampdoria. Nell’ottobre 2010 è protagonista di una violenta lite con Riccardo Garrone a causa del rifiuto di partecipare ad una serata organizzata da un club di tifosi doriani che volevano premiarlo. La conseguenza della scomposta presa di posizione ha avuto come logica conclusione la messa fuori rosa e nel gennaio 2010 viene trasferito al Milan. Dopo il suo ritorno alla Sampdoria nel maggio 2016, dopo una pesante sconfitta nel derby contro il Genoa ha un duro scontro verbale con l’Avvocato della società Romei. Come previsto dalla clausola “anti-cassanate” nel contratto di Antonio la separazione è inevitabile.



IBRA CONTRO TUTTI

Zlatan Ibrahimovic ha parlato sovente dei pessimi rapporti che aveva con Pep Guardiola, suo allenatore al Barcellona. Nella sua autobiografia racconta della volta in cui dopo una partita contro il Villareal gli urlò di tutto trattenuto a stento dai compagni. I faccia a faccia con Lukaku fanno parte della storia ma l’episodio clou, datato venerdì 5 novembre 2010, è soprattutto quello con Oguchi Onyewu. I fatti: durante una partitella di allenamento un’entrata a piedi uniti di Ibra aveva scatenato la reazione di Onyewu, che rialzatosi da terra aveva reagito con un pugno sulla spalla dello svedese e lo aveva afferrato per il collo dando vita a una colluttazione brutale che aveva chiesto parecchio sforzo per essere interrotta. Fu uno scontro durissimo tra due ragazzi di 90 chili che rotolavano sul terreno tirandosi ginocchiate e pugni. Erano furiosi e impazziti di rabbia. Ci volle tutto il gruppo per dividerli col rischio che qualcuno si facesse male perché erano due colossi. Da quello scontro Ibra venne fuori con una costola rotta, come da referto medico. Eppure due giorni dopo era già in campo contro il Bari, cinque contro il Palermo e nove nel derby contro l’Inter che certificò il sorpasso dei rossoneri sui nerazzurri, deciso proprio da un gol di Ibrahimovic. L’episodio è avvenuto sul campo esterno di Milanello. Gattuso ricorda: «Dopo quell’intervento duro sono andato per dividerli. E ho preso uno schiaffo da una parte e uno dall’altra, sono stati 25 minuti a terra a menarsi senza che nessuno andasse lì». Massimo Oddo, però, minimizza: «Sono venuti alle mani, ma nulla di eccessivo. Gattuso provò a dividerli e si prese un pugno fortissimo sulla faccia». Ibra era già stato protagonista di litigi con Mido e Van der Vaart ai tempi dell’Ajax e soprattutto con Zebina alla Juventus, un incidente con tanto di occhio rosso di sangue del francese a certificare la fisicità dello scontro. L’ultima tremenda litigata è avvenuta proprio nel derby di Coppa Ialia con Lukaku.

LE BALOTELLATE DI SUPERMARIO

Nel gennaio 2013 durante gli allenamenti del Manchester City, allenatore Roberto Mancini, c’è una clamorosa lite con Mario Balotelli. Un intervento molto scomposto di Mario nei confronti del compagno di squadra Scott Sinclair manda su tutte le furie l’allenatore che riprende verbalmente l’attaccante, che non accetta il rimprovero e risponde per le rime. Mancini reagisce: afferra Balotelli per la pettorina e il collo e poi lo spinge via con forza. Balotelli (che era già stato multato di 417mila euro nelle settimane precedenti) anche a causa di quell’episodio viene ceduto al Milan. SuperMario ora è in Turchia ed è stato protagonista di uno dei suoi show da “testa calda”. Dopo il fischio finale della partita tra il suo Aadam Drmirspor e il Besiktas (terminata 3-3) ha avuto uno scontro col tecnico del Besiktas, Sergen Yalcin, che nel 2010 avrebbe rifiutato il suo arrivo al club turco proprio per i suoi scatti poco edificanti.

IL RING DI FIRENZE

La lite tra Delio Rossi e Adem Ljajic va annoverata tra gli episodi più clamorosi. Il 2 maggio 2012 la Fiorentina, vicina alla zona retrocessione (a 6 punti dalla terzultima), affronta in un match di grande tensione il Novara penultimo. Dopo mezzora i viola allenati da Delio Rossi sono sotto di due gol. Le contestazioni del pubblico viola si fanno sentire. Il tecnico al 32’ decide di sostituire Adem Ljajic. Il calciatore serbo esce dal campo e mentre si avvicina alla panchina dice qualcosa all’allenatore e lo applaude ironicamente. A quel punto il tecnico perde completamente il controllo e si scaglia contro il giocatore colpendolo ripetutamente nonostante l’intervento di molti componenti della panchina accorsi per fermare la rissa. La Fiorentina riuscirà a pareggiare l’incontro e ad evitare la retrocessione ma l’episodio avrà conseguenze pesanti per i due protagonisti. Delio Rossi sarà esonerato al termine della partita e squalificato per tre mesi mentre Ljajic verrà messo immediatamente fuori rosa.

