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Gianni Baldin si è dimesso: «Non esistono solo le società di Torino»

Il Consigliere regionale lascia l'incarico, vincono gli "eletti" dell'area metropolitana

Gianni Baldin

Calcio Piemonte: l'ex consigliere Gianni Baldin

La telenovela iniziata con l’elezione di Christian Mossino a vice presidente vicario della Lega Nazionale Dilettanti si conclude nella maniera più inattesa. Gianni Baldin si è dimesso dalla carica di Consigliere regionale del Comitato regionale Piemonte Valle d’Aosta. Le motivazioni in un comunicato di poche righe: «Avevo chiesto di diventare vice presidente vicario e invece Mauro Foschia ha preferito convergere su altre figure». Per capire bene quella che è veramente una telenovela bisogna fare dieci passi indietro ed essere molto stringati. La carta costa. Tutto nasce dalla elezione di Mossino alla LND, le cariche sono incompatibili, bisogna eleggere un nuovo presidente. Il passaggio del testimone a Mauro Foschia dovrebbe essere scontato, è il vicario, la legislatura è corta, è un buon politico, conosce la macchina del Comitato. Invece il Consiglio si spacca, da una parte le società del Piemonte orientale con Agostino Guarnieri e Gianni Baldin che vorrebbero una nuova figura, un traghettatore, e individuano in Andrea Coppo il possibile candidato. Dall’altra i consiglieri di Torino capeggiati da Eudo Giachetti, a cui poi si aggiunge Enrico Giacca (consigliere di riferimento di Cuneo) che vorrebbero quale nuovo presidente il segretario Roberto Scrofani.

Ad un certo punto Scrofani e Coppo trovano un accordo, Coppo presidente per due anni e poi largo a Scrofani. Ma i consiglieri di Torino (Ventura, Candido, Agnino e Giachetti) non mollano e minacciano di sfiduciare qualunque Consiglio che si sarebbe venuto a trovare. Se avessero fatto votare le società che rappresentano, escluso Giachetti, farebbero fatica ad arrivare a trenta, ma in consiglio sono quattro e quindi bisogna tenerne conto. Si arriva quindi ad un compromesso, Coppo ritira la sua candidatura: «volevo unire - dirà poi - non disunire, però mi è servito questo passaggio per capire chi sono gli amici e chi i quaqquaraquà», e allora Guarnieri e Baldin convergono su Foschia. Nel passaggio pre candidatura però Baldin chiede per sé la vice presidenza. Una volta eletto Foschia però la storia si ripete, i consiglieri di Torino sono contrari all’elezione di Baldin il quale fa un passo indietro: «Non chiedo per me, chiedo per le società del Piemonte orientale che meritano una rappresentanza nel Consiglio di presidenza, date il vicariato a Agostino Guarnieri». I consiglieri di Torino però non mollano, minacciano al sfiducia e alla fine la poltrona va a Eudo Giachetti e Baldin si dimette.

In tutto questo bailamme però non è esente da colpe nemmeno Christian Mossino che tre anni fa ha messo in piedi un consiglio direttivo mediocre e che nel momento in cui è venuta a mancare la sua figura di leader sono emerse tutte le contraddizioni. E che questo governo pensi solo alle società di Torino è un dato di fatto ormai consolidato.

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