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Vighignolo, Luca De Vivo sul fermo campionati: «Vorremmo più certezze. Per i miei 2007 è stato difficile il passaggio in Agonistica»

Vighignolo Under 14
« Ci piacerebbe avere più certezze, percepire più sicurezza nelle direttive che ci arrivano riguardo ad una possibile ripresa futura»: così testimonia dalle fila del Vighignolo Luca De Vivo, allenatore che, dopo aver concluso l'anno scorso il biennio con l'Under15, aveva iniziato questa nuova stagione prendendo in carica una squadra di Under14 che avrebbe giocato sottoetà. Pieno di speranze, come tanti altri ha dovuto assistere ad un nuovo fermo dei campionati, con tutto lo sconforto psicologico che questo comporta: « Con ancora l'amaro in bocca per non aver portato a termine sul campo il campionato dell'anno scorso, con cui la categoria si è conquistata l'ingresso ai Regionali, ci troviamo di fronte a un nuovo punto di domanda. La nostra società, come tutte, si era attrezzata per rispettare tutte le disposizioni: tutto ciò che sentiamo dire in risposta è un "poi vediamo". È un approccio che abbatte e non poco». L'allenatore sottolinea poi gli strascichi che si porta dietro la scorsa stagione: « I miei 2007 non hanno potuto sfruttare il percorso formativo dell'Attività di Base nella sua interezza, e nei due mesi in cui abbiamo lavorato insieme sono emerse difficoltà sia tecniche che di gestione: non é stato il giusto modo di compiere il passaggio in agonistica, dove gli sforzi richiesti e le regole cambiano totalmente. Già di per sé é un momento difficile, con differenze fisico-atletiche tra i ragazzi caratteristiche proprio di quell'età; con tre-quattro mesi di fermo alle spalle é stato un salto ancora più complicato».   Luca De Vivo Vighignolo Under 14   Per quanto riguarda poi le modalità a cui qualcuno ricorre per non interrompere il percorso formativo e atletico dei ragazzi, come "allenamenti a distanza" e simili, De Vivo si schiera dalla parte degli scettici: « Io insegno educazione fisica a scuola, quindi ho confidenza con la didattica a distanza, però non credo che in questo caso si possa parlare di calcio: sono d'accordo con le chiamate che accorciano le distanze e servono a darci sostegno l'un l'altro, e al massimo con qualche forma individuale monitorata di allenamento, ma il calcio é fatto di relazioni, contatto e confronto, e sicuramente con queste modalità non si può portare avanti il percorso di crescita a cui siamo abituati, soprattutto perché non si ha un obbiettivo temporale concreto davanti». Nonostante tutto però, il tecnico biancoblù crede speranzoso che in un momento come questo si possa andare ben oltre una semplice "resistenza" e si augura che tutti colgano l'occasione per prendere in considerazione nuovi stimoli e dare nuovi spunti. « Spero, come tutti i grandi appassionati di questo sport, di riprendere davvero a inizio 2021, con più certezze e senza lo spettro incombente di un nuovo blocco. Sarebbe, in quel caso, davvero logorante per tutti».
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