COME RINGHIA GATTUSO

Stavolta tocca a Gennaro Gattuso salire sul podio dei litiganti. Il 15 febbraio 2011 il Tottenham affronta il Milan a San Siro nel match di andata degli ottavi di finale di Champions League. Prevalgono gli Spurs per 1-0, ma l’episodio che desta maggior scalpore è lo scontro tra Ringhio e l’allenatore in seconda dei londinesi Joe Jordan detto lo “Squalo” (che fra l’altro negli anni ’80 aveva militato nel Milan). Gattuso nel corso della partita più volte si lamenta per alcuni commenti poco edificanti di Jordan. Già nei primi minuti Gattuso aveva rimediato un’ammonizione (che gli avrebbe impedito di giocare il match di ritorno) e nel corso del secondo tempo tenta di afferrare per il collo l’allenatore scozzese. Il seguito arriva dopo il fischio finale: Ringhio si avventa su Jordan colpendolo alla fronte con una leggera testata, un gesto premonitore di una imminente rissa, evitata fortunatamente dall’intervento degli altri calciatori che a fatica cercheranno di trattenere la furia del rossonero. Un episodio per il quale Gattuso si scusò affermando di aver perso la testa di fronte alle provocazioni di Jordan, e che gli costò 5 turni di squalifica e l’antipatia dei supporters degli Spurs che lanciarono l’hashtag “Gattuso Out”.

LA CACCIA ALL'UOMO DI LA PLATA

Il 22 ottobre 1969 sul campo della Bombonera di Buenos Aires i padroni di casa dell’Estudiantes di La Plata affrontano il Milan che all’andata aveva vinto per 3-0 con due gol di Sormani e uno di Nestor Combin. Il problema era proprio Combin, i giornalisti e i giocatori argentini lo consideravano un disertore. Combin era argentino di nascita, ma naturalizzato francese e per di più aveva segnato un gol. C’era il fermo proposito di fargliela pagare. L’Estudiantes in quegli anni era una sorta di fenomeno, la squadra di una piccola città che era arrivata a dominare il calcio sudamericano, un orgoglio nazionale e quindi al centro delle attenzioni. Ebbene proprio per questi motivi si rivelerà una delle più violente partite della storia del calcio. Significativo il prologo. Il Milan esce dal sottopassaggio per entrare sul campo. Gli ultimi metri non sono protetti e appena i giocatori sbucano fuori su di loro viene rovesciato del caffè bollente. Bagnati di caffè i rossoneri sono al centro del campo schierati per la foto. E mentre si mettono uno accanto all’altro, chi in piedi e chi in ginocchio, ecco che entrano i giocatori dell’Estudiantes. Hanno un pallone a testa e inventano una strana maniera per il riscaldamento: prendono a pallate i milanisti. Giovanni Lodetti racconta: «La partita è stata tutta una battaglia, erano tutti picchiatori quando avevi il pallone arrivava qualcuno e interveniva pesantemente senza nessuna remora. L’arbitro se ne fregava bellamente e lasciava correre. Ci fu un terzino che falciò Prati, poi arrivò il portiere Poletti e gli mollò un calcio nella schiena. Prati dovette uscire dal campo». Il Milan passa in vantaggio con una splendida azione di Rivera. L’Estudiantes ribalta subito il punteggio con Conigliaro e Suarez, ma i rossoneri rimangono abbastanza tranquilli forti del risultato dell’andata. Nella ripresa, vista l’impossibilità di vincere la Coppa, il primo obbiettivo diventa punire il disertore Combin. Il giustiziere è ancora Poletti che sferra un cazzotto devastante al francese, che esce dal campo con la faccia sanguinante: spaccati il naso e lo zigomo. Ma non finisce qui. A fine partita arrivano quattro poliziotti con una macchina e se lo portano via. Arrestato. Lo scandalo fu tale che in seguito Poletti fu radiato dalla sua Federazione. Il Milan si prende la Coppa e va all’aeroporto. Di Combin nessuna traccia. La squadra è solidale e compatta, Rocco in testa. Disposizione tassativa: senza di lui non si parte. Si mette in moto la diplomazia, ci sono contatti tra le due ambasciate, gli argentini vogliono trattenere Combin per mandarlo a fare il militare. Finalmente la situazione si sblocca, il centravanti appare all’imbarco, l’aereo può decollare.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Sprint e Sport

Caratteri rimanenti: 400