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Aldini Esordienti 2008, parla il tecnico Mirko Leoni: «Sono sposato con l'Aldini»

Aldini Esordienti 2008, parla il tecnico Mirko Leoni: «Sono sposato con l'Aldini»
Mirko Leoni è l’allenatore degli Esordienti 2008 dell’Aldini. La sua “breve” carriera di tecnico – così la descrive lui – comincia sette anni fa a Cormano dove allenava le giovanili. Dopo due anni, si è spostato al Bresso e ora, da quattro anni, si trova nella società di via Orsini, dove ha trovato la sua dimensione: «S ono sposato con l’Aldini», racconta. Al Bresso ha allenato i 2005 mentre all’Aldini ha seguito le squadre dei 2006, dei 2007 e dei 2008. Il fatto che Leoni abbia spesso cambiato squadra non dipende da lui, ma da scelte societarie: soprattutto per le categorie della pre-agonistica la società ha deciso di cambiare tecnico ogni uno o due anni. Leoni si dice orgoglioso del gruppo dei 2008, che ha potuto seguire solo per un mese fisicamente: adesso, date le restrizioni imposte dal Covid, sta seguendo i suoi atleti online. Si tratta di una buona squadra, che possiede delle potenzialità di crescita esponenziali, anche se bisogna ancora lavorare molto nonostante l’ottima base di partenza. L'allenatore continua dicendo: « Il gruppo già esisteva, ma ci sono stati dei cambiamenti, come l’inserimento di nuovi ragazzi e la partenza di alcuni degli atleti già presenti in rosa: qualcuno di loro è partito per scelte societarie, altri hanno deciso da soli di andar via. A quel punto bisognava sistemare la squadra, ora abbiamo un nuovo gruppo che ho costruito al 50%. Ho cercato da maggio dei nuovi atleti che ho testato attraverso le sedute di allenamento. Ho guardato alle esigenze della nostra squadra cercando di ricoprire i ruoli mancanti di chi era andato via». L’obiettivo che per quest’anno la società e l’allenatore si erano prefissati per la squadra dei 2008 è chiaro e Leoni spiega: « Essendo l’ultimo anno di pre-agonistica, con i ragazzi si sarebbe dovuto lavorare in modo tale da sviluppare le nozioni base che dovrebbero permettere alla squadra di giocare a undici». L’ultimo anno di pre-agonistica è un anno cruciale per i calciatori ed il tecnico aveva un piano ben preciso per preparare al meglio i suoi ragazzi alla categoria successiva: « I primi quattro mesi si lavora su quello che è stato fatto l’anno prima, mentre da gennaio in avanti si cerca di lavorare sulle basi del gioco a nove, per poi ogni tanto o una volta alla settimana, inserire una partita o un’amichevole a undici». Lo stop imposto la scorsa stagione e le normative dello scorso ottobre preoccupano il tecnico Leoni: « Purtroppo i 2008 lo scorso anno hanno fatto solo quattro mesi di allenamento e quest’anno solo un mese o due, dipende dalle società. Secondo me non arriveranno preparati al 110% per affrontare la nuova categoria, soprattutto se non si dovesse riprendere a giocare. Vedo dura la crescita di questi ragazzi in questo contesto. Ogni passo della propria vita ha degli step da fare e saltandoli si possono creare delle lacune». Per cercare di colmare questo vuoto e per dare ai ragazzi la possibilità di continuare ad imparare ed allenarsi, Leoni ha creato dei momenti di allenamento settimanali. Questi momenti si compongono di due o tre allenamenti pratici strutturati per uno spazio piccolo: gli esercizi si compongono di una parte atletica, una parte tecnica, senza tralasciare l’equilibrio e il potenziamento e la componente più importante, ovvero gli allenamenti con la palla che si incentrano sulla gestione e il controllo del pallone. In più, l’allenatore dei 2008 ha ritagliato uno spazio per un momento settimanale in cui, tramite videochat, i ragazzi si concentrano sulla teoria del gioco del calcio. La filosofia di Leoni è chiara: « Bisogna partire guardando sempre alla testa del ragazzo; gli atleti sono tutti diversi e bisogna trovare il modo per entrare nella testa di tutti quanti per imparare a conoscerli. Solo quando si sono capiti, si può davvero insegnare a giocare a calcio» e continua « è necessario che si crei un gruppo saldo. Una volta che questo gruppo si è creato è anche più semplice lavorare con tutte le persone che stanno attorno ai ragazzi, come ad esempio i genitori». Leoni conclude dicendo: « Il gioco è importante, eventualmente vincere è la ciliegina sulla torta».
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