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Il calcio italiano è sempre più in mano alle proprietà straniere

Dal Milan alla Nocerina, la nuova tendenza sta prendendo sempre più piede: in Serie A 7 club non parlano la nostra lingua

Fondi multimiliardari

Sempre più proprietà straniere si stanno impadronendo della Serie A

Molte squadre del calcio italiano sono diventate proprietà di società straniere. Attualmente sono 23 i club italiani ceduti a imprenditori esteri. La loro provenienza: 13 dagli Stati Uniti, 1 dalla Cina (Inter), poi Canada (Bologna), Indonesia (Como), Regno Unito (Palermo), Francia (Padova), Svizzera (Campobasso), Australia (Triestina), Malesia (Ancona), Armenia (Siena) e Lussemburgo (Entella).

CATEGORIA PER CATEGORIA

Nel dettaglio i campionati ai quali parteciperanno le squadre di proprietà straniere. In Serie A: 7. Atalanta di Bain Capital. Il Milan di Elliott/Redbird. Lo Spezia della Famiglia Platek. Fiorentina di Mediacom. La Roma di The Friedkin Group. L’Inter di Suning Holding Group. Il Bologna di Saputo Inc. In Serie B: 8. Il Genoa di 777 Partners. Il Parma di Krause Group. Il Pisa di Alexander Knaster. La Spal di Joe Tacopina. Il Venezia di Vic Newco 2020 Uc. Il Como di Sent Entertainment. Il Palermo di City Football Group. L’Ascoli di North Sixth Group (comproprietaria). In Serie C: 7. Il Cesena di Jrl Investment Partners Llc. Il Padova di J4A Holdings II Sarl. Il Campobasso di Halley Holding. La Triestina di Metricon Home Bulders. L’Ancona di Tony Tiang. Il Siena di Berkeley Capital. L’Entella di Duferco Industrial. In Serie D: 1. La Nocerina rilevata da Giancarlo Natale, businessman americano. Giancarlo Natale è un produttore del Wine Island Boston, direttore del Boston, Atlanta e California Pizza Festival. È suo intendimento, insieme con l’altro imprenditore Raffaele Scalzi, creare un asse Boston-Nocera.

4 MILIONI DI EURO ALL'ORA

L’acquisto suscettibile di sostanziosi investimenti è quello del Como. I nuovi proprietari, i fratelli indonesiani Robert e Michael Hartono sono titolari della Sent Entertainment, una delle società tra le più ricche al mondo (44,54 miliardi di euro di patrimonio). Sicuramente in Italia sono i patron calcistici più ricchi. Gli Hartono, che hanno acquistato il Como nel 2019, sono fondatori del marchio di sigarette Djarum, uno dei più famosi in tutta l’Asia. I due miliardari guadagnano 4 milioni di euro all’ora. Non a caso per rinforzare i lariani hanno ingaggiato con un contratto biennale - ma sarà anche azionista di minoranza del club - il fuoriclasse Cesc Fabregas, 35enne regista spagnolo svincolato dal Monaco. Fabregas è stato vincitore di un Mondiale nel 2010 e di due Europei nel 2008 e nel 2012 con la Spagna e di 12 trofei: Community Shield e Coppa d’Inghilterra con Arsenal; Coppa del Mondo per club, Liga, Supercoppa Europea, 2 Supercoppe e Coppa di Spagna col Barcellona; Premier, Coppa di Lega e Coppa d’Inghilterra col Chelsea. L’ultima tappa del suo percorso agonistico nel Principato di Monaco non è stata esaltante. Comunque rimane un fuoriclasse, magari oggi un po’ attempato, ma in grado di portare il Como ad alti livelli.

BLUCERCHIATI A STELLE E STRISCE?

Altra società che molto probabilmente verrà acquistata è la Sampdoria. Il fondo statunitense Ceberus e la holding britannica Redstone Capital hanno presentato una prima offerta alla Banca Lazard che ha il ruolo di advisor per la cessione della società, e al commercialista di Mestre che da mesi ha il compito di chiudere il passaggio di proprietà. L’offerta dovrebbe aggirarsi attorno ai 20 milioni, cifra da destinare ai creditori di Eleven Finance e Farvem (due società di Ferrero a forte rischio fallimento). A questa cifra vanno poi aggiunti 130 milioni di debiti della Sampdoria che dovrà accollarsi il nuovo compratore. C’è anche un gruppo arabo Sami Al Hokair società saudita del settore immobiliare e commerciale, interessato all’acquisto dei doriani. La Sampdoria comunque ha necessità di chiudere in fretta la cessione proprio perché oberata dai debiti e a rischio fallimento. Magari proprio prima della fine di agosto. Dopo Milan, Roma, Fiorentina, Atalanta, Bologna, Spezia, Genoa, Parma e Venezia anche i blucerchiati potrebbero ripartire da una società del Nord America.

LE MULTIPROPRIETA'

Tanto per cambiare un fondo investimento statunitense, il Pacific Media Group del finanziere Paul Conway, che ha già delle partecipazioni in altre società calcistiche come il Kaiserslaurten (Olanda), Nancy (Francia), Esbjerg (Danimarca) e Oostende (Belgio), è interessato all’Hellas Verona il cui proprietario non è intenzionato a vendere. Calcio italiano in crisi. Poi saltano fuori le multiproprietà. Con la proroga slittata dal 2024 al 2028 emanata nell’ultimo Consiglio Federale grazie all’intervento del presidente Gabriele Gravina, Aurelio De Laurentiis che controlla il Napoli e il Bari da quest’anno in Serie B e Maurizio Setti a capo della multiproprietà Hellas Verona e Mantova, hanno motivi di essere soddisfatti. È stata infatti prorogata la norma della scadenza del divieto delle multiproprietà (anche per club non partecipanti allo stesso campionato) all’inizio della stagione 2028/2029. Evidentemente queste operazioni permettono investimenti in grado di portare ritorni economici.

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