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Buccinasco Esordienti 2008, il tecnico Gianluca Calabretta e l'amore per la sua squadra

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Gianluca Calabretta è per il quarto anno consecutivo l’allenatore dei 2008 del Buccinasco. Ha cominciato questo percorso affiancando la persona che inizialmente allenava questa annata quando gareggiavano nella categoria dei Pulcini. Dopo qualche mese, però, l'ormai ex tecnico ha deciso di lasciare i ragazzi e da quel momento è subentrato lui. Era la sua prima avventura da allenatore in assoluto, e tutto quello che ha imparato nel corso degli anni non lo deve solo all’esperienza acquisita ma anche al supporto della società che mette a disposizione lezioni e webinar per i tecnici. È stata essenziale per la sua preparazione l’affiliazione societaria con il Modena FC che crea dei momenti di formazione e aggiornamento per gli allenatori che seguono i ragazzi dai 5 ai 12 anni. Della sua squadra, il tecnico Calabretta si dice “innamorato” e continua spiegando che è un amore che va al di là del mero discorso calcistico: « Mi ritengo fortunato, i ragazzi sono educatissimi, non fanno mai storie, qualsiasi tipo di lavoro proposto in allenamento, anche il più noioso, lo fanno, sono bravi e non si lamentano, lavorano sodo e con costanza. Ogni tipo di lavoro svolto con loro dà soddisfazione, perché in tutte le prove affrontate riescono a portare a casa un risultato. Sono uniti, si vede che sono un gruppo, in particolar modo si vede quando giocano, trasmettono la loro felicità nel giocare e il senso di un gruppo solido e compatto». Il risultato dell’unione e dell’impegno della squadra è sicuramente dato alla figura del tecnico e alla continuità che è riuscito a donare negli insegnamenti ai ragazzi. Calabretta spiega: « Li ho presi con me che erano in quarta elementare, ora sono in seconda media. Ho visto i cambiamenti dei ragazzi e credo che l’allenatore debba sempre approfondire certi argomenti e trattarli nel modo più corretto per far sì che la squadra li recepisca. È un periodo delicato della vita dei ragazzi e bisogna sempre cercare di trovare il modo più giusto per parlare con loro». E continua dicendo: « Penso che siano legati a me e continueranno a seguirmi nonostante il tempo, perché riusciamo sempre a raccogliere dei risultati. Hanno fiducia in me e nel mio collaboratore, Andrea Vendramini. È una figura importantissima per la squadra, con cui lavoro bene, tra di noi c’è dialogo e confronto e penso che vedendo la sintonia tra me e il secondo allenatore, si sia creato un ambiente sano che si riflette anche nel lavoro che i ragazzi svolgono sul campo durante gli allenamenti». Nel corso degli anni, spiega il tecnico, lo zoccolo duro della squadra, il gruppo su cui fa più affidamento, è rimasto. Calabretta crede che sia merito di questo insieme di “atleti anziani” se la squadra è rimasta unita nel tempo: « Questi ragazzi sono leader tecnici e caratteriali e sono importanti per gli altri compagni. I nuovi atleti che arrivano da altre squadre notano questo senso di unione del gruppo, che si presenta sempre forte e compatto. Questo spesso invoglia i nuovi arrivati ad impegnarsi molto per trovare il proprio spazio all’interno della squadra: chi è nuovo lavora tanto per stare al passo». Il Buccinasco non fa alcun tipo di selezione, ma quest’anno i tecnici sono stati chiari con i genitori: chi viene convocato gioca almeno un tempo, ma il numero massimo di convocati è di quindici. « L’abbiamo fatto per cercare di abituare il gruppo a quella che sarà la gestione nel settore agonistico. L’ultimo anno di Esordienti è un anno di passaggio e volevamo cercare di abituarli a quelle che saranno le dinamiche nel prossimo futuro», dice Calabretta. La squadra ha sempre ottenuto ottimi risultati, anche se ha una punta di rammarico per non essere mai riuscita a vincere i campionati, raggiungendo sempre il secondo o il terzo posto della classifica. « Mi sarebbe piaciuto regalare ai ragazzi una soddisfazione del genere, lavorano molto e se la sarebbero meritata», commenta Calabretta, e continua: « Abbiamo sempre trovato delle squadre molto preparate come la Pro Sesto e l’Accademia Inter. I ragazzi si ricordano di aver giocato sul campo della Pro Sesto, e anche se la partita non è stata vinta, questo fa parte della formazione dei ragazzi, possono perdere, ma accettano la sconfitta in maniera positiva, festeggiano dopo una vittoria e ricordano i momenti speciali che fanno parte della loro formazione e che li aiutano a costruire dei tasselli per quello che faranno in futuro». Forse questo sarà l’ultimo anno del tecnico Calabretta con i ragazzi «D ipenderà dalle scelte societarie», dice. L’allenatore ha espresso più volte la volontà di continuare con i suoi anche il percorso dell’agonistica, principalmente per il fatto che le ultime due stagioni calcistiche sono state penalizzate a causa del Covid 19. Sin dalla stagione precedente, la squadra aveva iniziato a lavorare di più sulla tenuta fisica, aveva cominciato a fare dei lavori più pesanti dal punto di vista aerobico e correva di più rispetto alle altre squadre. Gli Esordienti erano curiosi di affrontare la nuova stagione perché volevano misurarsi con squadre più preparate e cercavano delle soddisfazioni, volevano provare a dire la loro sfruttando il duro lavoro e le loro capacità di gioco. Gli atleti e i tecnici si tengono in contatto sul gruppo WhatsApp dove vengono assegnati dei compiti che i ragazzi svolgono e documentano attraverso un video. Sperano di tornare ad allenarsi, o almeno di iniziare a farlo con il gruppo perché ai ragazzi il campo serve, soprattutto per alleggerire tutto quello che sta succedendo. Calabretta racconta che hanno pensato a degli allenamenti individuali, ma questo implica il dover coinvolgere più persone e un’organizzazione accurata: « Sarebbe bello poter fare anche allenamenti individuali con associazioni come OnetoOne che già svolgono lezioni individuali sul territorio. Può essere un'occasione per rimanere in contatto con la palla e il gioco, non sarebbe male come iniziativa per i ragazzi». Calabretta conclude affermando: « Il calcio è lo sport più bello del mondo, deve essere divertimento, risate, amicizia, tutto quello che ti può far crescere bene come ragazzo e uomo nel futuro, perché ti fa divertire, ma allo stesso tempo ti aiuta a creare un’unione con il gruppo e l’idea di sacrificarsi per il compagno. Sono valori che porteranno con loro nel corso della loro vita, nel lavoro e nella famiglia che costruiranno».
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