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L'intervista

Ausonia, il tecnico degli Esordienti B Andrea Cioffi: «L'arrivo di Faccenda e Gasparro ci ha aiutato molto»

I classe 2010 stanno facendo un ottimo lavoro e la vittoria contro il Franco Scarioni di settimana scorsa ne è la prova. La soddisfazione di Cioffi è alle stelle

Ausonia Esordienti B

Belli e sorridenti. Gli Esordienti di Andrea Cioffi immortalati insieme al proprio allenatore

L'arrivo di Andrea Cioffi all'Ausonia al comando degli Esordienti B si è rivelata la scelta migliore che la società potesse fare: il campionato, infatti, sta andando a gonfie vele e la sua squadra sta ottenendo degli ottimi risultati. È proprio di settimana scorsa il risultato utile conseguito contro il Franco Scarioni, che ha fatto volare i suoi al primo posto: un ribaltone portato avanti da Fiorini e Mariano che si è concluso sul 3-1 dopo lo svantaggio del primo tempo ed il pareggio del secondo.

A parlare dell'avvio di stagione, lo stesso Cioffi, che commenta: «In società sta andando tutto molto bene. A settembre, sono arrivate anche due figure nuove che hanno sicuramente rafforzato lo staff. Si tratta di Andrea Faccenda e Manuel Gasparro - entrambi in arrivo dall'Alcione - che hanno preso in mano la direzione tecnico-sportiva. Sono due persone che sanno lavorare e, soprattutto, far lavorare gli altri. Con loro si viaggia sulla stessa lunghezza d'onda e quando le cose vanno in questa direzione, non si può che fare bene. Sono sempre sul campo e quindi hanno le idee ben chiare su ciò che accade, conoscono le problematiche, danno consigli per apportare miglioramenti - sempre molto utili perché aiutano sia allenatori che atleti - ma sono anche aperti ai suggerimenti».

L'arrivo dei due ha portato una boccata d'aria fresca nella società milanese: «Faccenda ci aiuta molto spiegando la metodologia del lavoro che avvicina l'allenamento alla partita, riproducendo le situazioni e la partita durante la settimana. Questa tecnica sta dando i suoi frutti ed è un lavoro che bisognerà riprodurre nuovamente l'anno prossimo per preparare i ragazzi al gioco ad 11. Bisogna portare intensità nell'allenamento, ridurre i tempi morti al minimo e, se possibile, aumentare la difficoltà. In sostanza, abituare l'atleta ad affrontare il "peggio" per avere giocate semplici e saper interpretare qualunque situazione in partita».

Il discorso si sposta poi sui propri ragazzi: «Il mio gruppo sta lavorando bene. Sono ragazzi davvero disponibili: per loro si tratta di un momento delicatissimo, si parla di un passaggio importante nel modo di giocare, nel lavoro di squadra e devono entrare nel concetto che se vogliono vincere, devono lavorare sodo. Ci sono tre o quattro elementi che stanno spiccando il volo e che si stanno facendo notare: è un gruppo che ha voglia di fare», conclude, soddisfatto, il tecnico.

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